IL CASO DI LYLE E ERIK MENENDEZ

(Grazie a Luciano De Marco per la segnalazione)

Joseph Lyle e Erik Galen Menendez sono due fratelli nati rispettivamente nel 1968 e 1970 che attualmente stanno scontando l’ergastolo senza condizionale nel penitenziario di San Diego, California.
Tutto ebbe inizio nel 1960 quando, all’età di 16 anni, Josè Enrique Menendez, il papà dei futuri killer, decise di trasferirsi dall’Havana in Illinois, negli States, dove conobbe Mary Louise Andersen, detta “Kitty”. Insieme, dopo il matrimonio, si trasferirono a New York dove Josè ottenne un diploma in contabilità al Queens College. Il 10 gennaio del 1968 ebbero il loro primogenito Lyle e decisero di trasferirsi nel New Jersey dove, 2 anni più tardi, ebbero il secondo figlio Erik.

Risultati immagini per lyle e erik menendez

L’azienda per cui lavorava Josè gli offrì un lavoro molto remunerativo a Calabasas, in California, e così decisero di trasferirsi un’ultima volta sulla costa Ovest degli States. Durante l’adolescenza Erik si contraddistinse per la sua bravura negli sport, in particolare il Tennis, mentre Lyle creava solo guai: riuscì a entrare alla Princeton University, ma durante il primo anno da matricola venne accusato di plagio e sospeso per un anno.

Il 20 Agosto del 1989 Josè e Kitty erano seduti sul divano quando Lyle e Erik, armati di fucile, entrarono e gli si avvicinarono alle spalle. Josè venne ucciso con un singolo colpo di fucile dietro la nuca mentre la mamma Kitty, spaventata dal rumore assordante, fece appena in tempo ad alzarsi prima di essere colpita alle gambe. I figli la guardarono strisciare per salvarsi lungo il corridoio, impregnando la moquette di sangue. Le si avvicinarono e le spararono numerosi colpi alle braccia, al petto e alla faccia, rendendola irriconoscibile. Spararono poi alle rotule di entrambi per inscenare una specie di resa dei conti tra gang.

Risultati immagini per lyle e erik menendez crime scene

Immagine correlata

Risultati immagini per lyle e erik menendez crime scene

(Ricostruzione della scena del crimine)

Alle 23:47 Lyle telefonò al 911 e piangendo disse: “Qualcuno ha ucciso i miei genitori”. Dichiararono di essere andati al cinema a vedere Batman e poi all’Auditorium di Santa Monica. Nonostante i dubbi della polizia, non venne eseguito nessun test per verificare se avessero dei residui di polvere da sparo sulle mani.
Nei mesi successivi i figli, ignari di essere controllati dalla polizia, cominciarono a spendere tutti i soldi dei genitori. Comprarono diversi Rolex, una Porsche Carrera e, addirittura, un ristorante a Princepton specializzato nelle alette di pollo. Erik prese un insegnante di tennis full time e partecipò a numerosi tornei in giro per il mondo. Dilapidarono una somma come 700 mila dollari tra ristoranti di lusso, viaggi ai Caraibi, Londra e Israele.

Erik cominciò a frequentare anche uno psicologo e gli confessò l’omicidio dei genitori. Nonostante le minacce da parte di Lyle, il dottore decise di informare la Polizia del crimine e i due vennero arrestati nel 1990.

Risultati immagini per lyle e erik menendez

La difesa sostenenne l’inammissibilità della prova dovuta al segreto professionale che dovrebbe esserci tra paziente e medico.
Dopo due anni la Corte Suprema accettò come prova l’audiocassetta dove Erik confessava l’omicidio, ma non ammise la parte con i dettagli.
La difesa tentò allora la carta degli abusi sessuali da parte dei genitori, in particolare del padre descritto come crudele, perfezionista e pedofilo. La madre veniva descritta invece come un’instabile alcolizzata e drogata.
Nonostante i disperati tentativi della difesa, i due fratelli vennero condannati all’ergastolo per l’omicidio dei loro genitori. Riuscirono a evitare la pena di morte solo perchè non avevano precedenti.

