IL MOSTRO DI FIRENZE – Cicci il Mostro di Scandicci, Maniaco delle Coppiette

E’ di pochi giorni fa la confessione dell’Italo-Americano Giuseppe Bevilacqua che sostiene di essere lui il Mostro di Firenze, colpevole di aver ucciso 14 o 16 vittime (il dato non è certo), e di essere anche il famigerato Zodiac, il killer che terrorizzò gli Stati Uniti e che uccise almeno 37 vittime.

“Non mi prenderete, se non lo vorrò io”

Com’è possibile che il killer sia lo stesso? Lasciate che vi racconti…

La prima volta che Giuseppe Bevilacqua, nativo del New Jersey, venne in Italia, era il 1964. Poi ci ritornò nel 1968. Fu allora che, la notte del 21 agosto all’interno di una Alfa Romeo Giulietta, uccise Antonio Lo Bianco e Barbaro Locci freddandoli con 8 colpi di beretta.

I due erano amanti e sul sedile posteriore dormiva il figlio della Locci di soli 6 anni. Intorno alle 2 di notte il proprietario di un casolare nelle vicinanze, sceso in cucina per portare un bicchiere d’acqua al figlio malato, scorge dalla finestra il piccolo all’esterno:

“Aprimi la porta perché ho sonno, ed ho il babbo ammalato a letto. Dopo mi accompagni a casa perché c’è la mi’ mamma e lo zio che sono morti in macchina.”

Dopo l’omicidio, irrisolto, Bevilacqua fece ritorno negli Usa. Partecipò alla guerra in Vietnam diventando agente della polizia criminale. Tornò nel nostro Paese nel 1974 e lavorò come responsabile del cimitero militare americano dei Falciani, a San Casciano.

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Nello stesso anno ripresero i delitti delle coppiette nella provincia di Firenze, in cui stavolta le donne venivano quasi sempre mutilate: altri sette duplici delitti che si fermarono solo nel 1985. Tornava ad uccidere ogni volta che qualcuno veniva accusato di essere il mostro, scagionandoli uno ad uno.

Le prime due vittime sono Pasquale Gentilcore e Stefania Pettini.

I due si appartano vicino a un vigneto quando improvvisamente Pasquale, seduto al posto di guida, viene raggiunto da 5 colpi esplosi da una Beretta; Stefania viene colpita da 3 colpi che però non la uccidono. Viene quindi trascinata fuori dall’auto ancora viva, resa del tutto incapace di fuggire a causa delle profonde ferite alle gambe provocate dai tre proiettili, e uccisa con tre coltellate profonde allo sterno. Dopo averne disteso il corpo dietro l’auto, l’assassino continua a colpirla per altre 96 volte, colpendo anche il seno ed il pube. Successivamente l’omicida penetra la vagina della ragazza con un tralcio di vite.

Prima di abbandonare il luogo del delitto, l’assassino colpisce con altri 5 colpi di coltello il corpo esanime di Pasquale.

Il 6 giugno 1981 è il turno di Carmela De Nuccio e Giovanni Foggi.

I due si conoscono da pochi mesi, ma hanno in programma di sposarsi. Quella sera decidono di appartarsi dentro l’auto, una Fiat Ritmo, quando 3 colpi raggiungono Giovanni attraverso il finestrino; altri 5 colpiscono Carmela. La ragazza viene poi tirata fuori dalla macchina e trascinata in fondo al terrapieno rialzato su cui corre la stradina, dove le vengono recisi i jeans e, per mezzo di tre precisi fendenti, le verrà asportato interamente il pube. Anche in quest’occasione l’omicida, presumibilmente prima di lasciare il luogo del delitto, colpisce con il coltello il corpo esanime del ragazzo.

Il 22 Ottobre è il turno di Stefano Baldi e Susanna Cambi.

La Cambi viene raggiunta e uccisa da cinque colpi, mentre il ragazzo viene colpito quattro volte. In questo caso l’omicida, per raggiungere la ragazza e compiere l’escissione del pube, è costretto ad estrarre dall’auto anche il corpo di Stefano. Il corpo della ragazza verrà trovato ad una decina di metri dall’auto, in un canaletto, con la maglia sollevata fino al collo. Il seno sinistro presenta gravi ferite inferte con arma bianca.

