Chi ha “suicidato” David Rossi?

ATTENZIONE!!! SONO PRESENTI IMMAGINI FORTI. A FINE ARTICOLO TROVATE UN VIDEO IN CUI È PRESENTE LA RIPRESA REALE DELLE TELECAMERE AL MOMENTO DELLA CADUTA DELL’UOMO DALLA FINESTRA. PER VIA DEGLI ARGOMENTI TRATTATI E LA TERMINOLOGIA UTILIZZATA, LA VISIONE DEL VIDEO NON E’ ADATTA AD UN PUBBLICO SENSIBILE.

Articolo di Miss Coraline

La morte di David Rossi è un fatto avvenuto a Siena il 6 marzo 2013, quando David Rossi, capo della comunicazione della banca Monte dei Paschi di Siena, venne trovato morto nella stradina su cui si affacciava il suo ufficio presso Rocca Salimbeni.

La vicenda si svolge poco dopo l’inizio di indagini della Guardia di Finanza che il 19 febbraio dello stesso anno avevano perquisito il suo ufficio e la sua abitazione e avevano perquisito anche l’ex presidente e l’ex dirigente di Rocca Salimbeni, Giuseppe Mussari e Antonio Vigni. Rossi, tuttavia, non era indagato.  Le indagini si stavano svolgendo intorno all’acquisizione della Banca Antonveneta. Il mondo scopre, qualche settimana prima, che i conti sono messi malissimo e cambia agli occhi di tutti la posizione della Montepaschi: viene a galla la notizia che una delle banche più antiche del mondo è in profonda crisi.

David Rossi rimane con i nuovi vertici, deve assumere ora un nuovo ruolo: difendere la Banca dalle accuse di tutti i giornali e dall’opinione pubblica. Parliamo di un uomo che gestiva un investimento di circa 50 milioni annui in pubblicità, con un grande ascendente. Capace di parlare direttamente con i direttori e influire sulla scelta di un titolo azionario. 

Il manager però poco dopo muore misteriosamente, precipitando dalla finestra del suo ufficio nella sede della banca di Siena nel marzo del 2013. In un primo momento la causa del decesso è archiviata come un caso di suicidio volontario. 

Le indagini:

ll 6 marzo 2013 David Rossi precipita dalla finestra del suo ufficio e poco dopo muore. Si parla di suicidio o questa almeno è la versione più accreditata, fino a quando non diventano di pubblico dominio le immagini riprese da una telecamera di sorveglianza esterna al palazzo della sede storica della banca. Si inizia a pensare che la morte di David non sia stato un suicidio ma un vero proprio omicidio. Da questi frame, infatti, emergono alcune circostanze sospette che spingono i familiari a porre dei punti interrogativi sull’accaduto: il modo in cui David si getta dalla finestra, la caduta del corpo, David cade di schiena appoggiando prima il bacino a terra e poi sbattendo la schiena, come se si fosse gettato di spalle e non frontalmente, con il viso rivolto verso il muro. Molti elementi non sono mai stati chiariti. Sul corpo dell’uomo sono presenti segni non compatibili con una caduta ma riconducibili ad una colluttazione: 2 chiare ferite sul labbro superiore e sul naso, contusioni sul naso e sulla parte esterna dello zigomo sinistro, una ferita sulla fronte. Sul polso sinistro, un profondissimo segno in corrispondenza della cassa dell’orologio fa pensare che qualcuno abbia spinto con una forte pressione sul polso di David fino a lasciare sulla sua pelle il segno profondo dell’orologio che indossava. Sulle braccia i segni evidenti di ematomi piccoli e ravvicinati che fanno pensare alla presa di una mano attorno al braccio. Un livido in mezzo all’addome e una grande contusione nella parte interna della coscia, all’inguine. Uno dubbio su tutti è la finestra da cui si è “gettato” infatti è presente una barra al centro dell’apertura della finestra proprio per proteggere qualcuno che si sporge troppo. Insomma il suicidio è molto sospetto. Tra le dodici telecamere presenti, soltanto da una sono stati presi dei video per accertare i fatti. I video della telecamera hanno mostrato che sul luogo sono arrivate due persone che si sono avvicinate a David Rossi mentre era ancora in vita, ma si sono allontanate poco dopo, senza prestargli soccorso. Perché non hanno chiamato i soccorsi?

Sulla vicenda ha indagato la procura di Siena chiudendo poco dopo l’evento come suicido volontario.

La famiglia di Rossi non ha mai creduto al suicidio e a Novembre del 2015, il caso viene riaperto perché vengono presentate nuove perizie tecniche (una grafologica, una medico legale e una sulla caduta del corpo. La procura, però, aveva chiesto nuovamente l’archiviazione che è arrivata lo scorso luglio: il gip aveva concluso che nonostante non ci fosse «prova certa oltre ogni ragionevole dubbio della ricostruzione» della morte di Rossi, il suo si doveva ritenere un suicidio e non un omicidio per «ragionevole certezza».

