WINNIE RUTH JUDD – LA DONNA TIGRE, LA MACELLAIA BIONDA, L’ASSASSINA DEL BAULE

E’ il diciotto Aprile 1931. La ragazza ha i capelli corti, deliziosamente arricciati come usa in quegli anni. Gli occhi chiari sembrano innocenti. Insomma, chi l’avrebbe detto? Certamente non il personale del treno Golden State Limited, in partenza da Phoenix e diretto a Los Angeles. Eppure i bauli di quella distinta signorina emanano un odore strano e tale Anderson, addetto ai bagagli, s’insospettisce.

Non solo l’odore è terribile ma addirittura fuoriesce un liquido scuro. Sembra sangue.

“, pensa il signor Anderson, “dev’essere sangue di cervo. Del resto, il contrabbando di quelle povere bestie è un reato molto comune. La signorina deve assolutamente fornire una spiegazione. Deve aprire quel baule e fare chiarezza“.

E così la signorina viene convocata.

E’ quello il suo bagaglio? Cosa c’è dentro? Dov’è la chiave?”

La bella passeggera è in vistoso imbarazzo. Fruga nella borsetta ma la chiave non si trova ed il treno è arrivato a destinazione.

“Spiacente, non è possibile aprire il baule”, farfuglia la signorina prima di scappare via e far perdere le sue tracce tra la folla.

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Il signor Anderson però, è testardo. Forza il baule, deciso com’è a scoprirne il contenuto e a smascherare quella trafficante di carne di cervo! All’interno del bagaglio però, non c’è della selvaggina di contrabbando. C’è qualcosa di molto più spaventoso. Qualcosa di terribile, qualcosa che fa a pugni con la faccia pulita di quella graziosa signorina. All’interno del baule, ci sono delle membra umane. Una testa. Un torso. Resti di corpi fatti a pezzi e sistemati laddove avrebbero dovuto esserci scarpe e vestiti. La graziosa signorina, che risponde al nome di Winnie Ruth Judd ed ha ventisei anni, sembra sparita nel nulla. Vengono rintracciati il marito (un rispettabile medico di ventidue anni più anziano) ed il fratello. Ma non sanno nulla. Non conoscono il contenuto dei bauli e non hanno idea di dove sia finita Winnie.

Sette giorni dopo, la polizia rintraccia Winnie. La distinta signorina non ha un bell’aspetto. E’ molto provata ed ha un proiettile conficcato in una mano. Nel frattempo, si è scoperto che quelli ritrovati nei bauli sono i corpi di due donne. Si chiamavano Hedvig Samuelson (detta Sammy) e Anne LeRoi. Erano giovani, rispettivamente ventiquattro e trentadue anni. Dividevano un appartamento a Phoenix insieme a Winnie. Eh sì, perchè pur essendo coniugata, la giovane Winnie Ruth è spesso sola in quanto l’occupatissimo marito è sempre in viaggio per lavoro. La scelta di condividere un appartamento con altre due ragazze, nubili e quasi coetanee, sembra opportuna, ma si rivelerà fatale. Tutte e tre spigliate, giovani e amanti dei balli. Tuttavia, le giovani non vanno d’accordo. La causa? Un uomo. Ma non uno qualunque, no. Lui si chiama Jack Halloran. Ha quarantaquattro anni e un bel po’ di quattrini. Allegro, festaiolo, lo chiamano Happy. Non c’è da stupirsi che le ragazze lo adorino e gli ronzino attorno. Winnie in particolare, è pazza di Jack e no, non può sopportare che Sammy e Anne facciano gli occhi dolci al suo uomo Jack è off limits, Sammy e Anne devono metterselo in testo.

Ma la “chiacchierata” finisce male. Winnie racconterà di aver reagito nel tentativo di difendersi, mostrando la mano quasi incancrenita da una pallottola conficcata nel palmo. Ma per quanto sia messa male, è sotto gli occhi dell’intera America che sono state Sammy ed Anne ad avere la peggio. Uccise a colpi di pistola, sezionate con precisione quasi chirurgica, collocate in bauli. Il macabro bagaglio finirà su tutti i giornali. La fuggitiva Winnie diventa “La macellaia bionda” e i due omicidi vengono ribattezzati “L’omicidio del baule”. Il contrasto tra quei dolci occhi chiari e la ferocia dei delitti è troppo grande per non suscitare un’ondata di sensazionalismo nazionale. Il padrone di casa delle sfortunate ragazze ne approfitta: per solo dieci centesimi di dollaro, turisti e curiosi potranno entrare nel bungalow di Phoenix e curiosare sulla scena del crimini. La gente non se lo fa ripetere due volte. Il bungalow diventa luogo di un macabro pellegrinaggio. E quei piedi e quelle mani estranee e affamate di dettagli ben presto contamineranno tracce utili per la polizia.

Già, la polizia. Ha per le mani la ventiseienne Winnie e la sua storia di difesa personale. Ma nessuno le crede: secondo la giuria, la ragazza ha agito con premeditazione, per difendere la sua relazione con Jack Halloran dalle mire delle amiche. Winnie Judd è un’assassina calcolatrice. E’ una che ha messo pezzi di un’amica in una cappelliera! Viene condannata a morte. Anzi no, passerà il resto della vita in manicomio. Anche Jack Halloran passa dei guai: si aprono le porte del tribunale anche per lui. Ha aiutato Winnie? Può essere considerato un complice, come afferma la stessa Winnie?

L’avvocato di Halloran sostiene che processare il brillante uomo d’affari, sulla base delle affermazioni di un’assassina debole di mente è tempo sprecato. Vogliono i giudici continuare a sprecare il loro tempo? Vogliono condannare un uomo, colpevole solo d’essere l’oggetto della folle gelosia di Winnie Ruth Judd? La risposta è no. Halloran è libero di andare. Winnie, che grida la sua innocenza, resta invece nell’Arizona State Hospital, per ricevere le cure psichiatriche necessarie.

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Winnie però non è esattamente una paziente modello: scapperà diverse volte e in occasione di una di queste fughe, riuscirà a strappare ben sei anni di libertà sotto falso nome. Catturata in California, sarà rilasciata nel 1971 a sessantesei anni. La macellaia bionda, la donna dei bauli insanguinati è tornata in città. La vita le è passata davanti ma la giornalista Janna Bommersmach è decisa a far emergere la verità. O almeno a considerare la vicenda con più freddezza. Come avrebbe fatto Winnie a sezionare i due corpi con precisione chirurgica, senza aver alcuna competenza? Come avrebbe fatto a sollevare i corpi da sola? Halloran, che intratteneva rapporti con tutte e tre le ragazze, non fu escluso dai sospettati in maniera troppo sbrigativa? Furono le sue amicizie influenti con politici e funzionari a salvarlo? Winnie fu manipolata, fu sacrificata al posto di un intoccabile? Winnie è morta a novantatre anni nel 1998. Continuando a portare da sola, il peso dei suoi bauli.

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Fonte. killerzone

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