LA TRISTE STORIA DI ROSEMARY KENNEDY

Oggi parliamo della sorella del più noto John Fitzgerald Kennedy, il 35esimo Presidente degli Stati Uniti.

Siamo nel 1918 e i coniugi Joe Kennedy e Rose Fitzgerald decidono di far nascere la piccola Rosemary in casa, come gli altri suoi fratelli. Quel giorno il medico non arrivava e l’infermiera decise di bloccare il parto. Chiese a Rose di stringere le gambe ma, così facendo, la testa della piccola Rosemary rimase incastrata nel canale uterino per due interminabili ore. La carenza di ossigeno provocò una disabilità mentale alla piccola che la famiglia cercò di mantenere segreta per anni.

Rosemary Kennedy

(Rosemary è la piccola in basso a destra)

Rosemary era una bambina allegra, felice, sapeva leggere e scrivere, ma i suoi continui sbalzi d’umore rendevano problematica la situazione in famiglia.

I suoi genitori continuavano a sottoporla a costanti “iniezioni sperimentali” nella speranza che la curassero dai suoi squilibri ormonali.

“Suo padre la descriveva come sofferente e “ritardata”. I suoi fratelli, a cui spesso era dato l’incarico di prendersi cura di lei, erano di supporto, ma talvolta insofferenti. Nonostante questo, Rosemary, come raccontato nei suoi diari, amava molto la sua famiglia e avrebbe fatto di tutto per rendere felice suo papà.

Verso i 18 anni Rosemary “sbocciò” e divenne una bellissima ragazza. La famiglia Kennedy si trasferì in Gran Bretagna dove Rsemary visse gli anni più felici e in assoluta tranquillità.

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Le divergenze tra il Presidente Roosevelt e Joe Kennedy (il padre) obbligarono la famiglia Kennedy a ritornare negli Stati Uniti.

Rosemary soffrì molto per il ritorno e la sua condizione peggiorò notevolmente. La famiglia temeva che qualche uomo potesse approfittarsi di lei, infangando così il buon nome dei Kennedy. I genitori decisero così di sottoporla alla lobotomia transorbitale del Dottor Freeman (di cui abbiamo parlato in un recente articolo).

“Nel novembre 1941 una pienamente sveglia Rosemary andò all’ospedale della George Washington University e seguì le istruzioni dei medici che le dicevano di canticchiare canzoni e raccontare storie mentre le venivano fatti due buchi in testa e le venivano tagliate le terminazioni nervose, finché lei non divenne incoerente e poi silente”.

Subito dopo l’intervento Rosemary riusciva a pronunciare solo poche semplici parole, perse l’uso di un braccio e camminava a fatica. Riuscì col tempo a pronunciare altre parole, non riprese però mai l’uso del braccio e non tornò mai a camminare normalmente. Fu mandata in un istituto psichiatrico privato a New York e poi in una struttura simile gestita dalla Chiesa, in Wisconsin. Non ci sono prove del fatto che dal 1948 in poi il padre di Rosemary le fece visita. Sembra che anche la madre – che incolpò il marito per la lobotomia – non visitò sua figlia per decenni.

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A prendersi cura di Rosemary fu soprattutto sua sorella Eunice Kennedy Shriver, la quinta dei nove figli Kennedy. Gordon scrive che Eunice riuscì anche a convincere suo fratello John Fitzgerald Kennedy, che nel frattempo era diventato presidente, a promuovere la nascita di associazioni che si occupassero di bambini con problemi simili a quelli di Rosemary. Nel 1974 anche la madre di Rosemary si riavvicinò a sua figlia e in alcune occasioni portò Rosemary – che restò sempre nell’istituto in Wisconsin – a delle “riunioni di famiglia”. Rosemary morì nel 2005, all’età di 85 anni. Eunice Kennedy Shriver morì nel 2009 ed è ricordata per aver fondato nel 1968 le Special Olympics, una competizione dedicata agli atleti con disabilità intellettive e cognitive.

Fonte. ilpost.it

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