HERBERT RICHARD BAUMEISTER: LO STRANGOLATORE DELLA I-70

Herbert nasce il 7 Aprile del 1947 nell’Indiana e, a differenza di molti serial killer, conduce un’infanzia tranquilla. Il papà è un anestesista e la madre una casalinga. Più tardi Herbert dichiarerà di aver subito maltrattamenti sia dal padre che dai compagni di scuola, ma questo fatto non verrò mai accertato e confermato.

I primi problemi si presentarono all’età di 14 anni. Herbert non eccelleva nello sport, non riusciva ad integrarsi e aveva un comportamento strano: raccolse un cervo morto e lo depose sulla cattedra della maestra. Alcuni compagni lo sentivano parlare da solo e domandarsi che sapore avesse l’urina.

Il padre decise quindi di portarlo in un centro medico per sottoporlo ad alcuni accertamenti. Ne uscì un quadro preoccupante: schizofrenia e personalità multipla. Nonostante la diagnosi, né i medici né tantomeno il padre fecero qualcosa di più per aiutarlo. Herbert tornò a scuola con la nomea di ragazzo strano e pazzo.

Nonostante tutto riuscì a diplomarsi e ad iscriversi all’università dove conobbe la sua futura moglie, Juliana. A 20 anni decide di abbandonare l’università e cominciare a lavorare per un quotidiano locale.

Nel 1971 sposò Juliana e poco dopo decise di trascorrere 2 mesi nell’ala psichiatrica di un ospedale, senza particolari effetti positivi sulla sua condizione.

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I colleghi di lavoro lo ricordavano come un ragazzo strano, che tentava di farsi ben volere ma spesso aveva comportamenti anomali: in occasione di un Capodanno inviò a tutti delle cartoline con fotografie che lo ritraevano vestito da donna. Durante il suo periodo da impiegato presso l’Ufficio della Motorizzazione urinò più volte sulla scrivania del direttore, fino a quando questi non fu costretto a licenziarlo perché aveva innaffiato di urina una lettera indirizzata al Governatore.

Nel 1988 i due, con un prestito della madre, aprirono un piccolo negozio che in breve cominciò a fruttare bei soldi. Aprirono anche una filiale e Herbert si poté permettere di comprare una bella villa in un’area residenziale ricca, con tanto di piscina e stalla.

Ma se da una parte abbiamo un Herbert capace di elevarsi con spirito imprenditoriale fino a raggiungere gli strati dell’alta borghesia, dall’altra abbiamo un Herbert folle, ancora curioso del sapore che possa avere l’urina, un Herbert che si avventura nei bar gay (nonostante avesse 3 figli con Juliana), trova la sua vittima, la conduce nella sua villa in campagna e la strangola nella stalla. Ne brucia poi i resti e li disperde nel terreno.

Le sparizioni si fecero numerose e venne chiamato ad investigare l’ex sceriffo Virgil Vandagriff. Virgil aveva tra le mani un testimone, un certo John, che raccontò di essere scampato alla morte. L’uomo aveva accettato un invito da parte di un certo Brian Smart (nome con cui si presentava Herbert) che lo accompagnò in una villa con piscina. Gli chiese poi di fare alcuni giochi erotici, tra cui lo strangolamento. Quando John capì che Herbert/Brian stava per ucciderlo, finse di essere morto, e Herbert perse interesse e si addormentò. Fu così che si salvò, ma non ricordava l’ubicazione della casa e nemmeno altri particolari che potessero aiutare la polizia.

Passò un anno e, nel frattempo, la condizione di Herbert peggiorò: beveva parecchio, trattava male la moglie, schiavizzava i dipendenti, e si assentava per ore dal lavoro.

Nel 1994 uno dei figli, mentre giocava in giardino, trovò i resti di un teschio umano, ma Herbert chiarì la questione asserendo che erano finti teschi che usava il padre per il lavoro.

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Nel 1995 Herbert ricominciò a frequentare i locali gay fino a quando venne notato da John che ne prese il numero di targa e lo fornì alla polizia. Ma le prove sono insufficienti per ottenere un mandato. Lo sceriffo provò allora a convincere la moglie che, ormai esausta dalla relazione con il marito e desiderosa di ottenere il divorzio, approfittando di una vacanza con i figli, diede il permesso allo sceriffo di perquisire la villa.

Senza molta fatica, la polizia trovò immediatamente resti umani disseminati ovunque, casse toraciche in un canale di scolo e le lattine di birra preferite di Herb. Verranno dissotterrate circa 5000 ossa, frammenti, denti, per un totale di 11 vittime.

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La moglie verrà scagionata da ogni accusa perchè Herbert uccideva le sue vittime solo quando lei era in vacanza con i figli.

Quando Herbert capì di essere stato scoperto decise di fuggire in Canada prima che fosse troppo tardi. Nel 1996, chiuso nella sua macchina, Herbert si sparò un colpo di Magnum in testa.

Herbert venne soprannominato lo strangolatore dell’Interstatale-70, in Ohio, perchè è il luogo dove si recava spesso per lavoro e dove avvennero numerosi omicidi con un modus operandi simile a quello di Herbert. La serie di omicidi avvenne a inizio anni ’90 e terminò con l’inizio di quelli in Indiana.

Nonostante una mole di prove indiziarie, il collegamento non fu mai confermato, ma se così fosse allora le vittime di Herbert salirebbero a più di 25.

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