MICHAEL SWANGO: IL DOTTOR MORTE

Secondo di tre figli, Michael Swango ha una infanzia relativamente normale, fra un padre nell’esercito quasi sempre assente e una madre che punta tutto sulle sue capacità intellettuali, preferendolo agli altri figli e iscrivendolo a una prestigiosa scuola cattolica dove il ragazzo ottiene ottimi voti.
La musica diventa presto il suo interesse principali, e rivela talento in molti strumenti, clarinetto e pianoforte in particolare, tenendo concerti in giro per la città e infine diplomandosi con votazioni molto alte nel 1972.

Si iscrive quindi a una piccola università per perfezionare i suoi studi musicali ma, dopo un periodo iniziale di grande rendimento, accade qualcosa nella sua vita che lo segna per sempre. Molto probabilmente in seguito alla fine di una relazione con una ragazza, Michael cambia del tutto atteggiamento: comincia a girare vestito come un militare, la macchina pitturata di verde mimetico e mostra un fascino morboso verso le storie di guerra con particolare riguardo a Nazismo e Olocausto. Abbandona l’università e si arruola nei marines, fra i quali diventa tiratore scelto congedato quindi con onore nel 1976.

Tornato in Ohio, continua a considerarsi un militare e sceglie improvvisamente di fare il medico, iscrivendosi quindi ai corsi pre-laurea dove ottiene ottimi risultati in materie come la chimica, con una tesina sospetta sulla morte per avvelenamento di un importante scrittore inglese. Si laurea cum laude nel 1979 ed entra quindi nella scuola di medicina, ma già allora ha destato più di un sospetto per via di una condotta asociale, eccessiva dedizione al servizio in ambulanza (dove mostra molta eccitazione in caso di incidenti mortali) e totale inettitudine sia nei rapporti coi pazienti che nelle dissezioni.

I comportamenti sospetti e i dubbi su Michael Swango continuano anche durante la scuola di medicina: non riesce a identificare la posizione del cuore umano in una lastra ai raggi X oppure, se criticato da qualche supervisore, si butta immediatamente a terra ed esegue delle flessioni come punizione.

Ci sono parecchi elementi tipici del serial killer in lui. Fascinazione per nazismo e occulto, ricerca di una struttura superiore (forze armate, gerarchia ospedaliera) che possa fornire sostegno alla sua personalità non sviluppata, generale asocialità e forte distacco emotivo.

Le cose peggiorano con il passare del tempo ma, nonostante i forti sospetti da parte del personale paramedico, Swango riesce a diventare dottore e a ottenere il permesso per esercitare la professione.

Si presume che Swango abbia cominciato a uccidere già durante la scuola di medicina e già a quel punto diventa difficile, in assenza di testimonianze e prove, determinare il numero esatto delle vittime che, a “fine carriera” raggiunge probabilmente la straordinaria cifra di 60 e più.
Il Dottore della Morte (o Double-0-Swango come lo chiamano i colleghi, nomignolo ispirato a 007 – Licenza di uccidere) adotta di solito due strategie differenti da loro a seconda della vittima: con i pazienti Swango di solito si limita a somministrare una overdose delle medicine già prescritte oppure, quando possibile, a creare false prescrizioni di medicinali non adatti alla condizione del malato.
Con i colleghi invece ricorre di preferenza ai veleni, di cui ha ottima conoscenza. Caffé, bevande e cibarie vengono avvelenati con arsenico e altre sostanze (l’elenco dei tossici trovati a casa del dottore è lungo e comprende cianuro e botulino).

Il caso di Swango è il classico esempio di come gli assassini seriali riescano spesso ad agire fra le maglie del sistema, riuscendo in questo caso a evitare sia i controlli di polizia/FBI che quelli dei vari ospedali e autorità sanitarie.

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Uccide almeno 5 pazienti nella scuola medica, ma i casi vengono messi a tacere nonostante le denunce di infermiere e paramedici in quanto i primari sono preoccupati dai possibili risvolti legali.

Nel 1984 torna in Illinois dall’Ohio e comincia ad avvelenare sistematicamente i suoi colleghi, fino a quando la polizia non lo arresta nel 1985.
Dopo 5 anni di prigione, Michael Swango riesce a falsificare facilmente vari documenti e a trovare lavoro sia in West Virginia che in South Dakota ma commette l’errore di iscriversi all’American Medical Association che compie ricerche più approfondite su di lui e scopre i precedenti per avvelenamento. Licenziato dal posto di lavoro, fa perdere le sue tracce e rispunta poco dopo a Northport, fingendo di essere uno psichiatra e trovando un posto in un centro medico dove riprende ad avvelenare pazienti.
Ci sono però ormai troppi avvisi riguardanti i suoi trascorsi e viene presto licenziato.

Non potendo più trovare occupazione negli USA Michael Swango nel 1994 viaggia fino in Zimbabwe e comincia a “praticare” al Mnene Hospital.
Altri pazienti morti e conseguente arresto, ma riesce a scappare prima del processo, viaggiando fra Africa ed Europa.

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Non riuscendo a stare lontano dal desiderio di uccidere, nel 1997 si reca in un ospedale in Arabia Saudita, dove trova un posto grazie a un falso curriculum.

Ma durante un volo con cambio a Chicago, sempre nel 1997, Swango viene finalmente arrestato dalle autorità statunitensi, certe al 100% di avere tra le mani un serial killer.
Inizialmente accusato di frode e falsificazione di documenti, nel 2000 viene incriminato per vari omicidi, si dichiara colpevole di tre e gli viene comminato un ergastolo.

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