ESUMAZIONE TERAPEUTICA E LA NASCITA DELL’ANIMA

L’esumazione terapeutica nacque intorno al 1700 dal filosofo, fisico e chimico Georg Stahl e serviva per assicurarsi che il morto fosse veramente morto. L’ossessione di Stahl era capire cosa separasse la vita dalla morte. Credeva che una forza vitale invisibile scorresse nel corpo umano e che questa forza permettesse ai polmoni di respirare, al cuore di battere, al sangue di scorrere, e chiamò tale forza “Animus” – l’Animo.

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Il processo di decomposizione poteva iniziare solo dopo che l’anima aveva lasciato il corpo. Ora sappiamo che Stahl si sbagliava.

A quell’epoca le persone pensavano che la riesumazione fosse una scienza innovativa e se ne servirono per legittimare delle superstizioni secondo le quali alcune anime restavano nei cadaveri e, soprattutto, per affermare che queste anime si nutrivano degli esseri viventi diffondendo quindi le malattie. Questa strana combinazione di scienza di infimo livello e di folclore arrivò in America grazie ai chirurghi dell’esercito tedesco che aiutarono gli inglesi durante la rivoluzione Americana, quando la città era colpita da un’epidemia di tisi.

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Si riesumavano i cadaveri e se si scopriva che la carne non si era decomposta a sufficienza o che il sangue non si era coagulato, ciò significava una sola cosa: l’Anima era ancora intrappolata nel corpo. Il cuore sarebbe stato dunque asportato chirurgicamente e cremato, così l’anima avrebbe riposato in pace una volta per tutte e gli esseri viventi si sarebbero salvati.

Fonte. Lore

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