Il caso Rustin Parr e la strega di Blair

La storia di Blair inizia nel 1771, anno della sua fondazione, per continuare spensierata fino al 1785, quando il villaggio  nella zona di Baltimora, diventa tristemente noto a causa di una donna di nome Elly Kedward, di origini irlandesi, accusata e giudicata colpevole di stregoneria. 

Tutto inizia dalla testimonianza di alcuni bambini che giurano di essere stati rapiti da Elly e costretti a sottoporsi a prelievi del sangue con strumenti e modi inusuali.

La sentenza si concentra sulla punizione, che prevede l’esilio dal paese, ed Elly viene abbandonata sola e senza vestiti nel cuore del bosco.

Un destino spezzato, che nel 1786 sembra tornare a scuotere le coscienze di quelli che ne erano stati i responsabili, compresi i bambini, che scompaiono nel nulla senza lasciare traccia.

Dunque, secondo i residenti, l’anima malefica della strega vampira è tornata per prendersi la sua vendetta. 

Il villaggio, secondo fonti dell’epoca, inizia a spopolarsi finendo praticamente in rovina fino al 1824, quando durante i lavori di una nuova linea ferroviaria vengono ritrovati i resti di Blair, ormai riconquistato dalla vegetazione, che rinasce sotto un nuovo nome: Burkittsville.

A ridosso della nuova fondazione, tra dei ruderi in mezzo al bosco, viene ritrovato un libro quasi illeggibile, in cui si narra la storia di una antica strega vissuta in quelle zone, lasciata morire nel gelo della notte, legata ad un carretto per impedirgli di fuggire.  

La dinamica descritta nel libro non può che ricordare la triste vicenda di Elly Kedward, passata alla storia come “la strega vampira” e successivamente: “La Strega di Blair.”

Il libro maledetto non fu mai ritrovato.

Un particolare avvenimento nel 1825, riporta il paese alla superstizione di un tempo.

La piccola Eileen Treacle, un giorno, affoga nel basso torrente Tappy Orientale. Proprio la bassa profondità delle acque rende ancor più inspiegabile il mancato ritrovamento del corpo e nonostante la presenza di alcuni testimoni, il corpo non viene ritrovato. 

La vicenda assume una rilevanza inquietante dal momento che i testimoni dichiarano che la bambina sembra sia stata trascinata sul fondo da una pallida mano comparsa dalle acque che con vigore l’ha afferrata e poi trascinata sul fondo. La famiglia non vedrà mai più Eileen.

Tutto finisce e ricomincia nel 1886 quando la vicenda di Robin Weaver scrolla tutti gli abitanti.

Infatti la ragazzina scompare nel nulla senza essere ritrovata dalla squadra di volontari creata a posta per le ricerche.

Le autorità, non avendo notizie dei volontari, inviano altri uomini addestrati in ricognizione, pronti ad ogni evenienza. 

Quando arrivano sul luogo, ciò che trovano sono i resti di una violenza brutale, con i corpi smembrati e sezionati, resi irriconoscibili dalle espressioni di terrore sul loro volto e resi inoffensivi dalle mani legate. (ancora una volta la vittima è legata)

Nessuno di loro vuole tornare nel bosco e lo sceriffo decide di andare di persona sulla scena del crimine, trovando solo il sangue. La vicenda intimorisce a tal punto le autorità tanto da rinunciare alle indagini. Robin Weaver non verrà più ritrovata.

Siamo arrivati al momento più interessante di questa storia e questo capitolo porta il nome di Rustin Parr, un giovane commesso di Burkittsville.

Rustin lavora nel negozio di alimentari dei suoi genitori fino alla loro morte, avvenuta nel 1940, dopo la quale decide di chiudere l’attività e di ritirarsi lontano dalla comunità. Quando costruisce una casa nel bosco e ci si trasferisce, riducendo drasticamente le sue apparizioni in città, gli abitanti di Burkittsville lo credono semplicemente impazzito.

