PETER MANUEL – LA BESTIA DI BIRKENSHAW

Peter Manuel nasce a New York nel 1927 da una famiglia di origine Inglese. Apparentemente non sembrano esserci traumi infantili; Manuel infatti ama molto i suoi genitori ma, nonostante questo, fin da bambino manifesta un carattere insofferente e incline alla violenza.

Ciò che caratterizza particolarmente questo killer è la totale mancanza di un modus operandi ben definito e gli omicidi immotivati. Alcuni delitti avranno una motivazione sessuale, altre volte massacra intere famiglie nelle loro case durante le rapine e, in una occasione, uccide il tassista in seguito a uno scoppio d’ira improvviso.

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Era il 2 Gennaio del 1956 quando gli omicidi ebbero inizio. La prima vittima fu Anne Kneilands, 17 anni. Manuel aveva seguito la vittima fino al golf club di East Kilbride e lì, una volta soli, la violentò ripetutamente e la massacrò con un pezzo di ferro. Nonostante alcune testimonianze, Manuel la farà franca grazie a suo padre che dichiarerà alla polizia di aver passato la giornata insieme a suo figlio, fornendogli così un alibi.

Il 17 Settembre del 1956 stessa sorte toccò alla famiglia Watt. La moglie Marion (45 anni), la figlia Vivienne (17), e la zia Margaret (41 anni), vennero ritrovate in casa in un lago di sangue. Scampò al massacro solo il padre William che si trovava a Ardrishaig per una vacanza all’insegna della pesca. Il primo indagato fu proprio il marito. Venne accusato dalla polizia di aver guidato per 90 miglia la notte, finto un’intrusione in casa propria e ucciso i familiari. Un traghettatore dichiarò di aver visto la sua macchina quella notte e un motociclista di averlo visto a Loch Lomondside. Arrestato dalla polizia, resterà in prigione per due mesi in attesa di giudizio e successivamente liberato per insufficienza di prove. Verrà considerato il principale sospettato fino a quando non verrà uccisa la famiglia Smart, a qualche miglio di distanza dall’abitazione dei Watt.

Peter Smart, Doris e Michael, il figlio di 10 anni, si trovavano nella loro casa a Uddingston per festeggiare il capodanno quando Manuel fece irruzione. Uccise tutti a colpi di pistola e poi visse nella loro casa per un’intera settimana mangiando il loro cibo e nutrendo il gatto. Rubò l’auto e alcune banconote nuove di zecca che Peter Smart si era portato dietro.

Gli ultimi due omicidi furono il tassista Sydney Dunn (36 anni) ucciso con un colpo di pistola in seguito a uno scoppio d’ira e la giovane diciassettenne Isabelle Cooke, stuprata, strangolata e sotterrata in un campo nelle vicinanze.

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Manuel fu catturato il 14 gennaio del 1958. La polizia lo teneva d’occhio da tempo e sospettava di lui ma non riuscivano a trovare prove per collegarlo agli omicidi. Le indagini nella casa degli Smart rivelarono che mancavano 7 banconote da 5 dollari, nuove di zecca e in tiratura limitata per il capodanno. Manuel venne colto sul fatto mentre in un bar si apprestava a pagare il bere con quelle banconote.

Dopo l’arresto e l’interrogazione, Manuel confessò tutti gli otto omicidi. A processo tentò di difendersi da solo, ma non riuscì a convincere la giuria della sua innocenza. Accusato dell’omicidio di sette persone, tranne Anne Kneilands per mancanza di prove, venne condannato all’ergastolo.

Nel 1958, in seguito ad ulteriori prove per altri omicidi, venne condannato a morte tramite impiccagione. La sentenza venne eseguita l’11 Luglio 1958.

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