GERALD STANO: THE REAL ITALIAN STALLION

«Sedeva in macchina con te e intanto bevevate qualche birra?»
«Già.»
«Sei sicuro di non averci provato?»
«Sicuro.»
«Tu ci volevi andare e lei non voleva, vero?»
«Sì, dannazione!»
«Non te la voleva dare, eh?»
«No, non voleva!»
«Avrebbe potuto farti scopare e fare meno la difficile, vero, Gerald?»
«Esatto, cazzo!»
«E quindi che hai fatto? L’hai colpita? Ti sei arrabbiato, vero?»
«Dannazione sì! Mi sono incazzato, e l’ho pugnalata più forte che potevo!»
«Dimmi come l’hai pugnalata.»
«Sai, tengo un pugnale sotto il sedile. L’ho tirato fuori e l’ho colpita più forte che potevo.»
«Quindi, che hai fatto, Gerald?»
«L’ho pugnalata diverse volte sul petto. Lei ha aperto la portiera e ha provato a uscire, ma le ho colpito le gambe e l’ho trascinata dentro. Ho chiuso la portiera, lei è caduta in avanti, ha sbattuto la testa contro il cruscotto e ha cominciato a sbavare. Le ho dato un altro paio di coltellate sulla schiena, perché mi stava incasinando tutta la macchina. Poi è svenuta, così io l’ho presa e…»
«Fermati, non mi raccontare altro. Vieni in macchina. Facci vedere dove l’hai lasciata.»

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Stano era paffutello, non molto alto, bruttino e portava i baffi, ma ha sviluppato un certo senso narcisistico, arrivando ad autodefinirsi “The Real Italian Stallion”, l’esatto contrario di quello che era.

La personalità che coltiva fin dalla giovinezza, è quella classica del serial killer che non sopporta e non accetta il rifiuto, che vede come centrale e necessario il sesso nella sua vita, che desidera attrarre le donne, e che reagisce con l’esplosione di violenza probabilmente ancor prima che il rifiuto avvenga. Colui che si nasconde dietro un narcisismo gretto.

Quello che lo rende particolare, certamente non unico, è il fatto di essere molto organizzato, nei suoi delitti, nonostante non spicchi per intelligenza o prontezza intellettuale. Probabilmente un serial killer inconsapevolmente organizzato: feroce e istintivo, ma freddo, impenetrabile.

Il 12 settembre 1951 a Schenectady, nello stato di New York, nasce Paul Zeininger. La madre ha già avuto 4 figli dei quali 3 vengono dati in adozione, mentre la quarta, una bambina nata con gravi danni cerebrali, la tiene con sé. La donna decide di non tenere quest’ultimo figlio e Paul viene affidato ai servizi sociali per l’adozione.

Eugene e Norma Stano non possono avere figli e cercano disperatamente un bambino da adottare. Norma è un’assistente sociale, ed Eugene è manager di una grossa azienda. Quando Norma incontra per la prima volta Paul, se ne innamora: è un bambino molto malnutrito e trascurato sia fisicamente che emotivamente. I servizi sociali avevano avuto molte difficoltà nel trovare una famiglia a Paul, e quindi acconsentono di buon grado all’interesse dei coniugi Stano.

Ciononostante, la procedura di adozione non è semplice: una equipe di medici, psicologi e assistenti sociali deve visitare Paul. Il primo parere è negativo: Paul, 13 mesi, è inadottabile, ha un comportamento animalesco, non sopporta di tenere addosso i pannolini e gioca con le proprie feci.

Gli Stano non si lasciano scoraggiare e insistono nelle domande di adozione e, sei mesi dopo, il piccolo Paul diventa ufficialmente Gerald Eugene Stano.

Con la crescita, Gerald sviluppa diversi problemi: è emotivamente distaccato, bagna spesso il letto fino all’età di 10 anni. Durante l’adolescenza ha difficoltà a relazionarsi con i ragazzi della sua età, e preferisce cavarsela da solo.

Diventa quindi molto presto la vittima dei bulletti e attira le prese in giro delle ragazze.

Tra il 1965 e il 1966, a 14-15 anni, Gerald viene fermato per aver procurato un falso allarme incendio e poco dopo per aver lanciato delle grosse pietre, dal cavalcavia di una superstrada, sulle macchine di passaggio. I genitori vengono avvisati dalle autorità: un altro crimine ancora, e Gerald sarebbe stato rinchiuso in un carcere minorile.

