BRENTON TARRANT – IL KILLER DELLE MOSCHEE (+ video)

(Il video viene pubblicato tramite link. Preferisco non condividerlo direttamente sul mio sito. E’ la versione da 8 minuti)

Brenton Tarrant è un giovane australiano di 28 anni con un’ideologia razzista e di estrema destra. E’ cresciuto in una famiglia della classe medio bassa, di origini scozzesi, irlandesi e inglesi. Non ci sono segni di squilibrio nella sua infanzia, tant’è che lui stesso la definisce “normale, senza grandi problemi”. Terminati gli studi decide di non iscriversi all’università e comincia a lavorare saltuariamente. Riesce a fare un po’ di soldi con le criptovalute e spende tutto in viaggi: Francia, Spagna, Portogallo e il resto d’Europa. Pare sia stato dopo l’attentato di Stoccolma, in cui un uomo con legami con l’Isis aveva ucciso 5 persone con un camion, che nella mente di Brenton prese forma un piano per vendicarsi contro i musulmani.

La mattina del 15 marzo, Brenton decide di compiere la sua vendetta: guida verso la moschea di Al Noor in Deans Ave. Nella moschea sono presenti almeno 300 persone raccolte nella preghiera del venerdì. La sua station wagon beige contiene un carico di armi, munizioni sul sedile accanto a quello di guida, un numero imprecisato di caricatori, e taniche di benzina nel baule. Si ferma in un vialetto, resta in auto per 3 minuti ascoltando una canzone che arriva da un video serbo incentrato sulla “Rimozione dei Kebab”, cioè sull’eliminazione dei musulmani. Poi decide di scendere per dirigersi a piedi all’ingresso della moschea. Imbraccia il fucile e comincia a scaricare numerosi colpi alle persone all’ingresso. Sui caricatori neri, le scritte bianche di alcune vittime, eventi storici, protagonisti di attentati contro i musulmani e gli immigrati. Fra questi c’è il nome dell’Italiano Luca Traini, che nel Febbraio 2018 ha tentato una strage di migranti a Macerata, ferendone sei.

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Corre all’interno dove ha inizio la carneficina. Consuma diversi caricatori per uccidere quante più persone possibili. Corpi ovunque, ammassati, e ricoperti di sangue, mentre Brenton corre fuori e dentro più volte (forse per controllare la situazione all’esterno). Ogni volta che torna dentro, scarica centinaia di munizioni sui corpi ormai privi di vita.

Il tutto viene filmato con una telecamera posizionato in testa e trasmesso in diretta Facebook. Il video viene poi condiviso su youtube, twitter, reddit, diventando in pochi minuti virale.

Alla fine del massacro, decide di tornare in auto per fuggire a tutta velocità sparando altri colpi alle persone per strada. Nel video non è visibile il secondo attacco, ma Brenton si dirige alla mosche di Masjid. Pare, inoltre, che avesse intenzione di raggiungerne una terza.

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La polizia esorta i cittadini a rimanere in casa mentre parte una caccia all’uomo. In quattro sono finiti in manette, tra loro una donna. Ma se le prime ricostruzioni parlavano di quattro assalitori in azione nelle due moschee, l’attenzione si è poi concentrata soltanto su uno degli arrestati: Brenton Tarrant.

Attualmente si trova in carcere dove viene quotidianamente minacciato di morte. L’Isis ha già dichiarato che si vendicherà e ha mostrato online alcune foto di caricatori neri con scritte bianche, come quelli di Brenton.

Clicca qui sotto per il video.

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