GIUSEPPE GRECO: IL MAFIOSO “SCARPUZZEDDA”, “PINO”.

“…e qual è il tuo problema ? Ammazzalo e vedrai che non lo farà mai più! Anzi se vuoi una mano, lasciami almeno il piacere di tagliargli a m***hia e ficcargliela in bocca come a Pino Marchese il cantante!”

Giuseppe Greco nacque nel 1952 a Ciaculli, una frazione-borgata di Palermo. A scuola si racconta che eccellesse in latino e in greco. Era un parente di Salvatore “Cicchiteddu” Greco. Anche suo padre Nicola fu un mafioso della cosca di Ciaculli, che veniva soprannominato “Scarpa“: di conseguenza, Giuseppe prese il soprannome di “Scarpuzzedda” e, ancora giovanissimo, venne affiliato anche lui alla Famiglia di Ciaculli. In pochi anni Greco divenne uno dei killer più affidabili di tutta la famiglia.

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Uccideva persone a caso, apparentemente per nessuna ragione: poliziotti o persone appartenenti alla mafia. In seguito iniziò a torturare e uccidere anche i familiari. Li uccideva a colpi di AK-47, strangolamento con una garrota, li faceva a pezzi, li pugnalava o li faceva esplodere.

A Greco sono attribuiti 58 omicidi e aiutò Filippo Marchese a compiere numerosi omicidi nella cosiddetta «camera della morte», un appartamento abbandonato nella zona di Corso dei Mille dove i nemici venivano sciolti nell’acido e poi i loro resti gettati a mare.

Nel settembre 1985 Totò Riina fece inghiottire Greco dalla “lupara bianca”, sia per ridurre la forza della cosca di Ciaculli, sia perché ormai Greco era ritenuto troppo ambizioso, vedendolo, gli altri killer, come un potenziale futuro capo. Secondo il pentito Francesco Marino Mannoia, Greco venne ucciso alla fine del 1985 a colpi di pistola. I killer suonarono alla porta, Greco andò loro ad aprire e li fece entrare per un caffè (Greco e uno dei killer erano molto amici), non appena voltò loro le spalle, i due lo uccisero.

Fonte: Wikipedia.it

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