PETER SUTCLIFFE – Lo squartatore dello Yorkshire

Peter Sutcliffe nasce nel 1946 a Bingley, Regno Unito.
Il padre è un uomo rude, dedito al bar e le donne, desideroso di avere un figlio erudito e capace negli sport. Ma Peter non ha nè il fisico nè le capacità per rendere fiero il papà. La madre non sopporta più i continui tradimenti del marito e le accuse sfociano in violenti litigi di fronte ai figli. A scuola le cose non vanno meglio: Peter non riesce a legare come gli altri ragazzi e finisce spesso sotto gli attacchi dei bulli.
A vent’anni la vita di Peter rispecchia in tutto e per tutto quella del padre: matrimonio con una giovane ragazza cecoslovacca, serate passate al bar a bere e la frequentazione di prostitute.

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Siamo agli inizi degli anni 70 quando una sera Peter carica in auto una prostituta. Forse per l’alcol o forse per il sospetto che la moglie lo tradisca con altri uomini, Peter non riesce a raggiungere l’erezione. Decide di pagare comunque le 5 sterline pattuite e le consegna una banconota da 10. La donna gli chiede di essere accompagnata a casa dove gli avrebbe consegnato il resto. Una volta raggiunta l’abitazione però, Peter viene aggredito da alcuni amici della prostituta e allontanato senza aver ricevuto il suo resto. Le sere successive si recherà nel luogo del furto con un martello e un coltello nella speranza di farsi riconsegnare le 5 sterline, ma senza successo.

E’ il 1975 quando Peter perde il posto di lavoro presso un’impresa di onoranze funebri, dopo essere stato sorpreso in atteggiamenti ambigui con i cadaveri. Decide allora di investire la liquidazione per studiare e ottenere la patente per il camion e diventare autotrasportatore.

A questo punto Peter è un uomo ferito nell’orgoglio, umiliato e derubato da una prostituta e con un lavoro che gli permette di viaggiare per vari luoghi.
Ci sono tutti i presupposti per diventare un serial killer.

La prima vittima è la prostituta Wilma McCann, ragazza madre di 28 anni. Peter vorrebbe conoscerla, parlarci, non solo fare sesso, ma la donna ha fretta, vuole tornare a casa. Peter estrae il suo martello e la colpisce due volte fracassandole il cranio; poi prende il coltello e la pugnala innumerevoli volte.

La seconda vittima è Emily Jackson, accompagnata dallo stesso marito consapevole del lavoro della moglie. Verrà ritrovata con il cranio sfondato a colpi di martello e più di 50 pugnalate inferte con un cacciavite.

La furia di Peter si interrompe solo dopo l’aggressione e tentato omicidio ai danni di una giovane prostituta di colore. Lui le chiede una prestazione sessuale per 5 sterline, ma lei rifiuta e gli volta le spalle. Lui la colpisce due volte con il martello, la lascia a terra incosciente, si masturba sul corpo, le getta addosso le 5 sterline e se ne va. Poi ha un ripensamento, torna sul luogo dell’aggressione, ma la ragazza è sparita. La giovane prostituta è riuscita a salvarsi e a denunciare l’accaduto, ma la polizia non prenderà in considerazione il caso.

Forse per la paura di essere scoperto, Peter decide di fermarsi per un po’ di tempo, giusto per far calmare le acque.

Passa solo un anno, è il 1977, quando Peter ottiene un incarico come autista e durante il viaggio carica Irene Richardson. La uccide con 3 martellate e le apre il ventre asportando tutto il contenuto.

Fino ad ora le sue attenzioni si erano concentrate sulle prostitute e forse anche per questo la polizia non ha mai dedicato particolare interesse al caso, ma il 25 giugno del 1977 Peter commette un errore: uccide una ragazzina minorenne che non aveva niente a che fare col mondo della prostituzione.

Sotto le pressioni dell’opinione pubblica, la polizia inizia a muoversi seriamente. Verranno trovate altre prostitute uccise con lo stesso modus operandi e iniziano a raccogliere le prime informazioni per creare un identikit.

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Un’altra prova contro di lui viene raccolta quando la prostituta Jean Bernadette, prima di essere uccisa con 13 martellate, nasconde le 5 sterline in una tasca segreta della borsetta. Peter dopo l’omicidio cerca di trovare i soldi poi, in preda alla rabbia, getta la borsetta nei cespugli e se ne va. Poco dopo decide di tornare a cercare la borsa per paura che le 5 sterline possano in qualche modo ricondurre a lui, ma invano. Verrà trovata il giorno dopo dalla polizia e il numero seriale della banconota restringe la cerchia dei sospetti.

Peter continua a uccidere senza sosta e in modo sempre più violento fino a quando, nel 1979, uccide 4 donne comuni. Tra queste c’era la bellissima Jacqueline Hill che Peter vide passare di fronte a una vetrina. Eccitato dalla sua bellezza, decide di seguirla e la colpisce dietro la nuca con due colpi di martello. La trascina in un cespuglio, la pugnala ripetutamente e, non sopportando lo sguardo della donna, le colpisce un occhio con il coltello.

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E’ il 1981 quando finalmente Peter viene arrestato. Si trova al bar con gli amici e racconta di come aveva “fracassato la testa a una vecchia vacca”. Trevor, uno degli amici, sospettava già da tempo di Peter e decide di informare la polizia. Il 2 gennaio Peter carica un’altra prostituta e non riesce a raggiungere l’erezione. Sta pregustando l’attimo in cui le fracasserà il cranio, ma una volante della polizia lo interrompe. Viene fatto scendere e, nel mentre, getta il martello e il coltello sotto l’auto. L’agente però sente il rumore metallico degli strumenti e li raccoglie.
Ormai le prove contro di lui sono schiaccianti e Peter confessa. Verrà condannato all’ergastolo per 13 omicidi.

Nelle foto potete vedere l’aggressione subita in carcere ad opera di un detenuto con una lama. Peter perderà un occhio. E’ tutt’ora rinchiuso e riceve più lettere d’amore lui di quante ne ricevano tutti i detenuti messi insieme.

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