JAMES MITCHELL DeBARDELEBEN: IL PASSANTE DEL CENTRO COMMERCIALE

Quella che segue è la trasposizione del diario audioregistrato di DeBardeleben, un serial killer sadico condannato a 375 anni per l’omicidio di sei persone (anche se si sospettano molti di più).

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“Questo è un nastro e riguarda i miei obiettivi. Al primo posto della mia lista di obiettivi, c’è quello di procurarmi una nuova identità: completa di una storia familiare, un curriculum scolastico, referenze lavorative, patente di guida, tessera sanitaria, passaporto, libretto d’assegni, depositi bancari. Devo affittare un appartamento. Devo comprare una macchina. Devo trovarmi un lavoro – o almeno uno di facciata. Il tutto sotto una nuova identità. Questa nuova identità sarà impossibile da ricollegare a me in ogni circostanza. Dovrà essere creata in un posto diverso, in una città diversa. Il secondo dei miei obiettivi è quello di comprare una casa; preferibilmente, comprare un terreno e costruirci la mia casa, secondo i miei bisogni e le mie esigenze specifiche. La prima esigenza sarebbe quella di un garage, con uno o due posti auto, per nascondere completamente una macchina, e senza finestre in modo che nessuno possa dire se ci sia o meno un’auto. Un’altra esigenza è quella di avere una zona sotterranea – un’area di lavoro – che sia nascosta e impossibile da localizzare con metodi ordinari. Naturalmente, avrei bisogno di varie stanze segrete costruite dentro la casa per varie attività, così, ad esempio, nella zona nascosta di lavoro mi servirebbe un torchio e l’attrezzatura necessaria per una camera oscura, poi una zona di divertimento – una zona di divertimento nascosta che dovrebbe comprendere una prigione per permettermi di avere una vittima di sesso femminile rinchiusa! Di primaria importanza – direi prioritario – sarebbe anche la presenza di un inceneritore capace di bruciare a temperature estremamente elevate – la cremazione assoluta. L’inceneritore potrebbe essere collegato alla parte inferiore del caminetto del salotto al piano superiore. E terzo nella mia lista di obiettivi sarebbe Caryn, oppure prima un’altra vittima di sesso femminile e poi Caryn. E che dire eventualmente di entrambe contemporaneamente? Come quarto obiettivo, vorrei anche avere abbastanza soldi per restare un anno senza lavorare. […]. Mi sento di essere stato ingiustamente tormentato, tartassato e rifiutato dalla società (in particolare, dal sistema di giustizia criminale americano – che è corrotto fino all’anima). Allo scopo di riguadagnare un’immagine di me adeguata, mi sento obbligato a fare qualcosa per ripristinare il rispetto di me stesso. Se dovessi protestare contro la società per un guadagno economico adeguato, corrispondente al dolore che ho sofferto, e non essere preso, ciò realizzerebbe il mio obiettivo… […]. Io ho pagato i miei debiti, ora, mi appresto a riscuotere!!!!!!! […]. Sadismo. Il desiderio di infliggere dolore agli altri non è l’essenza del sadismo. L’impulso centrale è esercitare il completo dominio su un’altra persona, far diventare lui/lei un oggetto privo di volontà da sottomettere, per diventare il padrone assoluto su di lei, diventare il suo dio, fare con lei quello che si desidera, umiliarla, renderla schiava, questi sono i mezzi per raggiungere l’obiettivo. E il più grande mezzo di tutti è farla soffrire. Perché non esiste un potere più grande da esercitare sopra un’altra persona di quello di infliggerle dolore. Di forzarla a subire facendola soffrire, senza che lei sia capace di difendersi. Il piacere nella completa dominazione su di un’altra persona è la vera essenza dell’impulso sadico. […]. Le cose in cui credo: Sono troppo vecchio/brutto/povero ecc. per attrarre/scopare ragazze giovani e carine… […]. Perché C. mi ha respinto: sono meno di una persona (convinzione ir­ra­zio­na­le)/allora è chiaro/che tutte le ragazze carine (come C.) mi respingeranno/io odio le donne (mia madre-Caryn rinforza quest’odio). […]. Solo perché sto pensando di uccidere + voglio farlo, non significa che devo farlo! Ma, – Posso prepararmi per questo – posso essere pronto per questo (Solo nel caso in cui si presentasse proprio l’opportunità – ogni cosa dev’essere perfetta!) – Ma non voglio illudermi di questo. Non sto realmente per farlo – (Senza che le condizioni siano perfette – l’attore segue il “copione”)”.

James nacque il 20 Marzo del 1940 in Arkansas. I genitori lavoravano entrambi nell’esercito e per questo si spostavano spesso per l’America. Il matrimonio era instabile, caotico, entrambi i genitori avevano rapporti extraconiugali e la madre, in particolare, era una donna promiscua che sotto l’effetto dell’alcol non perdeva occasione per picchiare i figli e umiliarli. Fu principalmente a causa sua se nella mente del piccolo James cominciò a maturare un odio profondo per il genere femminile e per sua madre in particolare. L’atteggiamento violento e umiliante del padre invece, che in più di un’occasione puniva James spingendogli la testa sotto l’acqua del water, lo trasformò in una persona solitaria, antisociale e con un atteggiamento a sua volta violento nei confronti degli altri ragazzi.

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Nel 1957 venne ripetutamente espulso dalla scuola e gli fu consigliato di seguire uno psichiatra. Cominciò anche con i piccoli furti fino ad arrivare a rubare un’auto, per la quale verrà condannato a 5 anni di libertà vigilata.

Nel 1959 il primo matrimonio della durata di 3 settimane. Successivamente conobbe una ragazza di 17 anni e si trasferì a casa dei suoi genitori minacciandoli di morte. Entrambi, terrorizzati, erano convinti che li avrebbe uccisi prima o poi, nonostante le rassicurazioni della figlia Charlotte che lo descriveva come un “giovane ribelle affascinante”.

All’inizio degli anni ’80, i servizi segreti Americani indagavano su un giro di banconote contraffatte che portarono all’arresto di James. Durante le indagini, all’interno dell’auto furono rinvenute numerose foto che rappresentavano donne stuprate o uccise.

Se nella foto scattata il volto di James non era visibile allora  la donna veniva lasciata in vita; in caso contrario, veniva uccisa. Dopo attente analisi, l’FBI riuscì a collegare James alle scene del delitto e ad accusarlo di sei omicidi.

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Tra le sue vittime ci fu Lucy Alexander, una giovane ragazza del Delaware rapita, stuprata, sodomizzata, obbligata a praticargli un fallatio e poi liberata.

Elizabeth Mason fu più volte strangolata e la sua testa sbattuta contro un muro finchè non perse conoscenza. Il suo corpo fu poi abbandonato a morire lentamente.

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Nel 1979 toccò a Laurie Jensen. La rapì da casa sua, la stuprò e la sodomizzò obbligandola a fargli un fallatio e a masturbarsi con un dildo di dimensioni eccessive. Il tutto, mentre lei lo doveva chiamare “Daddy” (papino). Fu poi liberata a qualche isolato da casa sua.

Durante il processo si difese da solo, mostrando un atteggiamento schizofrenico e a tratti narcisistico, oltre a una evidente psicopatia.

James rappresenta un chiaro esempio di sadismo sessuale e un disordine della personalità antisociale.

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