A quindici anni venne iscritto a una scuola militare nella speranza che la disciplina correggesse i suoi numerosi problemi, ma si ritirò dalla stessa dopo pochi mesi, fallendo miseramente. Subito dopo cominciò a rubare soldi ai suoi compagni di scuola.

Nel 1967 la sua famiglia si trasferisce a Norristown, in Pennsylvania. I genitori di Gerald sperano che questo cambio di vita possa aiutare il figlio a superare i suoi problemi.

Le cose non solo non cambiano, ma peggiorano: comincia a marinare la scuola sempre più frequentemente, ruba denaro sia in famiglia, che in classe. In un’occasione, addirittura, ruba una grossa somma dal portafoglio del padre, e paga alcuni suoi compagni per farlo vincere in una gara di corsa.

Dopo svariate sospensioni e dopo almeno tre bocciature, Gerald si diploma all’età di 21 anni. Subito dopo il diploma, va a vivere in una stanza di motel e si iscrive ad una scuola di informatica. Con grande sorpresa dei genitori, si laurea in fretta con voti molto alti, e inizia molto presto a lavorare per l’Ospedale del posto.

Ma la sua propensione per il crimine riemerge e perde presto il lavoro, licenziato per aver rubato soldi dalle buste paga degli impiegati. Passa da un lavoro all’altro e saltuariamente torna a vivere con i suoi genitori.

Nei primi anni ’70 Gerald si trasferisce nello stato vicino, in New Jersey. Qui incontra una ragazza affetta da una forma di ritardo mentale e i due cominciano a frequentarsi. Poco tempo dopo, la sua ragazza scopre di essere incinta.

Il padre della ragazza, appena lo scopre, va da Gerald con una pistola e lo minaccia: deve prendersi la responsabilità dell’accaduto e pagare l’aborto. Gerald acconsente, ma scosso dall’esperienza in seguito comincia pesantemente a bere e a far uso di droghe.

17 febbraio 1980. È Sabato, il detective Paul Crow, veterano del Vietnam e molto dedito al lavoro, viene chiamato a esaminare la scena di un possibile crimine in un’area abbandonata vicino all’aeroporto di Daytona Beach: due studenti ubriachi hanno trovato i resti in decomposizione di una giovane ragazza.
Non appena Paul giunge di fronte al cadavere, non può fare a meno di notare le condizioni e la posizione del corpo: è coperto da rami e sistemato ad arte. La vittima è stesa sulla schiena, con le braccia lungo i fianchi e il volto all’insù, è completamente vestita e non ci sono segni immediatamente visibili di violenza sessuale.

Crow presume che sia morta da almeno due settimane, e a causa dello stato avanzato di decomposizione, non può ipotizzare quale sia la causa della morte. Girando il corpo, il detective nota sulla schiena diverse ferite simili a quelle che può lasciare una lama, e questo gli suggerisce un’aggressione molto feroce, nella quale il killer ha ripetutamente accoltellato la donna.

La donna viene successivamente identificata come Mary Carol Maher, 20 anni, studentessa del college. L’autopsia rivelerà che ha ricevuto diverse pugnalate alla schiena, al petto e alle gambe. Pochi indizi per un omicidio davvero brutale.

25 Marzo 1980. Una prostituta, Donna Hensley, racconta alla polizia di essere stata avvicinata da un uomo su una Gremlin rossa del 1977, con i vetri oscurati. Dopo aver contrattato sul prezzo, si sono diretti verso la stanza di motel dove la donna esercitava, ma qui l’uomo si è rifiutato di pagare. Racconta che dopo un alterco, l’uomo abbia tirato fuori un coltello e che l’abbia tagliata sulla coscia destra. Quindi, dopo averla insultata violentemente per il mestiere che fa, l’uomo se ne scappa.

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Il taglio sulla gamba è molto profondo e al pronto soccorso viene suturato con 27 punti.

La donna è molto in collera e vorrebbe che l’uomo venisse arrestato: dice che potrebbe riconoscerlo, se lo vedesse. Lo descrive di altezza media, un po’ sovrappeso, con i baffi. È certa di aver visto altre volte quella macchina, nel parcheggio di un complesso della zona.

