EDWARD PAISNEL – LA BESTIA DI JERSEY

“Nel marzo del 1960, la madre di 43 anni e la figlia di 14 hanno vissuto un’esperienza orribile in un cottage isolato a St. Martin. Erano le 12:30 quando una telefonata la piano di sotto svegliò la donna. Scese per rispondere, ma quando prese la cornetta non sentì altro che un click e cadde la linea. Tornò di sopra e, dopo meno di un’ora, sentì un forte rumore provenire dal piano di sotto. Scese nuovamente per investigare, ma improvvisamente la luce si spense e nel buio poteva percepire i passi di qualcuno attorno a lei. Riuscì a raggiungere il telefono per chiamare la polizia, ma qualcuno aveva tagliato i fili. Improvvisamente, una mano l’afferrò da dietro e una voce le chiedeva dove fossero i soldi. Cominciò a minacciarla di ucciderla se non avesse risposto, ma poi la voce della figlia 14enne in cerca della mamma, distolse completamente l’attenzione del killer. Corse di sopra, mentre la madre terrorizzata colse l’occasione per scappare e andare a chiedere aiuto ai vicini di casa. Quando tornò, trovò la figlia in fin di vita e orribilmente stuprata“.

Questa è la storia di Edward Paisnel, uno stupratore seriale con un modus operandi tanto unico quanto inquietante. Diciamo subito che Edward non sarà un futuro serial killer, o almeno la polizia non è stata in grado di collegarlo a nessun omicidio.

Edward nasce nel 1925, non sappiamo di preciso dove, ma presumibilmente a Channel Island a Jersey, un’isoletta a nord della Francia dove avranno inizio e fine i suoi crimini sessuali.

Non sappiamo nemmeno quando cominciarono i suoi crimini, come anche il movente, tuttavia l’uomo si presentò in una lettera alla polizia come “La bestia di Jersey”. Nella lettera raccontava dei suoi 11 anni di crimini, di come amava indossare un costume, una parrucca, una maschera di gomma, un braccialetto chiodato fatto a mano, e di come entrava nelle case delle sue vittime per guardarle dormire e poi violentarle.

I suoi primi crimini si verificarono a pochi mesi di distanza l’uno dell’altra. Erano tutte donne in attesa di prendere l’autobus o di ritorno dalla fermata del bus verso casa. Edward si avvicinava a loro da dietro e gli lanciava una corda attorno al collo, con la quale poi le tirava a forza dietro un cespuglio o nel posto più isolato. Successivamente, le picchiava con tale forza da portarle in fin di vita e poi le violentava ripetutamente.

Se, inizialmente, il suo interesse era verso le donne, ben presto cominciò ad interessarsi anche ai bambini e le donne anziane. Con i bambini era solito recarsi di notte nella loro stanza e restare a guardarli dormire per ore finché non si svegliavano e, solo allora, con una corda attorno al collo, li avrebbe trascinati fuori dalla finestra e portati in un luogo isolato dove violentarli con tranquillità.

Così successe nella notte di San Valentino del 1960 , quando un bambino di 12 anni fu trascinato fuori casa con una corda attorno al collo. Stessa sorte ad altri due bambini e una giovane ragazza di 14 anni che, fortunatamente, ebbe la prontezza di urlare e far scappare così la bestia.

Nella comunità Edward era conosciuto ed apprezzato. I bambini lo chiamavano “Lo Zio Ted”, mentre a Natale era solito vestirsi da Babbo Natale e far visitare alle persone e i bambini dell’isola.

Nel frattempo, spediva lettere alla polizia:

“Miei cari signori,

penso sia giunto il tempo di dirvi che state sprecando il vostro tempo. Ricordate, come ogni volta, non mi fermerò proprio adesso. Ma sarò giusto e vi offrirò una chance per catturarmi. Non ho mai avuto molto dalla vita, ma ora ho intenzione di prendere tutto ciò che mi spetta…ho sempre desiderato compiere il crimine perfetto. L’ho già fatto in passato, ma questa volta, dopo la luna di Settembre, sarà perfetto…deve esserlo…non una vittima, ma due insieme. Non sono un maniaco, ma mi piace giocare con voi, gente. Avrete mie notizie prima di Settembre e vi fornirò alcuni indizi. Giusto per vedere se siete in grado di prendermi.

Sinceramente vostro,

Aspettate e vedrete”.

Alla lettera, seguirono nuovi attacchi. Questa volta sul corpo delle vittime erano presenti dei fori, come un punteruolo che, solo successivamente, la polizia collegherà al suo braccialetto.

La Bestia verrà finalmente catturata nel 1971 per un caso fortuito. Quel giorno il traffico era fermo in seguito a un’investigazione per omicidio. Quando Edward giunse allo stop, pensando fossero lì per lui, accelerò e scappò dalla polizia. Ci fu un inseguimento che si concluse con l’arresto di Edward. La macchina risultò rubata (serviva per il crimine che avrebbe compiuto proprio quella notte), e all’interno trovarono del nastro, una parrucca nera, un bracciale puntellato e una maschera di plastica. In aggiunta, Edward fu trovato con addosso gli abiti che usa solitamente per compiere i suoi crimini.

Quando la polizia lo fermò, Edward dichiarò di essere diretto a una festa con un’orgia. Ma la polizia trovò in casa sua una stanza segreta con all’interno un armamento, foto delle case delle vittime e una spada.

Verrà condannato a 30 anni di prigione per 13 stupri confermati, ma si sospettano molti di più (lui dichiarò oltre i 100). Dopo 19 anni venne rilasciato per buona condotta e morirà nel 1994 lontano dall’isola di Jersey dove la popolazione non lo volle più vedere.

Una curiosità: Durante la seconda guerra mondiale, Edward verrà catturato e imprigionato per aver rubato del cibo da dare alle famiglie affamate della sua comunità. Non sappiamo se il suo comportamento fu una conseguenza della prigionia.

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