NATHANIEL BAR JONAH – IL CANNIBALE DEL MONTANA

Nathaniel nacque nel febbraio del 1957 in Massachusetts. Sin dall’età di 6 anni era attratto dal sapore della carne umana. Cominciava a grattarsi il braccio fino a farlo sanguinare per poi succhiare il sangue dalla ferita e staccare pezzetti di pelle da tenere in bocca; un’abitudine che mantenne sempre negli anni a venire, anche in prigione.

All’età di soli 7 anni convinse la figlia dei suoi vicini di 5 anni a seguirlo nel seminterrato di casa sua per mostrarle una tavoletta Ouija che le avrebbe predetto il futuro. Una volta raggiunta la stanza, Nathaniel tentò di strangolarla, ma le urla della piccola attirarono l’attenzione dei genitori che la salvarono appena in tempo. All’età di 13 anni tentò nuovamente di uccidere un suo vicino di 6 anni. Lo convinse a seguirlo su una collinetta per poi scendere insieme su di uno slittino. Giunti sul luogo, Nathaniel dapprima lo violentò e poi tentò senza successo di ucciderlo.

Qualche anno più tardi, invitò due ragazzi in bicicletta a seguirlo verso il cimitero del paese. Fortunatamente, uno dei due ragazzi, divenuto sospettoso, convinse l’amico ad andarsene appena in tempo.

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All’età di 18 anni, dopo essersi camuffato da agente della polizia, adescò un bambino di 8 anni, Richard O’Conner, mentre si stava recando a scuola. Lo violentò e tentò di strangolarlo, ma una vicina di casa del bambino vide la scena e allertò la polizia che riuscì a trovare l’auto con dentro il bambino. Nathaniel non aveva fatto in tempo ad ucciderlo, ma la violenza sessuale era stata consumata. Il piccolo verrà ritrovato da solo ricoperto di sangue, feci e urina come conseguenza della violenza e in fin di vita.

Qualche mese dopo, stessa sorte toccò a una bambina di 9 anni. Fingendosi poliziotto, riuscì a farla entrare in auto e ad abusare di lei. Dopo la violenza, la piccola cominciò a vomitare e ad avere delle convulsioni, così Nathaniel decise di gettarla fuori dall’auto. Una signora che vide la scena avvisò la polizia e fornì il numero di targa. Nathaniel venne fermato ma, inspiegabilmente, rilasciato sulla parola dopo solo un anno di prigione.

Nel 1977, Nathaniel si finse agente dell’FBI sotto copertura e convinse due ragazzi ad entrare nella sua auto. Una volta entrati li ammanettò e li condusse in un luogo appartato. Cominciò a strangolarli, poi a spegnere le sigarette su di loro, saltò sul petto di uno di loro più volte (pesava 170 Kg) e, pensando fosse morto per lo schiacciamento, lo gettò fuori dall’auto e si dileguò portando con sé l’altro ragazzo. Fortunatamente il primo ragazzo sopravvisse e riprese conoscenza, chiamò la polizia che riuscì a trovare in tempo l’amico e ad arrestare Nathaniel.

Verrà condannato al massimo della pena prevista per tentato omicidio, 18 anni. Tuttavia, dopo soli 7 anni, nel 1984, il giudice della corte Suprema dichiarerà che lo stato del Massachussets non era stato in grado di dimostrare l’indole pericolosa di Nathaniel e che si rendeva pertanto necessaria la sua scarcerazione, a patto che venisse rinchiuso in un ospedale psichiatrico.

Nel 1991, nonostante le dichiarazioni dello psichiatra che lo giudicò come una persona profondamente attratta dal sapore della carne umana e con innumerevoli fantasie omicide, Nathaniel venne ufficialmente liberato.

Passò appena un mese prima di incontrare un giovane ragazzo di 7 anni seduto in auto nell’attesa che la madre tornasse dall’ospedale. Nathaniel entrò in auto e si sedette sul piccolo tentando di soffocarlo col suo peso. Alcuni testimoni che videro la scena, accorsero in soccorso del bambino e misero in fuga il suo assalitore. Un agente riuscì a catturarlo prima che si dileguasse e, nonostante il tentativo di spiegare al poliziotto che in realtà era entrato in auto per proteggersi dalla pioggia e che non aveva visto il ragazzo, Nathaniel verrà messo sotto sorveglianza, ma non condannato.

Nel 1996 la fine per Nathaniel. Il giovane Zach Ramsay, 10 anni, scomparve mentre si recava come ogni giorno a scuola. Indossava una giacchetta in jeans con le maniche verdi, una maglia da football blu con il suo nome scritto sul retro in color oro, pantaloni in jeans e sneaker.

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Alcuni testimoni dichiararono di aver visto un’auto avvicinarsi a lui e caricarlo su, altri di aver visto un uomo in sovrappeso e con una giacchetta blu come quelle in dotazione alla polizia.

Solo nel 1999, tre anni dopo, Nathaniel venne arrestato dopo essere stato scoperto con abiti della polizia. Fu solo allora che, durante le indagini, la polizia si recò a casa sua. Scoprirono una quantità enorme di foto di ragazzini prese dalle riviste, pezzi di ossa, gli abiti presumibilmente del giovane Zach Ramsay, un elenco di nomi di ragazzini alcuni con a fianco la dicitura “DIED” (morto), sul computer testi che riportavano la descrizione dettagliata di come uccideva, strangolava, torturava e mangiava alcune delle sue vittime, un recipiente con parti umane e le diciture “Little boy pot pie” (Torta di patate di ragazzino) o “French fried kid” (patatine fritte di bambino).

Nathaniel verrà immediatamente arrestato e, nonostante le sue dichiarazioni di innocenza, condannato a scontare una pena di 130 anni.

Morirà nel 2008 in seguito ad un attacco di cuore.

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