Se l’articolo ti è piaciuto, valuta una piccola donazione per il mantenimento del sito. Grazie

.

9 thoughts to “IL CASO DI LYLE E ERIK MENENDEZ”

  1. A dire la verità, più che assassini efferati i due fratelli sembrano due ragazzi traumatizzati da un’infanzia e un’adolescenza passate tra abusi e maltrattamenti. Spero rifacciano il processo. Del Resto, se la Franzoni e la de Nardo sono state considerate povere donne malate, degne di pietà e di soli sette anni di galera, perché per i Menendez dovrebbe essere diverso?

    1. Ciao Irene…beh riguardo la pena, chiaramente abbiamo dei sistemi giudiziari completamente differenti e lo sappiamo bene. Per quanto riguarda invece la classificazione, in parte hai ragione, ma killer efferati è solo il titolo della pagina. Comunque penso, ma è un parere puramente personale, che abusati o meno, hanno comunque ucciso degli essere umani.

  2. sono 2 delinquenti e ben gli sta’ l’ergastolo. Dopo che uccidi i genitori x soldi li vuoi anche far passare x pedofili???? Viva la pena di morte, che in italia purtroppo non ce.

    1. mi chiedo se hai seguito i fatti… non mi pare, visto che parli dei soldi come movente principale. Secondo gli atti processuali l’ira omicida è scaturita in seguito alle numerose violenze e abusi che i Menendez hanno subito. Per quanto riguarda il tuo pensiero sulla pena di morte… no comment.

    2. Esatto, il resto sono le solite fan che difendono i personaggi celebri, come succede con Jackson.

      questi fenomeni hanno pianificato tutto da mesi, dal documento falso per procurarsi l’arma fino al finto alibi, hanno massacrato i genitori a sangue freddo e hanno simulato il movente mafioso infierendo sui corpi

      gli abusi sono usciti fuori quando erano con le spalle al muro, c’é solo la loro parola e quella di chi crede alla loro parola, ma in realtá i due nel breve lasso di tempo tra l’omicidio e l’arresto hanno sperperato una piccola fortuna (molto piú di quanto molti noi potremmo mai guadagnare) in rolex, porsche, abiti su misura, vacanze in giro per il mondo…
      ancora un altro po’ di quello stile di vita e si sarebbero fatti fuori a vicenda per tenersi tutto.

      fantastico come prima parlano del padre come del miglior padre di sempre (“come avrei potuto fare questo a un uomo a cui volevo cosí bene?”) poi, quando non hanno piú niente da perdere, si rimangiano tutto.

  3. In Italia c’era la pena di morte ed era la sedia elettrica ed è stata abolita la pena di morte nel 1945 solo perché a qualcuno faceva senso è sono dell’opinione che se ammazzi devi soffrire fino alla fine dei giorni non essere ammazzato perché sarebbe troppo semplice

  4. Ho seguito il caso Menendez alla TV e devo dire che non è stato facile per me arrivare a stabilire un’equa condanna (secondo il mio umile parere) e così immagino sia avvenuto Per i giurati. Purtroppo per le persone vittime di abusi, come nel caso dei due imputati, è facile trasformarsi da vittime a carnefici, e così è avvenuto per loro, offuscati da tutta la sporcizia che ( secondo i fatti) i loro genitori gli hanno iniettato nel cervello e nell’anima.
    La condanna è stata dura, a mio avviso si sarebbe potuto optare per omicidio colposo.

  5. Beh… in questo caso mi pare che vi fossero tutte le attenuanti. Certo hanno ucciso e devono pagare, ma anche i loro genitori hanno ucciso la loro anima e il loro cervello, abusando di loro come neanche gli animali riescono a fare.

  6. Credo abbiano fatto bene a fare quello che hanno fatto e ne erano consapevoli, dopo anni di abusi, più che giusta la punizione inflitta ai genitori, per quanto riguarda i Menendez non credo fosse giusto l’ergastolo. Ricordiamoci che Oj Simpson, peraltro loro conoscente, venne assolto quando a mio avviso, era più che colpevole e meritava una pena severa, come l’ergastolo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.