IL MASSACRO ALLA VIRGINIA POLYTECHNIC INSTITUTE

« Avete avuto cento miliardi di possibilità e modi per evitare ciò… ma avete deciso di versare il mio sangue. Mi avete costretto in un angolo e mi avete dato una sola opzione. La decisione è stata vostra. Ora avete sulle vostre mani del sangue che non si eliminerà mai. »

Di massacri nelle scuole Americane ce ne sono stati davvero tanti negli anni; questo, tuttavia, risulta essere il più grave nella storia degli Stati Uniti compiuto da una persona singola. L’attacco, eseguito da Cho Seung-hui, studente sudcoreano, è costato la vita a 33 persone, incluso il killer, e 29 feriti.

La prima sparatoria è avvenuta intorno alle 07.15 al West Ambler Johnston Hall, nella camera 4040 di un dormitorio che ospitava 895 studenti (due le persone uccise e diverse quelle ferite). Le vittime sono state Emily J. Hilscher, studentessa residente a Woodville, in Virginia, e un assistente interno, Ryan Clark of Martinez, originario della Georgia, accorso per aiutare Emily Hilscher. Non è chiaro come Cho abbia avuto accesso al dormitorio visto che generalmente la struttura rimane chiusa fino alle 10 del mattino.

A circa due ore dalla prima sparatoria, dopo aver spedito alle 9:01 un pacco contenente immagini e video alla NBC dall’ufficio postale del campus, numerosi altri spari si sono uditi al secondo piano del Norris Hall, un complesso dell’istituto che ospita le facoltà di ingegneria e meccanica, le cui tre uscite principali furono bloccate dal killer con una catena.

La seconda sparatoria, durata circa 9 minuti, ha permesso a Cho di uccidere 25 studenti e 5 professori suddivisi in quattro classi, esplodendo in totale circa 170 colpi. Quando la polizia, dopo essere riuscita a fare irruzione nell’edificio, raggiunse il secondo piano riuscì soltanto ad udire l’ultimo colpo, quello che Cho utilizzò contro di sé per togliersi la vita.

« Avete vandalizzato il mio cuore, violentato la mia anima e incendiato la mia coscienza. Pensavate fosse la vita di un patetico ragazzo che stavate estinguendo. Grazie a voi, muoio come Gesù Cristo, per ispirare le generazioni di persone deboli e indifese. »

Uno studente, Jamal Albarghouti, riuscì, come molti altri, ad utilizzare il suo telefono cellulare per registrare dei brevi filmati durante la sparatoria che sono stati poi mandati in onda su diversi portali d’informazione.

I veri motivi alla base della strage sono ancora allo studio degli investigatori e presentano, per molti aspetti, dei lati oscuri. Tra le più probabili cause della sua violenza omicida ci sono i gravi atti di bullismo di cui è stato vittima durante la scuola media e la scuola superiore per via dei suoi disturbi psichici.

In terza media a Seung-Hui Cho è stato diagnosticato un disturbo depressivo maggiore e mutismo selettivo, associato ad una grave forma di fobia sociale che lo ha inibito a parlare. La famiglia di Cho ha cercato la terapia per lui, e ha ricevuto l’aiuto durante la scuola media e quella superiore.

Le prime notizie riportarono invece che il gesto fosse il risultato di una disputa avvenuta internamente al campus fra Cho e colei che sarebbe stata in passato una sua fidanzata, Emily Hilscher (è stato successivamente appurato che la ragazza non aveva mai avuto alcuna relazione con Cho).

Durante le investigazioni della polizia nella camera del dormitorio in cui alloggiava l’assassino fu trovata dagli inquirenti una lettera che descriveva come la sua vita fosse un inferno e nella quale motivava il folle gesto: “è tutta colpa vostra”, “mi avete spinto a farlo”, scriveva. Se la prendeva inoltre con i figli dei ricchi presenti nell’ateneo, definendo i loro comportamenti da persone debosciate. Non mancavano inoltre accuse ai professori, quelli che nella lettera definiva dei ciarlatani.

A seguito delle testimonianze raccolte all’interno dell’università che lo ritraevano come una persona inquietante e solitaria, emersero i racconti di ex compagni di scuola delle superiori, secondo i quali era la vittima prediletta di abusi e bullismo. Veniva costantemente preso in giro per la sua timidezza e il modo strano in cui parlava e una volta, mentre leggeva in inglese in classe, alcuni compagni si misero a ridere ed alcuni gli gridarono: “Tornatene in Cina!”. Il giovane assassino era inoltre stato segnalato in precedenza alle autorità del posto per comportamenti violenti ed erratici. Non raramente, infatti, Cho seguiva donne all’interno del campus e sarebbe stato anche il responsabile di un incendio appiccato in uno dei dormitori dell’ateneo.

« Avete avuto tutto quello che volevate. Il vostro Mercedes non era abbastanza, marmocchi. Le vostre collane d’oro non erano abbastanza, snob. Il vostro fondo fiduciario non era abbastanza. La vostra vodka e cognac non erano abbastanza. Tutte le vostre dissolutezze non erano abbastanza. Non erano abbastanza per soddisfare i vostri bisogni edonistici. Avevate tutto … »

Se l’articolo ti è piaciuto, valuta una piccola donazione per il mantenimento del sito. Grazie

.

https://www.youtube.com/watch?v=KElyLrrTLB0

Fonte. Wikipedia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.