Valentino Talluto, l’untore dell’Hiv

ATTENZIONE! A FINE ARTICOLO TROVATE UN VIDEO CON LE TESTIMONIANZE DELLE VITTIME E UN APPROFONDIMENTO DEL CASO.

Articolo di Miss Coraline

Con il termine Untore si indica quella persona che diffonde volontariamente una malattia. La parola nasce tra il seicento e il settecento quando il morbo della peste dilagava…

Su tutte le maggiori testate giornalistiche mondiali a Novembre del 2015 si poteva leggere questa notizia…

“Arrestato V.T., ha conteggiato 30 donne con l’HIV” oppure “Arrestato l’untore di Roma, ha conteggiato 30 persone”… l’uomo in questione, l’untore di cui tutti parlano e un trentenne di Acilia di origini siciliane Valentino Talluto.

La polizia crede che il contabile 33enne abbia volontariamente infettato 32 delle almeno 53 donne con cui usciva dopo aver scoperto di essere sieropositivo.

Talluto risultato positivo all’HIV nel 2006. Poco dopo inizia a contattare attraverso i social network (Facebook, Badoo, Netlog, ma anche chat a luci rosse come Chatta e Ciao Amigos…) utilizzando lo pseudonimo di “Hearty Style”, diverse donne. Il “modus operandi” è sempre lo stesso: le portava a cena fuori poi c’erano i regali, i mazzi di fiori, un vero gentiluomo, un ragazzo d’altri tempi, se non fosse per il terribile segreto che nascondeva… Arriva ad allacciare fino a sei relazioni sentimentali contemporaneamente. L’obiettivo è avere rapporti sessuali non protetti con il maggior numero di donne possibili, in modo da contagiarle con l’HIV.  Non informerà mai il suo stato di sieropositività alle partner con cui ha rapporti e dalle testimonianze delle vittime, insisteva sempre per non utilizzare il condom “sono allergico al lattice” diceva.

La storia dell’impiegato romano con la sieropositività è una storia che affonda le sue radici in famiglia: la madre, tossicodipendente e malata di Aids, è morta quando lui aveva quattro anni. E, per i giudici, la probabilità che questo particolare fosse stato uno dei possibili inneschi della sua furia non è mai stata da sottovalutare nel corso delle indagini.

La scoperta delle sue terribili azioni è dovuta alla denuncia di una delle sue partner, la ragazza fu ricoverata in seguito a problemi di salute. La mancata della diagnosi di sieropositività e delle dovute cure hanno trasformato l’Hiv in Aids. Rivoltasi alla polizia, denuncia Talluto. Non solo lei però accuserà problemi di salute. Diverse donne fanno la medesima scoperta e la persona in comune che tutte hanno frequentato è proprio Valentino.

Altre vittime scoprono di avere l’HIV solo dopo aver sentito dell’arresto di Talluto.

Molte delle vittime sono studentesse, alcune addirittura madri. La più giovane aveva sono 14 anni all’inizio della loro relazione e non aveva avuto ancora alcuna esperienza sessuale, Valentino fu il primo. Indirettamente sono stati contagiati anche tre partner maschi, fidanzati di tre vittime e un bambino di otto mesi. La madre ha avuto rapporti con Talluto nei primi mesi di gravidanza e anche il nascituro ha contratto la malattia. 

Ognuna delle ragazze, in fase di processo, ha descritto gli orrori dell’HIV, incluso lo stigma che ha allontanato anche amici e membri della famiglia.

Talluto è stato arrestato nel novembre 2015, quasi un decennio dopo la scoperta del suo stato di sieropositività. Il processo a suo carico è iniziato a marzo 2017. Viene condannato, a Roma, il 27 ottobre 2017. Condannato all’ergastolo per “lesioni intenzionali e grave e incurabile danno fisico “. Quello dell’untore di Acilia è stato il primo processo per epidemia dolosa in Italia.

Purtroppo, Valentino Talluto non è l’unico uomo ad aver contagiato le proprie partner con il virus dell’HIV. Diane Reeve ha raccontato la sua esperienza a The Guardian, contagiata dall’insospettabile fidanzato francese Philippe Padieu, un analista di sicurezza informatica, uomo affascinante, di 46 anni, con un segreto spaventoso. Stesso copione di Talluto: la conoscenza, la storia d’amore che va avanti per quattro anni, fino al momento in cui Diane scopre i tradimenti, i rapporti con le altre donne, le bugie e la verità più atroce. Due giorni dopo la fine della relazione: ha una malattia sessualmente trasmessa. Avverte Susan, un’altra ex di Philippe che fa il test e scopre la sieropositività, insieme mettono in guardia altre 23 donne, tutte vittime di Padieu. Oggi l’uomo è in prigione mentre Diane ha scritto un libro, Standing Strongs, per aiutare tutte le donne che, come lei, hanno avuto la sfortuna di imbattersi in un untore.

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