LUKA ROCCO MAGNOTTA

“Mi chiamo Luka e sono dipendente dalla chirurgia estetica.
La cosa in assoluto più importante per me è il mio aspetto esteriore.
L’intelligenza è al secondo posto.”

All’anagrafe Eric Clinton Kirk Newman, classe 1982, nasce a Scarborough, Ontario. Trascorre un’infanzia e un’adolescenza normali solo in apparenza. Infatti, in base a quanto da lui stesso raccontato, la madre è una maniaca della pulizia che, per mantenere l’ordine, spesso impedisce a lui e ai suoi fratelli di rientrare nell’abitazione, lasciandoli chiusi fuori. Un giorno, la donna mette nel congelatore di casa alcuni conigli domestici appartenuti al piccolo Eric, facendoli morire per congelamento.

Al padre, invece, nel 1994 viene diagnosticata una forma di schizofrenia: sarà il motivo di divorzio dei genitori di Eric e la ragione per cui si ritroverà a vivere suo malgrado dalla nonna Phyllis, la quale ama spesso canzonarlo pubblicamente e privatamente chiamandolo “checca”.


Trascorsi gli anni del liceo, Eric decide di guadagnarsi da vivere come spogliarellista al Remington’s, un popolare gay bar di Toronto. Da lì a poco comincerà a fare le prime apparizioni in alcuni film porno gay e occasionalmente anche a lavorare come escort per uomini, utilizzando lo pseudonimo “Jimmy”. E “Jimmy” è anche il nome con cui si lancia nella sua prima comparsa come modello nel settimanale gay-bisex Fab Boy, in cui si descrive così:

“Un ventiduenne russo, amante del calcio, che sogna di diventare un poliziotto corrotto o omicida.”


Nel 2006 Eric Newman cambia nome legalmente in Luka Rocco Magnotta,  in corrispondenza con le numerose operazioni di chirurgia plastica cui si sottopone (naso, occhi e vari trapianti di capelli) e forse in un tentativo di ricostruzione della sua immagine pubblica, dopo essere stato giudicato colpevole di truffa e condannato a 9 mesi di servizi sociali.

Così si presenta alle audizioni per la trasmissione canadese Plastic Makes Perfect, venendo però subito scartato.
Partecipa anche al reality canadese COVERguy, anche qui venendo rapidamente scartato.

È forse a causa di queste due delusioni che Magnotta decide di rifugiarsi nella rete e di cercare in essa una via alternativa per raggiungere la tanto agognata notorietà. Secondo la polizia, infatti, in questo periodo Magnotta avrebbe creato ben 20 siti web e 70 pagine Facebook per autocelebrarsi e per mettere in giro voci e pettegolezzi del tutto inventati su di sé – pettegolezzi poi smentiti utilizzando svariati account falsi creati sempre da lui.
Nel suo spasmodico bisogno di fama, ingaggia perfino una battaglia virtuale con Wikipedia. La community della famosa enciclopedia online, stranamente, chiude più volte la pagina che Magnotta si ostina a ripubblicare. Pagina – inutile a dirsi – dedicata a se stesso.

La stagione invernale del 2010 segna un totale stravolgimento nell’attitudine di Luka Magnotta. Sulla sua pagina Facebook condivide 3 guys 1 hammer – un filmato nel quale un uomo agonizzante viene preso a martellate sul viso e ripetutamente pugnalato con un giravite. Il video, girato dai maniaci di Dnepropetrovsk, ha un’enorme risonanza mediatica.

Forse ispirato dai due giovani serial killer ucraini, il 21 dicembre 2010 Magnotta pubblica su Youtube 1 guy 2 kittens, un video da lui stesso girato in cui due gattini vengono prima inseriti dentro un sacchetto per conservare gli abiti sottovuoto e poi uccisi per soffocamento, tramite l’estrazione di tutta l’aria all’interno dello stesso sacchetto con un’aspirapolvere.
Il video indugia disumanamente sugli ultimi momenti di vita dei due cuccioli, che terrorizzati si dimenano cercando di respirare.

(Non sono riuscito a trovare questo video ma vi pubblico alcuni fotogrammi)

Risultati immagini per 1 guy 2 kittens
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Il filmato viene presto rimosso da Youtube, ma diventa ugualmente virale, rimbalzando nel web da un forum all’altro. Proprio a questo proposito, Magnotta utilizza una strategia di diffusione spaventosamente lucida che in seguito metterà ancora in atto: su bacheche frequentate da animalisti, adoperando profili fittizi e rimanendo anonimo, chiede informazioni per trovare il video ore prima dalla sua stessa pubblicazione. E la cosa funziona al punto che, oltre all’immediata viralizzazione di 1 guy 2 kittens, il gruppo animalista Rescue Ink raccoglierà 5.000 dollari da offrire come ricompensa a chiunque possa dare informazioni utili per consegnare alla legge il VKK (Vacuum Kitten Killer).

