IL MISTERIOSO CASO DELLE MASCHERE DI PIOMBO

(Grazia a D’ohmenico Bulsara Farina)

Niteroi, Rio de Janeiro, Brasile 1966.
Il 18 Agosto un bambino stava giocando con il suo aquilone lungo la collina quando notò la presenza di due corpi adulti distesi uno a fianco all’altro. Avvisò immediatamente un agente di pattuglia che, inspiegabilmente, non segnalò la cosa fino al 20 Agosto, due giorni dopo.
La polizia giunse sul luogo solo il 21 Agosto, ben tre giorni dopo la segnalazione.
Sulle vittime erano presenti i documenti di identità che permisero di identificare le vittime in Manoel Pereira da Cruz e Miguel José Viana, due tecnici elettronici allontanatisi il 17 agosto dalla città di Campos dos Goytacazes, a 200 km di distanza dal ritrovamento, con 2.300.000 cruzeiros, circa 940 euro. Secondo la versione di colleghi e amici, i due avrebbero dovuto acquistare componenti elettrici utili per il loro lavoro.

Quando la polizia giunse sul luogo i corpi erano già in stato di decomposizione, distesi supini con le mani dietro la nuca e i volti rivolti verso il cielo. Erano adagiati su un letto di foglie tagliate con un utensile affilato e indossavano, sopra ad abiti eleganti, due impermeabili nuovi e identici.

Vicino ai cadaveri venne rinvenuto un paio di occhiali da sole con un anello infilato in una delle stanghette, un fazzoletto recante la sigla “M.A.S.”, una bottiglia d’acqua minerale vuota ed un pacchetto contenente due tovaglioli umidi. Nelle immediate vicinanze fu inoltre trovato un blocchetto rettangolare di cemento, ma non ci sono prove che sia collegato alla presenza dei due amici.

Ognuno dei due cadaveri portava, ancora appoggiata sul volto, una bizzarra maschera in piombo, dalla foggia simile ad una visiera per schermare gli occhi; dalla posizione in cui vennero trovate tali maschere, apparve evidente che erano indossate dalle vittime a mo’ di occhiali al momento del decesso.

Non vennero rilevate tracce di lotta o di violenza, ma anzi, tutto lasciava supporre che i due si fossero distesi sulle foglie, dopodiché fossero serenamente morti, nella posizione esatta in cui si trovavano.

A rendere ancora più complicato il caso, contribuì il ritrovamento, nella stessa scena, di alcuni fogli di block notes contenenti, oltre a liste di componenti elettronici, una serie di istruzioni probabilmente legate ai motivi che hanno condotto al decesso dei due uomini.

Tali istruzioni, nonostante siano perfettamente intelligibili in quanto scritte con grafia chiara ed ordinata, ed in portoghese corretto, risultano particolarmente criptiche dal punto di vista del significato.

Primo biglietto

Il primo biglietto riportava un elenco di materiali elettronici e parti di ricambio (tubi e valvole), ed una equazione riguardante l’applicazione della legge di Ohm; tali particolari non appaiono strani, se posti in relazione con la professione di tecnici elettronici che esercitavano le vittime.

Secondo biglietto

Nel secondo foglio era riportata una sequenza di prescrizioni, simile a quella che potrebbe accompagnare una ricetta medica:

Domingo, um comprimido apos a refeicao;
segunda-feira, um comprimido ao amanhecer jejum;
terca-feira um comprimido apos refeicao;
quarta-feira um comprimido ao deitar

in italiano:

Domenica, una compressa dopo il pasto;
lunedì, una compressa al mattino a digiuno;
martedì una compressa dopo il pasto;
mercoledì una compressa prima di coricarsi” (il decesso avvenne mercoledì 17 agosto).

Terzo biglietto

Tralasciando i primi due manoscritti, i quali comunque avrebbero meritato maggiore attenzione rispetto a quella che venne loro dedicata, la pagina che catturò subito l’interesse generale conteneva le seguenti indicazioni, scritte anch’esse con una grafia che sarebbe poi risultata essere quella di Miguel José Viana:

16:30 Hs. esta local determinado.
18:30 Hs. ingerir cápsula após efeito,
proteger metais aguardar sinal máscara.

in italiano:

Alle ore 16:30 trovarsi nel luogo concordato.
Alle ore 18:30 ingoiare la capsula dopo l’effetto,
proteggere i metalli aspettare il segnale maschera.

Con le indagini si scoprì che entrambi erano sposati ed appassionati di tecnologia e spiritismo; dalle dichiarazioni rilasciate dai loro conoscenti, si è appreso che erano affiliati a circoli esoterici segreti, e che sostenevano di essere in contatto con esseri di un altro pianeta.

La nipote di Miguel dichiarò in seguito di aver parlato con lo zio la mattina in cui sono partiti. Raccontò che le aveva detto che sarebbe andato a Niteroi per acquistare una macchina e che, alle obiezioni della nipote sul fatto che sarebbe stato più economico acquistarla a Campos dos Goytacazes, lui le rispose che quello non era l’unico motivo del viaggio e che, al ritorno, le avrebbe rivelato qualcosa di decisivo sullo spiritismo.

Dopo il ritrovamento dei cadaveri vennero eseguite le consuete analisi da parte dei medici, anche se il ritardo nel ritrovamento e la successiva decomposizione rendeva il tutto meno affidabile. Non si evidenziarono segni di avvelenamento, intossicazione, o ferite da armi bianche o da fuoco. I corpi, nonostante la presenza di numerosi animali selvatici, inspiegabilmente non erano stati toccati. La morte sembrerebbe un arresto cardiaco dovuto a cause sconosciute. A rendere ancora più intrigante ed inquietante il caso fu anche il ritrovamento delle maschere di piombo sui loro volti. Erano sagomate a forma di occhiali protettivi e, vista la natura dei materiali, servivano probabilmente per proteggere gli occhi dalle radiazioni o dalla forte luce.

Il caso venne riaperto l’anno successivi, nel 1969, ma vista la mancanza di ulteriori prove, il procedimento penale venne definitivamente archiviato.

Ad oggi non esiste soluzione al caso, ma la versione più plausibile di ciò che accadde quel giorno potrebbe essere la seguente:

I due commerciavano prodotti radioattivi illegalmente, o comunque metalli pesanti. Le pratiche di difesa messe in atto erano elementari e non sufficienti a schermarli a dovere. Potrebbero essere state date istruzioni di estrarre il materiale dall’involucro protettivo per mostrarlo ai possibili acquirenti e poi assumere una pillola che avrebbe annullato gli effetti delle radiazioni insieme alla maschera di piombo per gli occhi.

Alle ore 16:30 trovarsi nel luogo concordato.
Alle ore 18:30 ingoiare la capsula dopo l’effetto,
proteggere i metalli aspettare il segnale maschera.

L’ipotesi potrebbe essere plausibile in quanto in quegli anni erano stati rubati materiali radioattivi dalle apparecchiature mediche per radiografie e questo episodio causò la morte di 4 persone e l’intossicazione di altre 249. Tuttavia, i corpi delle due vittime sono stati trovati in posizione supina, composta, una a fianco all’altra e con i volti sereni.

Il caso resta ad oggi un assoluto mistero.

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