VIKTOR SAYENKO E IGOR SUPRUNYUCK – I maniaci di Dnepropetrovsk

(ATTENZIONE, FOTO NON ADATTE ALLE PERSONE SENSIBILI)

I killer di oggi sono due ragazzi Ucraini di 19 anni che nell’estate del 2007 uccisero 21 persone per emulare altri due serial killer: Artem Anufriev e Nikita Lytkin.

Tutto ebbe inizio nel 2005 quando Igor picchiò un ragazzo e gli rubò la bicicletta che rivendette a Viktor. I due vennero arrestati, ma non andarono in carcere. Pochi mesi dopo, Igor a bordo della sua Daewoo Lanos verde cominciò a fare il taxista abusivo per caricare ignari passeggeri e derubarli con l’aiuto del suo complice.

Nel 2007 cominciarono gli omicidi. I due ragazzi stavano passeggiando quando videro Ekaterina Ilchenko uscire dalla casa di un amico. Quando la vide, Igor la uccise con una martellata sul cranio. Un’ora dopo uccisero Roman Tatarevich, che stava dormendo su una panchina vicina alla prima scena del delitto. Il cadavere era irriconoscibile in quanto il cranio era stato ripetutamente colpito, sino alla totale sfigurazione, con un oggetto contundente,

La notte del 6 luglio fu ucciso con un oggetto contundente Egor Nechvoloda, un soldato che si era appena congedato dall’esercito; stava tornando da un night club. La madre, allertata dagli abitanti di un condominio della via Bohdan Khmelnytsky, trovò il corpo il mattino seguente.

Quella stessa notte morì anche Elena Shram, una guardiana notturna ventottenne che al momento portava con sé una borsa piena di vestiti: secondo la confessione di Viktor, Igor la uccise con diverse martellate e poi pulì il martello con uno dei vestiti contenuti nella borsa. Più tardi uccisero Valentina Hanzha, una madre di tre figli sposata con un disabile.

Il pomeriggio del 12 luglio sparì un quarantottenne di nome Sergei Yatzenko, che lottava da tempo contro un cancro alla gola: al momento della sparizione stava guidando il suo Dnepr. La moglie Lyudmila, preoccupata della sua scomparsa, stampò delle foto del marito e le attaccò nel villaggio di Taromskoye. La svolta si ebbe quando un paesano riconobbe di avere visto il suo Dnepr in una zona boschiva vicina ad una discarica. Il corpo fu trovato insieme al Dnepr 4 giorni dopo (16 luglio) con dei segni di una colluttazione molto violenta e mutilazioni. Lasciò una madre disabile, la moglie e due figli. Il 14 luglio fu uccisa una quarantacinquenne di nome Natalia Mamarchuk a Diyovka: stava viaggiando con uno scooter in una zona boschiva, quando fu stordita dai due killer. Fu quindi uccisa con un’arma contundente, i due poi scapparono con il suo scooter.

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Seguirono altri 11 omicidi: la coppia arrivava a uccidere più vittime in un giorno. Dal 14 al 16 luglio vennero trovati due cadaveri al giorno, per un totale di 6. Le vittime erano selezionate senza nessun criterio specifico: tra di esse si contavano donne, bambini, anziani, vagabondi o persone sotto l’effetto dell’alcool. Per i delitti usavano martelli o sbarre di acciaio; in almeno un caso usarono anche un coltello. I colpi erano diretti alla testa e viso. I malcapitati venivano spesso torturati e mutilati; ad alcuni vennero cavati gli occhi mentre erano vivi. Una vittima era incinta: il feto le venne estirpato dal ventre. Venivano in qualche caso caricati sulla Daewoo di Igor e derubati dei loro cellulari e oggetti di valore. Venivano venduti a dei negozi di seconda mano della zona.

Qualche giorno dopo il delitto di Natalia, la ragazza a cui avevano rubato lo scooter, due bambini che si trovavano ad una tenda a poca distanza dalla scena del crimine assistettero all’aggressione e fornirono la descrizione dei killer.

Fu quindi creata una task-force da Kiev, guidata dall’investigatore Vasily Paskalov. Cominciò pure la caccia all’uomo delle forze locali. Oltre 2000 investigatori lavorarono sul caso.

Gli agenti identificarono della refurtiva nel negozio di pegni del distretto di Leninskiy; la descrizione dei venditori combaciava con gli identikit dei sospetti. In quel momento Igor stava provando a vendere un cellulare in un altro negozio locale in cambio di 150 hryvny, che corrispondono a circa 20$. Quando fu messo in funzione per prova, gli agenti tracciarono la locazione per vedere dove si trovasse il proprietario. Individuato, fu arrestato insieme a Viktor.

Il processo si aprì nel giugno 2008. Igor si dichiarò innocente, Viktor colpevole.

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Tra le prove contro gli imputati si contavano macchie di sangue sui vestiti e delle registrazioni degli omicidi. In un video si vede l’omicidio del disabile Yatzenko: venne ucciso a martellate e gli fu piantato un cacciavite nell’occhio e nell’addome mentre era ancora vivo. L’attacco durò più di 4 minuti, nei quali la vittima continuò a svenire e rinvenire.

Igor sorrideva alla telecamera, che veniva retta da Viktor. Uccisa la vittima, i due tornarono nella loro macchina parcheggiata nei pressi e discussero con molta calma dell’atto appena commesso. Poi lavarono il martello con una bottiglia d’acqua e risero. I due possedevano pure delle foto dei funerali delle vittime in cui sorridevano mentre toccavano le bare.

L’11 febbraio 2009 la corte di Dnipropetrovs’k trovò colpevoli Igor di 21 omicidi premeditati e Viktor di 18, condannandoli entrambi al carcere a vita. Inoltre, fu loro comminata un’ulteriore condanna a 15 anni di reclusione, tenendo conto anche delle rapine e atti di zoosadismo.

Video dell’uccisione:

http://www.bestgore.com/murder/dnepropetrovsk-maniacs-murder-guy-hammer-screwdriver-real-snuff-video/

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