Nonostante la segnalazione dell’Animal Beta Project – un piccolo gruppo formato da animalisti-investigatori che riescono tempestivamente a individuarlo – e un fascicolo della polizia aperto su di lui, l’anno seguente, tra novembre e dicembre del 2011, Magnotta ripete il gesto e sacrifica altri due gattini alla sua insaziabile fame di notorietà. Stavolta, però, cambia del tutto modus operandi e realizza due video distinti.
Nel primo filmato, un gattino fissato con del nastro isolante a un manico di scopa viene annegato in una vasca da bagno.
Nel secondo, invece, un altro gattino viene offerto in pasto al suo pitone birmano, che serra il piccolo felino in una morsa letale prima di ingoiarlo per intero.


Dopo la pubblicazione di questi due nuovi filmati, che diventano anch’essi immediatamente virali, l’ex spogliarellista è ormai in pieno delirio di onnipotenza. Spedisce alla redazione del The Sun – che si era occupata da vicino del caso del VKK – un’e-mail anonima in cui scrive:

“La prossima volta che sentirete parlare di me sarà per un film che sto realizzando con esseri umani. E non gattini”.

Lin Jun, studente cinese laureato in ingegneria informatica e secondo le testimonianze fidanzato con Magnotta fin dal 2010, viene visto per l’ultima volta la mattina del 24 maggio 2012. Fa il commesso in un minimarket di Montreal. Sarà il suo capo il primo a dare l’allarme, il giorno seguente, insospettito dall’assenza ingiustificata sul posto di lavoro.
Tre amici di Lin si recano nel suo appartamento il 27 maggio, non riuscendo però a trovare lo studente cinese e denunciandone la scomparsa alle autorità.

Una decina di giorni prima dell’omicidio, Luka Magnotta prepara accuratamente il terreno. Sotto mentite spoglie, in alcune pagine web domanda:

“Dove posso trovare il video 1 lunatic 1 ice pick?”

È il 25 maggio 2012. Sul sito Bestgore fa la sua apparizione 1 lunatic 1 ice pick, un filmato di quasi 11 minuti che inizialmente ritrae un uomo nudo legato a un letto. Mentre in sottofondo risuona ossessivamente il brano “True Faith” dei New Order, l’uomo immobilizzato viene prima sgozzato, poi pugnalato 18 volte all’addome e 37 volte al torace con un coltello rompighiaccio e, successivamente, fatto a pezzi.
Seguono vari atti di necrofilia e di cannibalismo compiuti sul torso della vittima.
L’assassino e autore del video, infine, lascia che il suo cagnolino mangiucchi un po’ di carne direttamente da ciò che resta dell’ex fidanzato.

Lo scempio del cadavere di Lin, però, non si esaurisce con 1 lunatic 1 ice pick: una volta ultimato il video, Magnotta decide di impacchettare mani e piedi della vittima e di inviarli per posta in diversi luoghi: alla sede del Partito Conservatore canadese, a quella del Partito Liberale, alla scuola elementare False Creek e alla scuola St. George.
Le altre 6 parti del corpo saranno successivamente ritrovate nei luoghi più disparati: parcheggi, secchi della spazzatura e perfino un garage.
La testa verrà ritrovata solo il 2 luglio, nei pressi di un lago nel parco di Montreal.

Il giorno seguente all’omicidio dell’ex fidanzato, Luka Magnotta vola a Parigi utilizzando un passaporto falso. Il suo cellulare, però, verrà in breve intercettato e presto la caccia all’uomo terminerà in un Internet Cafè a Berlino, il 4 giugno, mentre Magnotta legge articoli di testate di tutto il mondo che – per sua grande gioia – narrano proprio le sue terribili gesta.

19 giugno 2012. Al processo, Luka Rocco Magnotta si dichiara subito non colpevole, ammettendo tutti gli atti compiuti, ma appellandosi all’incapacità di intendere e di volere.
Dopo svariate perizie psichiatriche che dal lato della difesa lo descrivono come malato di schizofrenia, ha la meglio l’accusa, secondo cui l’imputato non è malato di mente, ma ben consapevole, ultra-organizzato e pienamente cosciente delle proprie azioni. I giudici quindi, senza alcuna attenuante, lo condannano al carcere a vita.

La pena inflitta è da scontare in una prigione canadese molto all’avanguardia sulle politiche di detenzione, tanto che, a giudicare dalle foto pubblicate dal Montreal Gazette, più che un penitenziario ricorda una confraternita universitaria americana o un campo estivo per boyscout.
Ad ogni modo, a parte alcune lamentele dovute alla mancanza in prigione dei suoi cioccolatini preferiti  – i Ferrero Rocher –, secondo le ultime notizie giunteci pare che Luka Rocco Magnotta badi molto meno al suo aspetto esteriore, sia ingrassato, ma anche felicemente innamorato. Così innamorato che, nel giugno del 2017, è convolato a nozze con un suo compagno di prigione, Anthony Jolin, anche lui condannato all’ergastolo per omicidio.
Finché morte non li separi. È proprio il caso di dirlo.

«La necrofilia non va di moda. È una solitudine sanguinaria. Ma non mi interessa, non mi è mai importato cosa pensa la gente di me, sono perlopiù idioti. Non sono in grado di parlarne con nessuno e so per certo che il 99 per cento delle persone proverebbe repulsione per me se scoprisse i miei sentimenti. Alcuni vorrebbero persino farmi del male».

Fonte: lanuovacarne.it – Articolo di Alessandro Catalano

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