RICHARD TRENTON CHASE – IL VAMPIRO DI SACRAMENTO

(ATTENZIONI, ATTENZIONE E ATTENZIONE!!!!! – DETTAGLI E SOPRATTUTTO IMMAGINI NON ADATTE ALLE PERSONE SENSIBILI. Questa è una delle storie più forti mai scritte)

Richard Trenton nasce a Sacramento il 23 maggio del 1950. E’ affetto da schizofrenia e dalla sindrome di Renfield, una sindrome molto rara che consiste nell’essere ossessionati dal sangue fino al punto di berlo. L’evoluzione della sindrome segue tre passaggi: inizialmente il soggetto si autoinfligge lesioni alle braccia per poter bere il sangue che fuoriesce; successivamente passa agli animali per il medesimo scopo e, infine, alle persone, sfociando addirittura in atti di cannibalismo.

L’infanzia di Chase è quella tipica di un serial killer: genitori violenti che impartiscono le lezioni solo attraverso le botte, la sorella non gli dedica attenzioni e lui vive giorno dopo giorno in totale solitudine. Chase comincia così ad uccidere piccoli animali, appiccare incendi e abusare di droghe. Con le donne le cose non vanno meglio: non riesce a mantenere l’erezione e questo gli provoca grande frustrazione.

Un giorno Chase si presenta al Pronto Soccorso urlando che qualcuno ha rubato la sua arteria polmonare. Bloccato a terra da alcuni medici, l’uomo si lamenta che anche le sue ossa stanno uscendo dalla nuca e dalla schiena, che il suo stomaco si sta sciogliendo e che il cuore ogni tanto “manca un colpo”.
Inizialmente gli viene diagnosticata una condizione di paranoia e schizofrenia, mentre successivamente si parla di psicosi tossica, indotta da un uso sbagliato di alcuni medicinali.
Messo sotto osservazione per 72 ore, Chase si calma e viene rilasciato dall’Ospedale.

Una volta uscito decide di andare a vivere da solo lontano dai genitori. Qui, Chase comincia ad acquistare e rubare conigli. Tantissimi conigli. Li porta a casa, li uccide e li sbudella, quindi beve il loro sangue e mangia le loro viscere crude. Dopo qualche tempo, impara a buttare direttamente gli intestini e il sangue nel frullatore, bevendosi il risultato. Quel liquame non ha per niente un buon sapore, ma Richard è costretto a farlo, sente che il suo cuore si sta rimpicciolendo sempre più e presto potrebbe scomparire per sempre.

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La follia “coniglicida” culmina quando Chase decide di iniettarsi nelle vene il sangue di uno dei conigli che ha ucciso. Verrà ricoverato per un grave avvelenamento del sangue, ma rimarrà convinto che la causa sia da ricercarsi nell’alimentazione dell’animale, il quale avrebbe mangiato dell’acido di una batteria.

Viene ricoverato e messo sotto stretta osservazione. Giungono alla diagnosi di sindrome di Renfield solo dopo aver trovato numerosi uccelli e topi morti, attorno l’ospedale, privati del loro sangue.

Nonostante sia sotto medicazione psichiatrica nessuno supervisiona Chase. Nel 1977, sua madre smette di passargli i farmaci, convinta che non gli servano, mentre l’anno dopo i genitori non rinnovano l’affidamento, lasciando Richard Trenton Chase in pace e libero di agire come gli pare.
La madre persiste a ignorare i problemi di suo figlio anche quando lo becca sul fatto: durante una visita lo trova mentre sgozza un gatto.

La malattia di Chase ha fatto il suo decorso e manca solo l’ultimo passaggio: uccidere le persone.

E’ il 23 Gennaio 1977, Chase si aggira per le strade intrufolandosi in varie abitazioni, fino a quando, entrando in una cucina, trova Teresa Wellin intenta a buttare la spazzatura. Immediatamente Chase esplode tre colpi di fucile calibro 22, dei quali uno oltrepassa la mano di Teresa e le esce dal gomito graffiandole il collo, il secondo le ferisce di striscio il cranio e il terzo diretto alla tempia la uccide.

Chase a questo punto prende dalla cucina un coltello e un barattolo di yogurt, trascina il cadavere in camera da letto e dopo averle tirato su la maglia fino a scoprirne il seno, le abbassa i pantaloni fino alle caviglie allargandole le gambe, abusa del cadavere, apre il suo petto e ne rimuove le interiora. Non contento la pugnala più volte ad un polmone, al fegato e al diaframma lasciando intatto il seno, estrae i reni, ma in un secondo momento li reinserisce, poi riempie la bocca della povera donna di feci ed infine sgozza la donna e comincia a berne il sangue usando il barattolo di yogurt.

Questi sono i primi due omicidi di Chase, perchè Teresa era incinta.