Dopo aver raccolto la denuncia della prostituta, Gadberry si reca nel quartiere dove la donna dice di aver visto l’auto. Non nota l’auto nei pressi della palazzina, ma ne vede una che corrisponde alla descrizione un po’ più avanti, parcheggiata sulla strada: una Gremlin rossa del 77. Prende il numero di targa, e ritorna in ufficio.

Qui controlla sul computer i dati dell’intestatario del veicolo, e trova Gerald Eugene Stano, 28 anni, di Ormond Beach, con una fedina piuttosto lunga di reati e sospetti di aggressioni ad altre prostitute.

Gadberry stampa la scheda di Stano e la sua foto segnaletica e la sottopone alla prostituta: è lui. Viene formalizzata la denuncia per aggressione a mano armata e gravi lesioni e offese.

1 Aprile 1980. Gerald Stano viene fermato dal detective Crow per essere interrogato. Prima dell’interrogatorio, Crow vuole capire, con qualche domanda fatta ad arte, come si comporta Stano quando dice la verità e come invece quando mente. Scopre che Gerald, quando mente, si appoggia indietro sulla sedia, mentre quando dice la verità si piega leggermente in avanti.

Dopo un’ora di interrogatorio e di domande serrate, Stano cede e confessa di aver accoltellato la prostituta. Crow quindi passa oltre. Si siede di fronte a Stano e gli dice:

«Gerald, sono il detective Paul Crow. Ho un problema e penso che tu possa aiutarmi»,

gli mostra una foto di Mary Carol Maher,

«Ho questa ragazza, scomparsa… vorrei solo sapere se l’hai mai vista prima».

Dopo aver studiato la foto per alcuni minuti, Stano risponde:

«Sì, l’ho vista».

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Dice di averla vista il mese precedente vicino a un hotel del posto. Quando Crow gli chiede se avesse avuto un qualche tipo di rapporto con lei, Stano si appoggia indietro con la schiena e dice di averle dato un passaggio verso la Atlantic Avenue, e di non averla mai più vista.

Crow sa che Gerald mente, e decide di cambiare argomento. Chiede a Gerald come mai è così sconvolto, e quest’ultimo, piegandosi in avanti, gli occhi in quelli del detective, dice che quel giorno è l’anniversario della sua adozione. Crow gli chiede di parlare della sua infanzia, e Gerald parla dell’adolescenza e del rapporto con i genitori.

Dopo ore di interrogatorio, Crow ottiene la confessione dell’omicidio di Mary Carol e Stano viene rinchiuso nella prigione di Stato.

15 Aprile 1980. Ad Holy Hill, un sobborgo vicino a Daytona Beach, un abitante del posto trova un teschio nel suo giardino. L’area viene setacciata dagli investigatori, che ritrovano altre ossa umane, e qualche brandello di vestito. Sembra che qualche animale selvatico abbia banchettato con il corpo della vittima.
Le analisi autoptiche identificheranno i resti come quelli di Toni Van Haddocks, una prostituta scomparsa in febbraio. La causa della morte: ripetute coltellate alla testa.

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Una volta accertata l’identità della vittima, Stano viene messo di nuovo sotto interrogatorio. Inizialmente nega, ma dopo un lungo interrogatorio, cede e confessa.

Crow comincia a chiedersi quante altre donne possa aver ucciso Stano, e si dedica alla riapertura dei fascicoli di tutti i casi simili, rimasti irrisolti, dal 1975 in poi.

Linda Hamilton, una turista di 16 anni, trovata morta il 22 Luglio del 75 vicino a un vecchio cimitero Indiano.

Nancy Heard, autostoppista di 24 anni, trovata nel Gennaio 1976 a nord di Ormond Beach.

Ramona Neal, 18enne, trovata nel Maggio del 76, anche lei ricoperta di arbusti.

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Crow sa che i serial killer, spesso, agiscono in un raggio di molti chilometri, e quindi comincia a chiedersi quanto possa aver viaggiato Stano per cercare prede. Comincia con le province vicine.

A Bradford, circa 200 km a ovest di Daytona, era stato ritrovato il corpo si una giovane vicino a una palude. Vista per l’ultima volta a Daytona Beach. Stesse modalità degli altri omicidi, compresi gli arbusti a coprire il corpo. A Titusville, 100 km a sud, un’altra ragazza, un’autostoppista: cadavere sistemato accuratamente e coperto da rami.

