WALTER FREEMAN: LOBOTOMIA TRANSORBITALE

(Nell’articolo troverete anche il link a un video, che sono riuscito a trovare su youtube, dove il Dottor Freeman spiega come procedere con la lobotomia Transorbitale. Dal minuto 8 potete vedere il trattamento su un paziente reale).

Washington D.C., 1946. Il Dottor Walter Jackson Freeman aveva intenzione di eliminare i manicomi per sempre. Ancora oggi conosciamo molto poco del funzionamento del cervello e ancora meno di quello che non funziona. Secondo Sigmund Freud molti dei problemi mentali derivano da desideri repressi. Fu lui a creare la psicoanalisi, un colloquio tra medico e paziente che nel corso di molti anni avrebbe svelato la fonte del problema.

Al tempo del Dottor Freeman, le malattie mentali venivano “corrette” tramite psichiatria o psicochirurgia.

Uno dei fondatori della psicochirurgia fu il medico portoghese Antonio Degas Monis. Nel 1935 Monis praticò dei fori nel cranio di un paziente e recise i nervi che collegavano il lobo frontale con il talamo. Riteneva che con questo intervento il paziente psicotico sarebbe diventato più docile e meno tormentato. L’intervento prese il nome di Leucotomia (o lobotomia frontale) e gli valse il premio Nobel.

Quando Walter Freeman e il suo collega James Watts seppero di tale intervento, capirono che potevano cambiare l’approccio ai pazienti psicotici. Freeman non era un chirurgo quindi non poteva operare; dovette affidarsi completamente al Dottor Watts guidandolo a voce. Scoprirono presto che il procedimento richiedeva molto tempo e denaro.

Freeman sentì di un medico Italiano, Amarro Fiamberti, che aveva sviluppato un metodo per raggiungere il lobo frontale attraverso le orbite oculari. Questo era quello che Freeman cercava: inserendo un punteruolo nell’orbita poteva sfondare la base del cranio e recidere i nervi del lobo frontale. Chiamò tale procedimento: Lobotomia Transorbitale, un metodo rapido, economico, senza uso di anestesia (era sufficiente stordire un po’ il paziente con l’elettroshock) e che anche un idiota avrebbe potuto fare.

Alcuni ritengono che tale procedura danneggi il cervello, ma cos’è meglio? Danneggiare seppur poco il cervello e permettere al paziente di lasciare l’ospedale, o non fare niente?

Si narra che quando Watts entrò nella sala operatoria e vide il corpo di una donna con un punteruolo uscire dall’occhio, restò inorridito. Si racconta inoltre che Freeman si vantava di aver utilizzato per la prima volta un rompighiaccio per praticare l’intervento.

Il 1946 fu un anno d’oro per il Dottor Freeman che girava per l’intero paese a praticare ed insegnare la lobotomia transorbitale. I manicomi pieni fornivano pazienti in gran numero e la cura sembrava miracolosa.

Nel 1954 uscì la Torazina, un farmaco considerato il sostituto chimico della lobotomia. Calmava i pazienti e diminuiva le allucinazioni, gli stati di delirio e le allucinazioni. In pochi anni vennero curati quasi 2 milioni di pazienti. Questo significava la fine del metodo del Dottor Freeman.

Freeman morirà nel 1972 e sulla sua lapida è presente un piccolo foro, come se fosse stata forata da un rompighiaccio.

Fonte. Lore

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