Il 27 Gennaio è il turno di Dan Meredith, 51 anni. Viene trovato in un lago di sangue, ucciso da un colpo di pistola alla testa. Anche il bagno è pieno di sangue, così come la vasca e le pareti.
Nella camera da letto Evelyn, 38 anni, giace nuda a gambe aperte, con la testa spappolata da un proiettile e con l’addome aperto. Gli intestini sono assenti, mentre vicino al corpo sono ben in mostra due coltelli da intaglio, insanguinati. Forse si stava facendo il bagno quando l’assassino l’ha sorpresa e l’ha trascinata nel letto.
L’aggressore l’ha sodomizzata e le ha pugnalato l’utero e l’ano almeno sei volte. Il collo è stato fatto a fette e l’occhio ha subito un tentativo di estrusione. Sul pavimento, degli anellini insanguinati indicano che ancora una volta è stato usato un secchio, o un contenitore simile, per raccogliere gli organi e il sangue.
Sull’altro lato del letto giace Jason, 6 anni, ucciso con due colpi di pistola in testa, sparati da distanza molto ravvicinata. Nella casa c’era anche un neonato. Parti di cervello e intestino sono stati ritrovati nella vasca da bagno, ma del corpicino nessuna traccia.

A questo punto Chase ha compiuto tutti e sei gli omicidi della sua carriera da serial killer e ha lasciato numerose tracce di sè: impronte, dna, avvistamenti da parte dei vicini. Gli agenti dell’FBI elaborano un profilo di Chase e iniziano a indagare nelle zone limitrofe agli omicidi. Non avranno successo fino a quando non parleranno con Nancy Holden. La donna ricorda di uno strano incontro avvenuto al supermercato, il giorno dell’omicidio di Teresa Wallin. Un uomo malconcio, sporco e in evidente stato confusionale l’ha avvicinata e le ha chiesto a bruciapelo: “Eri sulla motocicletta quando Kurt è stato ucciso?”
La domanda terrorizza Nancy, poiché Kurt era il suo ragazzo, ucciso da uno sconosciuto dieci anni prima mentre era a bordo di una motocicletta.
Nancy, spaventata, ha chiesto allo strano individuo chi fosse e questi le ha risposto: “Rick Chase”. L’FBI ha quindi rintracciato l’abitazione di Chase e, dopo aver ottenuto un mandato, lo arrestano.
Penetrati nell’abitazione, i detective rimangono disgustati da un odore putrido di decomposizione. Tutto è macchiato di sangue, incluso il cibo e i bicchieri.
Nella cucina vengono trovati molti pezzi di ossa e nel frigorifero ci sono dei piatti con delle parti di corpo. Un contenitore è pieno di cervello, il frullatore puzza di decomposizione ed è ormai violaceo. Sulla tavola giacciono le fotografie di organi umani, ritagliate da un libro di scienze e alcuni collari per cani. Sui giornali ogni annuncio di vendita di cani è cerchiato in rosso mentre sul calendario, sulle date degli omicidi, è stata scritta la parola “Today” (Oggi). La stessa parola è stata scritta su altre 44 date ancora da venire.

Il 24 Marzo, in una scatola, il custode di una chiesa ritrova finalmente i resti del bimbo scomparso. Decapitato, con il torace aperto e mummificato parzialmente. Il buco al centro della testa indica che è morto per un colpo di pistola. Le costole sono tutte rotte e nella schiena ha conficcato il portachiavi della macchina di Dan Meredith.

Davanti alla giuria, Chase verrà giudicato capace di intendere e di volere e condannato a morte. Curioso notare che la giuria impiegò 1 ora per decidere se Chase fosse colpevole o no, e 4 ore per decidere a quale pena di morte sottoporlo. Alla fine decisero per la camera a gas.

Il 26 dicembre del 1980, il giorno precedente al terzo anniversario del primo omicidio, alle 23.05, la guardia controlla nella cella di Richard Trenton Chase per la consueta ronda notturna e lo trova sdraiato sullo stomaco, con entrambe le gambe fuori dal letto e con i piedi poggiati sul pavimento. La testa è schiacciata contro il materasso e le braccia sono incrociate sul cuscino.

Il Vampiro di Sacramento è morto suicida dopo un’overdose antidepressivi. Chase doveva assumere tre pillole al giorno di Sinequan, per combattere la depressione e le allucinazioni. Evidentemente le ha tenute da parte per molto tempo e le ha ingerite tutte insieme, causando così la propria morte.

Libro: Whoever Fights Monsters
Film: Unspeakable
Serie tv: 11esimo episodio della prima stagione di criminal minds.

Curiosità: Renfield, nel romanzo di Bram Stoker, è il servo mentalmente assoggettato a Dracula che, chiuso in manicomio, si nutre di insetti e del sangue di piccoli animali.

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