L’omicidio delle ragazze di Alcàsser

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(ATTENZIONE ATTENZIONE ATTENZIONE, sono presenti foto della scena del crimine davvero molto forti. Inoltre i dettagli delle torture non sono adatti alle persone sensibili)

Su Netflix è possibile trovare una serie tv/documentario intitolato : Las ninas de Alcàsser. Racconta la storia vera del rapimento di 3 ragazze adolescenti di Alcàasser, Valencia, nel novembre del 1992. Le giovani furono rapite, violentate, picchiate, barbaramente torturate e uccise. Viene considerato uno dei delitti più spaventosi commessi in Spagna per l’estrema violenza e i macabri dettagli dell’autopsia.

Era il 13 novembre 1992 quando Miriam, Antonia e Maria si preparavano per andare alla festa delle scuole superiori in una famosa discoteca fuori Picassent. Per non disturbare il padre di Miriam influenzato, le ragazze decisero di raggiungere il luogo tramite autostop. All’epoca era una pratica comune tra i giovani e non era la prima che le tre amiche lo facevano. Dapprima furono accompagnate da una giovane coppia fino al distributore di benzina di Picassent e poi salirono su un’altra auto, un’Opel corsa bianca, guidata da Antonio Anglés e Miguel Ricart. Una testimone dichiarò di averle viste salire sull’auto ma di non essere riuscita a vedere altro a causa del buio. Da quel momento delle ragazze si persero le tracce per 75 lunghissimi giorni.

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Miguel Ricart venne subito catturato e, secondo una prima ricostruzione, pare che una volta che i due uomini arrivarono alla discoteca, Antonio Angles disse a Ricart di continuare a guidare. Le ragazze iniziarono ad urlare. Angles quindi afferrò una pistola e le colpì con il calcio, rompendo loro alcuni denti. Raggiunsero una casa abbandonata e pericolante vicino alla località conosciuta come La Romana, in un’area montuosa e molto isolata vicino alla diga del Tous.

Gli uomini legarono le ragazze, violentarono due di loro costringendole a rapporti vaginali ed anali, usando anche oggetti come bastoni. Successivamente si recarono a Catadau alla ricerca di cibo e ritornarono due ore più tardi, violentando la terza ragazza. Dopo ogni sorta di atrocità ed umiliazioni che provocarono alle ragazze ferite e contusioni, gli assassini dormirono fino al mattino, ignorando i lamenti e le urla delle giovani agonizzanti. Quando si svegliarono costrinsero le ragazze a camminare fino ad una fossa che avevano precedentemente scavato, e le picchiarono nuovamente. Qui essi continuarono a torturare le giovani.

Secondo i risultati dell’autopsia, Desirée subì una traumatica amputazione del capezzolo destro e dell’areola con un oggetto appuntito, verosimilmente un coltello o forse una pinza, e fu accoltellata due volte nella schiena. Le altre ragazze urlavano disperatamente mentre venivano ridotte in fin di vita, colpite con bastoni e pietre. Gli assassini infine le uccisero a colpi di pistola e le seppellirono. Il cadavere di Miriam mostrava ferite alla vagina causate da un oggetto provvisto di bordi taglienti, forse procurate dopo la sua morte.

(ATTENZIONE ATTENZIONE ATTENZIONE, FOTO NON ADATTE ALLE PERSONE SENSIBILI)

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Gli assassini raccolsero i proiettili sparati e pulirono l’auto per cancellare ogni traccia.

Da quel momento furono condotte ricerche senza sosta per trovare i corpi delle ragazze, che furono rinvenuti il 27 gennaio 1993, 75 giorni dopo la loro scomparsa, da due apicoltori in un fosso situato vicino a La Romana. Le forti piogge dei giorni precedenti ammorbidirono il terreno e i cadaveri riaffiorarono dalla loro improvvisata sepoltura. Fu presto confermato che le ragazze furono assassinate, avendo dovuto subire inimmaginabili torture prima di morire. La Guardia Civil spagnola trovò successivamente sulla scena del crimine uno dei guanti di Ricart, una ricetta medica del Servizio Sanitario appartenente a Enrique Angles (fratello dell’assassino Antonio Angles) e una cartuccia. Le tv raggiunsero velocemente Alcàsser per trasmettere in diretta le immagini del luogo e, soprattutto, per registrare il dolore dei familiari delle vittime e dell’intera cittadina.

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La polizia, dopo la cattura di Miguel Ricart, si recò immediatamente a casa di Antonio Angles trovandola vuota. Pare che Antonio fosse riuscito a fuggire in tempo e scappare a Lisbona dove si imbarcò su una nave container e scese in Irlanda. L’interpol mantiene aperto ancora oggi il suo fascicolo anche se pare sia morto di stenti e freddo dopo il suo arrivo in Irlanda.

Ciò che rimane oggi è questa statua in ricordo delle 3 ragazze di Alcassér.

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Fonte: Wikipedia

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