SGOZZATI MADRE E FIGLIO PER UNA PELLICCIA DI VOLPE ARGENTATA

Angela Barruca è una ragazza fortunata che viene da Colleferro, una cittadina della campagna romana duramente provata dalla guerra. A Roma ha trovato un buon partito, Pietro, che di mestiere fa il commerciante. Hanno un buon tenore di vita, mentre in questo immediato dopoguerra la fame, le baracche, gli sfollati e i vagabondi sono all’ordine del giorno e il pensiero costante della popolazione è soprattutto sopravvivere.

Il 19 ottobre 1945 Angela accompagna le figlie più grandi a scuola, fa un po’ di spesa al mercato e poi torna a casa insieme al figlioletto di due anni Gianni, a Piazza Vittorio Emanuele II, al civico 70, interno 13.

In mattinata arrivano a casa di Angela due vecchie conoscenze: le sorelle Franca a Lidia Cataldi, di diciassette e ventitre anni. Sono compaesane, vengono anche loro da Colleferro, ma non sono state altrettanto fortunate: sono sole e senza soldi, e vagabondano per Roma. Angela in passato le ha aiutate come poteva: vestiti smessi, cibo, un po’ di denaro, ma le sorelle Cataldi non si accontentano più, sono invidiose della vita di Angela e soprattutto vogliono estorcerle altro denaro. Angela forse rifiuta, scoppia una lite furiosa e le sorelle decidono allora di liberarsi definitivamente di lei. Chiudono il piccolo Gianni in bagno, immobilizzato Angela sul divano e la accoltellano più volte, ferendosi entrambe ai palmi delle mani; Angela si difende, ma soccombe. Preoccupate che il piccolo Gianni possa averle riconosciute lo sgozzano, come fosse un capretto.

07 cataldi

Infilano in due valigie qualche oggetto di casa che a loro sembra di qualche valore e soprattutto la pelliccia di volpe argentata di Angela, che forse un giorno lei gli aveva mostrato, magari pavoneggiandosi un po’.

Sono due ingenue, escono dal palazzo senza curarsi di esser viste dal portiere che infatti sarà colui che le identificherà alla polizia. Abbandonano il coltello su un muretto dei giardini di Piazza Vittorio, si recano all’ospedale San Giovanni per farsi medicare le ferite alle mani spiegando di aver avuto un incidente automobilistico.

I corpi verranno coperti dal cugino alle 10.30 La polizia le arresta alle 16.30 dello stesso giorno, in Piazza Risorgimento, mentre aspettano la corriera per Colleferro.
Lidia Cataldi , l’esecutrice materiale del tremendo duplice omicidio, viene condannata all’ergastolo, mentre la sorella minore Franca a trent’anni. Durante il processo si scoprì che Franca, la minore, mentre Lidia si recava in bagno a finire il bambino aveva tentato di togliere l’arma alla sorella.

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