IL LINCIAGGIO AI DANNI DI THOMAS SHIPP E ABRAM SMITH

Marion, Indiana. 7 Agosto del 1930. Quella sera lo sceriffo in carica catturò 4 teenager di colore nelle loro case. Due di loro sarebbero morti prima della notte.

James Cameron, 16 anni, e Abram Smith, 19, erano due ragazzi lustrascarpe; Thomas Shipp lavorava da Malleable, una fonderia, e Robert Sullivan era disoccupato.

Quella sera vennero tutti arrestati e portati in prigione dove furono separati e interrogati per ore e ore. Bisognava ottenere una confessione, a costo di restare lì tutta la notte. L’accusa era lo stupro di una giovane ragazza bianca, Mary Ball di 19 anni, e l’omicidio di un uomo bianco, Claude Deeter, 23 anni.

Claude era il figlio più grande di una famiglia di contadini e il giorno della scomparsa era appena stato licenziato dalla fonderia dove lavorava. Mary era invece conosciuta dalla comunità di Marion come una ragazza di facili costumi, una prostituta, l’amante di Claude e la ragazza di Abram Smith, uno dei ragazzi di colore. La frequentazione di una ragazza bianca con un nero non era certo una cosa ben voluta e vista di buon occhio in paese, ma cosa ci si poteva aspettare da una ragazza così.

Quella sera, Mary e Claude, si diedero appuntamento per recarsi poi in un casolare vicino al fiume poco fuori la città di Marion. Secondo l’accusa, i 4 ragazzi di colore sapevano dell’appuntamento e quella sera li seguirono. Giunti sul luogo, aprirono la sportella dell’auto e tirarono fuori a forza sia Claude che Mary. Spararono immediatamente in testa a Claude, più volte, mentre Mary venne stuprata e picchiata, ma non uccisa.

Mary Ball in the 1930's. Courtesy of John Lloyd, her nephew.

Lasciata agonizzante a terra, i 4 si dileguarono, mentre Mary tentò di cercare aiuto. Un contadino nelle vicinanze sentì le urla della ragazza e l’aiutò. Insieme portarono il povero Claude all’ospedale più vicino, ma invano. Morì poco dopo.

Claude Deeter, a few months before he died. Courtesy of the Deeter Family.

Nei giorni successivi, la notizia dell’omicidio e dello stupro fece il giro del paese e raggiunse anche le città limitrofe. Lo sceriffo appese la maglietta insanguinata di Claude fuori dalla finestra della stazione di polizia a mo’ di bandiera. Non passò molto prima che la furia della gente bianca si riversasse sulle strade e attorno alla prigione. I bianchi di tutta l’Indiana presero il treno, organizzarono auto e furgoncini per raggiungere Marion e dare il loro supporto ma, soprattutto, perché giustizia fosse fatta. Si stima che nella città arrivarono tra le 10 e le 15 mila persone tra uomini, donne e bambini in poche ore.

Molta gente di colore fuggì dalla città, mentre pochissimi altri rimasero per combattere contro la sete di sangue degli uomini bianchi.

Citizens in Downtown Marion. Courtesy of the Marion, Indiana, Public Library.

La sera del 7 agosto, la pazienza della gente venne meno e gridarono contro lo sceriffo di condannare i ragazzi. Le prove, tuttavia, erano circostanziali e non sufficienti per una condanna pertanto, al rifiuto dello sceriffo, la gente impazzì. Un ragazzo si recò alla fonderia più vicina dove prese una mazza, tornò nei pressi della prigione e spaccò a martellate il muro attorno le inferriate. La gente entrò all’interno della gabbia e prese Thomas per primo. Lo trascinarono lungo la Cobblestone Street colpendolo con mattoni, piedi di porco, tavole di legno, e le donne col tacco delle scarpe. Qualcuno portò una corda. Il ragazzo venne riportato nei pressi della prigione dove, in fin di vita, gli venne legata la corda attorno al collo e appeso alle sbarre della prigione. Morì così il povero Thomas.

Grant County Jail. Courtesy of the Marion Indiana Public Library.

In seguito fu il turno di Abram. Anche lui venne trascinato lungo la strada, picchiato e condotto nelle vicinanze di un albero. Gli venne messa la corda attorno al collo e sollevato. Abram tentò con tutte le sue forze di liberarsi dal cappio, così la gente decise di riportarlo a terra. Lo pugnalarono e gli spezzarono le braccia. Poi, lo impiccarono di nuovo.

Non ancora soddisfatti, si recarono nuovamente nei pressi della prigione, presero il corpo di Thomas e lo posizionarono appeso vicino a quello di Abram. Il fotografo Laurence Beitler venne chiamato a documentare la scena con una foto raffigurante i cadaveri dei ragazzi e la soddisfazione della gente bianca.

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A notte fonda fu il turno di Cameron. Venne trascinato dalla prigione alla piazza della città, picchiato selvaggiamente e gli venne messa una corda attorno al collo.

Improvvisamente, la voce dello sceriffo tra la folla gridò: “Riportate quel ragazzo giù. Non ha niente a che vedere con lo stupro e l’omicidio”. Miracolosamente, la rabbia tra la folla si placò e il ragazzo venne ricondotto in prigione. Mentre la folla era occupata a bruciare i corpi di Thomas e Abram, lo sceriffo fece portare Cameron in un’altra prigione lontano da Marion.

Cameron trascorse un anno in prigione in attesa di giudizio, mentre Robert, il 4 ragazzo, venne liberato.

Quando fu il turno di Mary di testimoniare dichiarò di non essere stata stuprata in realtà e che si era inventata tutto. Claude venne ucciso, ma non aveva visto il volto dell’assassino. Cameron dichiarò di averla seguita quella sera, ma quando vide che si frequentava con Claude, un suo cliente, se ne andò via. Cameron venne comunque condannato a scontare da 2 a 21 anni al riformatorio dello Stato dell’Indiana. Venne liberato sulla parola 4 anni dopo.

La gente accusata di linciaggio non venne mai condannata. Sia il fotografo che numerosi testimoni dichiararono di non ricordare chi ci fosse quella sera e chi aveva impiccato i ragazzi.

Dopo 58 anni, nel 1993, il Governatore Evan Bayh ufficializzò le proprie scuse a nome della città nei confronti di Cameron Coleman.

Cameron divenne un imprenditore, padre di 5 figli attivisti per i diritti dell’uomo e fondatore di un museo.

Insegna alla gente a “perdonare, ma non dimenticare” (Forgive, not forget) e “fare del bene, non picchiare” (better, not bitter).

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