Gli investigatori della famiglia Rossi hanno scoperto che l’orologio di David Rossi non era al suo polso al momento della caduta, ma è stato gettato dalla finestra del suo ufficio venti minuti dopo la caduta del corpo, nel video di sorveglianza dopo circa 20 minuti dalla caduta di David dalla finestra si vede orologio atterrare per terra. Chi ha gettato l’orologio dalla finestra?

Un magistrato che indagava sull’accaduto è stato minacciato di morte, gli è stato recapitato un proiettile di una pistola calibro 9 inesploso.

I soccorsi sono arrivati quaranta minuti dopo la morte, quindi a un’ora dalla caduta. 

Nel video si vede poi all’inizio del vicolo la figura di un uomo al telefono che, sempre secondo le ricostruzioni del perito di parte, avrebbe visto il corpo. Non si è mai saputo chi fosse quest’uomo, che non è tra le persone che hanno chiamato i soccorsi. Dall’analisi del video risulta anche la sagoma di un’altra persona che si affaccia per mezzo secondo nel vicolo, quando Rossi era ancora agonizzante. Le immagini sono però molto sfocate: non si vede l’uscita dal vicolo di questa stessa sagoma, si riescono ad individuare solo le gambe, e il perito ha ipotizzato che il video stesso sia stato manomesso.

Inoltre non è stato eseguito l’esame di DNA sul corpo di lui, sull’orologio, sui suoi telefoni per scoprire se ci fosse qualcuno nel suo ufficio. I fazzoletti sporchi di sangue trovati nell’ufficio di Rossi sono stati distrutti senza essere analizzati, non sono state identificate le persone presenti in banca al momento della caduta di Rossi dalla finestra, non è stato aperto un fascicolo per omissione di soccorso per rintracciare la persona che si vede entrare nel video.

Il Movente “Festini”:

La trasmissione televisiva “Le Iene” ha dato ampio risalto alla vicenda, sottolineando che alcune delle persone coinvolte avrebbero partecipato a dei festini a luci rosse. Sulla vicenda la procura di Genova ha aperto un’inchiesta e ha perquisito un inviato della trasmissione Le Iene e ha acquisito alcuni file che erano in suo possesso.

 L’ex sindaco di Siena, Pierluigi Piccini, in un incontro con le iene fa riferimento a “una villa al mare dove facevano i festini”. Un altro uomo si sarebbe presentato alle forze dell’ordine di Siena dicendo di essere a conoscenza di particolari proprio su questi festini e sarebbe disposto a parlare. Gli atti saranno trasmessi nei prossimi giorni alla procura di Genova. Nell’approfondire la pista dei “festini”, è stato ascoltato un escort che vi avrebbe partecipato. L’uomo ha raccontato di feste a base di sesso e droga “per intrattenere ospiti di alto profilo”.  Avrebbero partecipato, secondo i racconti, esponenti di spicco del mondo senese (compresi dirigenti Mps, persone di spicco della banca vaticana e politici).

L’ipotesi che collegherebbe David Rossi a tutto questo è la sua conoscenza dei fatti e che l’omicidio sia stato insabbiato per evitare che scoppiasse questo scandalo. 

Una seconda pista è quella della banca Vaticana. Un monsignore sfruttando l’anonimato, aveva confessato l’esistenza di quattro conti presso lo Ior, ovvero la banca del Vaticano. Questi conti, secondo la testimonianza, sarebbero stati formalmente intestati ad enti religiosi ma in pratica erano riconducibili a uomini del Monte dei Paschi di Siena. La stessa fonte disse anche che c’erano stati degli incontri presso la banca Vaticana e che a recarsi lì era stato, ai tempi, l’ex presidente di Mps, Giuseppe Mussari, accompagnato però dal capo delle relazioni esterne, David Rossi. Mussari si trovava a capo della banca proprio nel momento in cui Mps concluse la spericolata acquisizione di banca Antonveneta che fece sprofondare il Monte dei Paschi nel vortice mediatico sugli scandali finanziari legati proprio a quell’operazione. David Rossi era uno dei suoi più stretti collaboratori. Lavoravano assieme da circa dieci anni, tanto che i due avevano instaurato un rapporto non solo da colleghi ma anche di amicizia. In sostanza il movente sarebbe da attribuire alle tangenti.

La moglie e la figlia di David Rossi continuano a non darsi pace e a non accettare la verità imposta dalle autorità senesi, continuando a chiedere che sia fatta giustizia.

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