L’OMICIDIO DI KARINA BARDUCHIAN – La ragazza innamorata

Quando a processo venne chiesto loro il motivo di quel folle gesto, la risposta fu tanto banale quanto terrificante: “Avevamo fame”.

E’ proprio con queste parole che Maxim Golovatskikh e Yuri Mozhnov giustificarono l’omicidio della 16enne Karina.

Era il 2010, un sera di gennaio come tante, quando i due ragazzi, ubriachi e storditi dopo aver partecipato a un party goth- metal, invitarono nel loro appartamento la giovane Karina Barduchian.
Karina era innamorata di Maxim, ragazzo dalla personalità ribelle e tormentata, amante delle atmosfere gotiche e delle letture esoteriche. Legatissimo, quasi in maniera ossessiva, all’amico Yuri.

Karina Barduchian
Karina Barduchian

Quella maledetta sera, però, il sogno d’amore di Karina, coltivato con la cura e la dedizione tipiche di un’infatuazione adolescenziale, andò in contro al più tragico degli epiloghi.
I due amici, allucinati ed in preda ad una furiosa pazzia, portarono la ragazza in bagno per poi annegarla nella vasca. Iniziarono, quindi, a massacrarla con fendenti su tutto il corpo, senza tralasciare neanche una zona, e quando il pavimento era ormai diventato una palude di sangue, smembrarono il cadavere per poi mangiarne alcuni pezzi.
Il loro piano, però, era ancora più macabro: volevano cucinare i resti di Karina Barduchian e servirli con “condimento” di patate, il giorno successivo alla loro coinquilina, Ekaterina Zinovyeva, ignara di tutto.

I due carnefici, da sinistra: Maxim e Yury
Maxim e Yuri

Proprio quest’ultima, durante il processo ai due carnefici, dichiarò:

“Maxim e Karina andarono in bagno insieme e io andai a letto. Mentre ero quasi addormentata ho sentito dei rumori e dell’ acqua che cadeva ma non mi preoccupai. Poco dopo mi svegliai di nuovo e decisi di andare a controllare. Yuri, però, mi fermò e mi disse di andare a letto. Il giorno prima avevano scherzato sul fatto che avrebbero potuto uccidere Karina, ma ovviamente non ho preso per vere le parole nemmeno per un secondo”.

I due ragazzi, come spesso accade in simili casi, iniziarono invece ad accusarsi a vicenda raccontando, ognuno, differenti versioni sull’accaduto.
Queste, le dichiarazioni agli atti del processo, rilasciate da Maxim e riprese dal sito russo kr.ru. :

“Karina Barduchian mi aveva presentato Yury nell’estate del 2008. Lei era innamorata di me ma non c’è mai stato il tempo perchè il nostro diventasse un rapporto serio. Yuri era contro quella relazione perchè voleva che uscissi soltanto con lui e la sua ragazza Natalia. La sera del 19 gennaio, ad un certo punto io andai a letto mentre Karina in bagno per farsi una doccia. All’improvviso, Yuri fece irruzione proprio nel bagno ma io pensai ad uno scherzo e non diedi peso al fatto. Poi sono andato in cucina e sono tornato solo quando ho sentito le grida di Karina Barduchian. Andai in bagno e vidi il suo corpo disteso ricoperto di sangue. Lui l’ aveva accoltellata” aggiunse Maxim con voce angosciata “non potevo credere ai miei occhi. A quel punto ho avuto paura che nessuno potesse credere che noi non fossimo coinvolti nell’omicidio e così abbiamo deciso, come nei film gialli, di sbarazzarci del corpo e l’ unica soluzione era mangiarne alcuni pezzi e il resto buttarlo nell’ immondizia”

Secondo la versione di Yury, invece, fu lo stesso Maxim ad ordinarli di affilare un grosso coltello in cucina e, una volta fatto, avrebbe commentato “Adesso si può uccidere qualcuno…”

Da sinistra: Maxim e Yury
Maxim e Yuri

Il processo venne sospeso e rinviato dopo che alcuni giurati accusarono malori nel vedere le foto del corpo straziato della vittima.
Nonostante la drammaticità dell’ omicidio, le condanne per i due ragazzi non furono poi così esemplari: 19 anni di reclusione per Maxim e 18 per Yury, più 25 mila euro (ciascuno) di risarcimento per i familiari della vittima.

Fonte: Theevolution.altervista.org

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