IL LINCIAGGIO DI DULUTH

1919, America. Durante e subito dopo la prima guerra mondiale, una vasta popolazione di afroamericani emigro’ dal Sud al Nord e nel Midwest in cerca di lavoro. La popolazione prevalentemente bianca di queste zone percepiva i lavoratori migranti neri come una minaccia per il loro impiego, nonché alla loro possibilità di negoziare sui salari. Le preoccupazioni dei bianchi non erano del tutto infondate in quanto numerose aziende locali cominciarono a sfruttare proprio quei braccianti neri giunti dal Sud.

Nel 1919 si verificarono così tanti scontri di carattere razziale nel Nord America al punto da nominare quel periodo come l’Estate Rossa. Tuttavia, l’evento più tristemente celebre fu il linciaggio di Duluth nel 1920.

Il 14 Giugno 1920 il circo arrivò in paese e portò con sé numerosi braccianti afroamericani. Due adolescenti bianchi locali, Irene Tusken 19 anni e James Sullivan 18 anni, si intrufolarono dietro il tendone per vedere i neri lavorare. Quello che successe con certezza quella notte tra i due ragazzi e i lavoratori non lo sapremo mai, ma dal racconto di James pare siano stati aggrediti, derubati e la ragazza violentata da 6 afroamericani.

La mattina del 15 giugno la polizia si recò al circo e ordinò a tutti i lavoratori di colore di uscire dalle tende. Venne chiesto a Irene e James di riconoscere quali dei 150 lavoratori erano i responsabili dello stupro e del furto.

Vennero fatti uscire dalla fila: Elias Clayton, Nate Green, Elmer Jackson, Loney Williams, John Thomas e Isaac McGhie.

Nonostante il medico avesse dichiarato di non aver trovato nessuna prova fisica di stupro o aggressione, i ragazzi vennero comunque accusati e imprigionati a Duluth.

Furono stampati articoli di giornale sulla presunta violenza sessuale, mentre le voci in paese affermavano che Irene fosse morta in seguito alla violenza subita. Nel giro di poche ore, una folla tra le mille e le diecimila persone circondò la prigione e fece irruzione. La polizia non oppose resistenza e permise alla gente di portare fuori Elias Clayton, Elmer Jackson e Isaac McGhie. Venne istituito un processo rapido e sommario e i tre vennero condannati a morte. Nonostante supplicassero di aver salva la vita dichiarandosi innocenti, i 3 furono portati tra la prima e la seconda Avenue East.

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Furono impiccati a torso nudo a un lampione e quelli vicini continuarono ad infierire sui corpi ormai esanimi. Gli assalitori formarono poi un cerchio intorno al lampione in posa con i 3 cadaveri. Come potete vedere dalla foto, alcuni sorrisero, altri rimasero impassibili, altri ancora si schiaffeggiavano sulla spalla soddisfatti per aver fatto giustizia.

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Il giorno dopo un articolo di giornale riportò: “L’improvvisa ardente passione razziale, che è il rimprovero del Sud, può anche verificarsi, come ora impariamo con amarezza e umiliazione nel Minnesota”.

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A livello legale nessuno fu mai condannato per l’omicidio dei tre ragazzi. Oggi a Duluth sono presenti 3 statue di 2 metri d’altezza dedicate a Elias, Elmer e Isacc e all’inaugurazione fu presente il pronipote di uno dei più importanti leader del linciaggio:

“È stato un segreto di famiglia di lunga data e la sua vergogna, profondamente sepolta, è stata portata in superficie e disfatta. Non conosceremo mai i destini e i lasciti che questi uomini avrebbero scelto per sé stessi se gli fosse stato concesso. Ma so questo: la loro esistenza, per quanto breve e crudelmente interrotta, è sempre intrecciata col tessuto della mia vita. Mio figlio continuerà ad essere cresciuto in un ambiente di tolleranza, comprensione e umiltà, ora con ancora più pertinenza di prima”

Fonte. Wikipedia

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