NEVADA TAN: LA SGOZZATRICE DI SASEBO

Nel 2004 in Giappone accadde un fatto che scosse l’opinione pubblica mondiale, divenendo un’argomento estremamente conosciuto e diffuso sul web.
Il caso di Nevada Tan.

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Naturalmente Nevada Tan è uno pseudonimo, infatti la legge giapponese sulla tutela dei minori impedisce di diffonderne i dati.
La bambina di soli 11 anni uccise una sua compagna, Satomi Mitarai di 12, nella scuola che entrambe frequentavano nella città di Sasebo, prefettura di Nagasaki. L’omicidio fu commesso con un taglierino durante la pausa pranzo.

Nevada Tan si recò nella classe della sua vittima, nessun altro era presente, e col taglierino la uccise tagliandole la gola. Non contenta, iniziò a mutilarne il corpo facendole dei tagli sulle braccia. Dopo l’omicidio tornò nella sua classe, completamente ricoperta di sangue.

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Una maestra trovò il cadavere della giovane vittima immerso in un lago di sangue e non potè fare altro che chiamare la polizia. Quando Nevada Tan fu arrestata disse che aveva compiuto quel gesto perchè la sua vittima la prendeva in giro dicendole che era grassa e soprannominandola “Goody, Goody” (Buona, buona in senso dispregiativo).

“Mi dispiace, mi dispiace” ripetè tutta notte, piangendo e rifiutandosi di mangiare.

La piccola venne condannata, vista la giovane età, a soli due anni di riformatorio, estesi poi ad altri due nel 2006. Nel 2008 le autorità hanno dichiarato di non aver prolungato ulteriormente la pena.

Dopo l’omicidio, alla piccola Nevada fu diagnosticata la sindrome di Asperger (disturbo pervasivo dello sviluppo, imparentato con l’autismo, che non compromette l’intelligenza o la comprensione).

Il caso è divenuto molto famoso e la bambina divenne un personaggio di internet molto popolare, nonché un meme. Venne soprannominata Nevada Tan da un fotografo che vide una ragazza indossare una maglietta con scritto Università del Nevada e, credendo fosse proprio lei, la chiamò con quel nome.

Nel 2005 agli studenti della classe di Mitarai e Nevada venne consegnato l’album scolastico con all’interno una pagina vuota, in onore di Mitarai, nella quale gli studenti potevano apporre un disegno o una foto della piccola.

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