DANA SUE GRAY

Dana Sue Armbrust nacque il 6 Dicembre 1957 nel sud della California, da Beverly e Russel Armbrust. Russell era un parrucchiere con 3 matrimoni alle spalle prima di conoscere Beverly, una regina di bellezza in passato. Aggressiva, vanitosa, prima della nascita di Dana, Beverly ebbe diversi aborti spontanei. Il marito chiese il divorzio dopo averla vista aggredire una donna anziana che le aveva fatto un torto. Da allora, Dana, che aveva solo due anni, vide pochissimo il padre e cominciò a mettersi in mostra per attirare l’attenzione. Nonostante Beverly cercasse di educarla a suo modo, con gli anni Dana cominciò a rubare soldi per comprare le caramelle e a far parte di brutte compagnie.

A scuola non eccelleva, non faceva amicizia e venne sospesa numerose volte per aver falsificato la firma dei genitori.

Quando Dana ebbe 14 anni, la madre si ammalò di cancro al seno. Dana decise di diventare un’infermiera dopo aver visto come l’ospedale trattava sua madre. Dopo la morte di Beverly, Dana andò a vivere con il padre, ma venne cacciata dalla madre adottiva quando le venne trovata della droga in camera.

Qualche anno dopo intraprese una relazione con un insegnante di paracadutismo e rimase incinta due volte. Lui la convinse ad abortire entrambe le volte, contro il suo volere. Si trasferì da Rob, l’istruttore, e riuscì a diplomarsi nel 1976. Con l’aiuto finanziario di Rob, Dana riuscì ad iscriversi e completare il percorso studi per diventare infermiera. Negli anni successivi Dana, dopo aver tradito Rob più volte, lo lasciò per sposarsi con Tom Gray, un venditore di vini di lusso, diventando così la signora Dana Sue Gray. I due divorziano nel 1993 dopo altri tradimenti da parte di Dana e un periodo di galera per furto.

Uscita di galera, Dana aveva sulle spalle numerosi debiti scolastici e, quindi, tentò di riavvicinarsi a Tom Gray chiedendogli un incontro. Seppur reticente, Tom accettò, ma non si presentò il giorno stabilito. Col senno di poi fu una fortuna per Tom perchè più avanti, dopo gli omicidi, scoprirà che Dana aveva stipulato una polizza sulla sua vita molto remunerativa in caso di morte.

La prima vittima di Dana fu la signora Norma Davis, 86 anni, la madre di una delle tre donne con cui suo padre si sposò nel 1988 prima di Beverly e che Dana conosceva bene. Il 16 febbraio del 1994, il corpo di Norma venne ritrovato da un vicino di casa. Era morta presumibilmente da due giorni, presentava una ferita all’altezza del collo inferta con un legno appuntito, un altro legno conficcato nel petto, un’unghia spezzata e uno straccio insanguinato vicino ai piedi. In casa non c’erano segni di effrazione, quindi la vittima conosceva il suo assassino. C’era un impronta di sangue sul pavimento compatibile con una scarpa Nike e, al piano di sopra, il cavo del telefono era spezzato.

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Pochi giorni dopo, il 28 febbraio del 1994, June Robert, 66 anni, fu uccisa nella sua abitazione. Anche in questo caso Dana conosceva la vittima: le chiese se poteva venire a prendere in prestito un libro per imparare a controllare i problemi dell’alcolismo. June la fece entrare in casa e, mentre cercava il libro, Dana staccò il cavo del telefono, si avvicinò da dietro a June e la strangolò senza pietà. Una volta uccisa, le rubò le due carte di credito e si recò tranquillamente a fare shopping nel centro commerciale vicino.

Il 16 marzo 1994 fu il turno di Dora Beebe. In questo caso Dana non conosceva la vittima, ma la incontrò per strada mentre tornava da un appuntamento dal dottore. Le chiese indicazioni stradali per un posto e venne invitata da Dora ad entrare in casa. Verrà ritrovata morta dal marito. Stesso modus operandi e stesso furto di carte di credito.

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L’ultima vittima fu Dorinda Hawkins, il 10 marzo 1994. Dorinda stava lavorando da sola in un negozio di antichità quel giorno quando entrò Dana. Le chiese una cornice antica dove poter mettere la foto della mamma defunta. Quando Dorinda si girò per cercare, venne aggredita da Dana che la strangolò con la corda del telefono. Le rubò 5 dollari dalla borsetta e 20 dalla cassa. Ma Dorinda sopravvisse e fornì alla polizia una descrizione dell’assalitrice.

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Dana fu finalmente catturata grazie all’identikit, le testimonianze e i prelievi dagli ATM nei giorni degli omicidi. Durante l’interrogatorio si dichiarerà sempre innocente e di aver trovato le carte di credito per terra.

L’accusa chiederà la pena di morte che verrà convertita in ergastolo dopo la confessione. Attualmente è rinchiusa nel penitenziario femminile di Chowchilla in California senza possibilità di uscita.

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