Scavando nel passato, Crow scopre che Stano ha vissuto in diverse parti della Florida e precedentemente in New Jersey. Contattati gli uffici di polizia locali, vengono scoperti altri casi irrisolti, che rispecchiano esattamente sia il modus operandi che la firma di Stano: accoltellamento, posizionamento del cadavere, copertura con fronde e rami. Tutte giovani e avvenenti donne.

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Stano sa che non ha più scampo, e decide di patteggiare, per salvasi almeno la pelle. L’accusa ha in mano le confessioni, ma vuole evitare una lunga battaglia giudiziaria, e quindi accetta la proposta della difesa di Stano di richiedere tre ergastoli, una per ciascuna delle tre vittime, Mary Carol Maher, Toni Van Haddocks e Nancy Heard.

Tre ergastoli con un minimo di 25 anni di pena da scontare dietro le sbarre per ciascuna delle tre vittime.

Il giudice accetta a malincuore le richieste, dichiarando nella sentenza che avrebbe preferito condannarlo alla pena capitale. Gerald viene rinchiuso nella Florida State Prison.

Qui si diverte a fare lo spaccone, seguendo una sua certa vena narcisistica, e si vanta dei suoi crimini in ogni occasione. Ma nessuno si cura di lui, lì dentro. Nessuno gli dà importanza. Questa cosa lo fa agitare oltremodo, quindi decide di contattare Crow: ha altro da dire, e da confessare, Stano.

Inizia quindi una serie impressionante di confessioni davanti al detective che lo ha catturato: Cathy Lee Scharf, 17 anni; Susan Bickrest, 24 anni; Mary Muldoon, 23 anni; Janine Ligotino, 19 anni; Ann Arceneaux, 17 anni; Barbara Ann Baur, 17 anni.

E ancora: un’altra donna sconosciuta, trovata morta nel 1974; Bonnie Hughes, 34 anni; Diana Valleck, 18 anni; Emily Branch, 21 anni; Christina Goodson, 17 anni; Phoebe Winston, 23 anni; Joan Foster, 18 anni; Susan Basile, 12 anni; Sandra DuBose, 35 anni; Dorothy Williams, 17 anni.

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Mentre Stano riporta alla mente ogni omicidio, Crow è sempre più esterrefatto: come può essere possibile che un uomo così giovane abbia commesso tutti questi omicidi in così poco tempo? Diventa un chiodo fisso, per il detective, che passerà gran parte della sua carriera a cercare di capire e ricostruire ogni dettaglio. Stano giura di non avere altri scheletri nell’armadio, e di aver confessato ogni omicidio.

Nuovo processo per Stano e questa volta la sentenza è la morte sulla sedia elettrica. Dopo numerosi rinvii, l’esecuzione viene fissata in data 25 marzo 1997. Ma succede qualcosa che è passato alla storia delle esecuzioni: Pedro Medina, un immigrato cubano, per un errore del boia e per un malfunzionamento della sedia elettrica, prende letteralmente fuoco durante l’esecuzione, scandalizzando i presenti e l’opinione pubblica, che comincia a chiedersi se il metodo di esecuzione non sia inumano.

Dopo aver accertato il completo errore umano, come causa dell’orribile incidente, il Tribunale decide che il metodo può essere reintrodotto, e fissa la nuova data per l’esecuzione di Stano: 23 Marzo 1998.

Stano ordina il suo ultimo pasto: bistecca, pancetta, patate con panna, insalata mista con formaggio. Come dessert, una grossa porzione di gelato alla menta e cioccolato e due litri di Dr. Pepper, una bevanda gassata.

Non dice niente alle guardie che lo scortano verso la sedia elettrica. La sua esecuzione viene salutata dall’entusiasmo dei parenti presenti.

Anni dopo l’esecuzione, dubbi sulla veridicità delle parole di Stano sono sorti in Gadberry, un collega del detective Crow. Gadberry accusa Crow di aver fornito a Stano dettagli su numerosi omicidi che poi Stano ha utilizzato nella confessione per “farsi bello” davanti agli occhi della stampa e dei detenuti. Accusa Crow di aver chiuso numerosi omicidi irrisolti da molto tempo collegandoli a Stano.

Non sapremo mai la verità su quante vittime Stano abbia realmente ucciso.

Fonte: Latelanera.com

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