Un giorno, una dolce bambina bionda di nome Emily Hollands, porta al petto le sue due bambole che conserva gelosamente. Quelle bambole vengono poi ritrovate sul ciglio della strada, ma di Emily nemmeno l’ombra. I genitori allertano le autorità che da subito iniziano le ricerche, fino a quando alcuni agenti arrivano ai confini del bosco, ma qualcuno si rifiuta di andare oltre, forse per superstizione o intimorito dalla leggenda della strega. Le ricerche rimangono circostanziali.

Poco tempo dopo un forte uragano si abbatte nella zona di Baltimora costringendo gli agenti a sospendere le ricerche in corso di un altro bambino di nome Kyle Brody, scomparso dopo una battuta di pesca nelle vicinanze della sua futura casa. 

Cessato l’uragano ripartono le indagini ma gli agenti brancolano nel buio e sulla scrivania dello sceriffo ci sono ormai otto nomi di otto bambini scomparsi. 

Proprio in quel momento Kyle Brody, fuggito al massacro, davanti alle autorità racconta di essere stato rapito da Parr e da lui condotto nella casa nel bosco. Prosegue dicendo di aver assistito all’uccisione di altri bambini. La sua dichiarazione mobilita gli agenti che si dirigono a casa di Parr dove rinvengono sette cadaveri, apparentemente disposti secondo un macabro rituale. 

A questo punto l’interrogatorio degli inquirenti svela i dettagli della carneficina:

La procedura prevedeva di legare le vittime a dei pali di legno per impedire loro di scappare e in seguito provocare tagli superficiali e altri più profondi nella carne delle povere vittime, provocandone il dissanguamento, finendole poi con una pressione del cranio talmente forte da schiacciarlo. 

Rustin Parr dichiara che la voce nella sua testa, che nel tempo si è fatta sempre più insistente si è tramutata in ordini veri e propri e che tale voce proveniva da una strega il cui spirito è rimasto intrappolato nel bosco.

Nei racconti di Parr la strega compariva solo per qualche attimo per indicargli come e chi uccidere. Avvenimenti accaduti fino alla mattina del 25 maggio 1941 quando la voce della strega gli rivela che il suo compito è “giunto al termine”.

Secondo le autorità locali Parr rimane l’unico vero colpevole del massacro e viene condannato a morte tramite impiccagione, con la nascosta intenzione di “soffocare” una volta per tutte questa orribile vicenda.

Il 22 novembre 1941 avviene l’esecuzione del killer. 

Il caso Rustin Parr nel corso degli anni si dissolve nel silenzio degli abitanti, ma non nella mente di Kyle Brody dove rimane indelebile. Le violenze che fu costretto a guardare da piccolo, nella casa di Parr, lo seguiranno per tutta la vita, rendendo sempre più frequenti gli stati di alterazione e rabbia, incontrollati. 

Dopo essere stato arrestato per vagabondaggio e poi chiuso in vari istituti di igiene mentale, finisce il suo ultimo pasto l’1 marzo 1971, quando ricava una lama dal suo cucchiaio in dotazione, tagliandosi le vene dei polsi e lasciandosi morire. 

Una fine lenta, che trova il suo unico picco di luce nell’ultima espressione di Kyle, ritenuta dagli inservienti serena e paurosamente pacifica.

Nessuno ancora oggi si spiega la strana atmosfera di quei luoghi, battuti da curiosi e amanti del genere in cerca di risposte ancora oggi, lasciando tutti con una sola domanda in testa:

Dove inizia la realtà e finisce la leggenda?

Da sinistra in alto l’unica foto di Elly Kedward. Sotto di lei una litografica originale che rappresenta il tipo di punizione per le accuse du stregoneria. Al centro il cartello della città di Burkittsville. I alto a destra Rustin Parr in carcere prima dell’esecuzione e nel tondo la piccola Emily Hollands. Sotto la foto da bambino e da adulto di Kyle Brody

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