Seguiranno altri 3 duplici omicidi fino a quando, nel 1991, la SAM (Squadra Anti-Mostro) indirizzerà le proprie attenzioni verso un sospettato: Pietro Pacciani.

Pacciani era un uomo collerico, depravato e brutale indipendentemente dalle accuse riguardanti i delitti del Mostro di Firenze. Nel 1951, a 26 anni, Pacciani sorprese l’allora fidanzata, Miranda Bugli (appena quindicenne), in atteggiamenti intimi con un altro uomo, tale Severino Bonini di 41 anni; preso dalla gelosia, uccise a coltellate il rivale costringendo poi la ragazza ad avere un rapporto sessuale accanto al cadavere. Arrestato e processato, dichiarerà d’essere stato accecato dal furore avendo visto la fidanzata denudarsi il seno sinistro (lo stesso asportato alle vittime dei mostro di Firenze).

La sua indole violenta si riversò negli anni sulla moglie, Angiolina Manni, una donna semi-inferma di mente (bastonata e costretta a rapporti sessuali), e sulle loro due figlie, Rosanna e Graziella, tenute segregate in casa, nutrite con cibo per cani, picchiate, violentate con falli artificiali e zucchine, costrette a visionare foto pornografiche del padre ripresosi in pose oscene; le due figlie se ne andarono di casa non appena diventarono maggiorenni, rompendo definitivamente i rapporti con il padre, e poco dopo aver lasciato l’abitazione, lo denunciarono per stupro.

Il 1 Novembre del 1994 Pacciani viene condannato all’ergastolo per l’omicidio di 14 persone, sentenza che viene ribaltata nel 1996 dalla Corte di Appello. Pacciani fu assolto e scagionato. Morirà nel 1998 in circostanze sospette: era solito barricarsi in casa la sera e sprangare porte e finestre. La sera che venne trovato morto, la casa era aperta.

Venne accusato di complicità negli omicidi anche un certo Mario Vanni, portalettere in pensione. Divenne famoso per essere l’inventore involontario della locuzione “compagni di merende”. Il tutto nacque durante la testimonianza al processo contro Pacciani: il postino, alla domanda «Signor Vanni, che lavoro fa lei?» rispose iniziando la sua deposizione in modo inatteso e illogico dicendo «Io sono stato a fa’ delle merende co’ i’ Pacciani no?», suscitando così l’ilarità generale e facendo supporre al PM che l’interrogato fosse stato istruito a dare precise risposte. In realtà la buffa risposta di Vanni si lega al suo dialetto toscano, in cui “che lavoro fai” equivale all’italiano corretto “ma cosa hai combinato?”. Il suo continuo, goffo e reticente riferimento a tali merende, oltre a determinarne l’incriminazione, produsse l’ironico modo di dire, usato per indicare persone legate da un rapporto losco o comunque poco onesto.

Dopo la liberazione di Pacciani, Vanni venne interrogato nuovamente e raccontò di aver visto un Americano di cui però non sapeva il nome. Vanni lo chiamò Ulisse e ne parleremo nella storia di Zodiac.

Molti altri furono accusati di essere il mostro di Firenze, fino ad oggi.

Bevilacqua Giuseppe sembra aver confessato.

Quattro pagine che il giornalista ha consegnato in Procura. Era un giorno di metà estate del 2017 quando Bevilacqua fu interrogato da un giornalista in merito alla sua presenza nel 1970 sul Lake Thaoe. Ammise di essere stato nei pressi delle scene del crimine di Zodiac nel medesimo periodo dei suoi delitti (Santa Rosa, 1969 e Riverside, 1966) ma inoltre si lasciò scappare una battuta che avrebbe potuto risparmiarsi (con il senno di poi). Infatti, alla domanda del biografo:

«Dove avresti portato un corpo tu se fossi stato il serial killer?»

«A Heavenly Valley», disse ridendo.

Il biografo gli chiese: «Perché?».

Bevilacqua rispose (sempre ridendo): «Perché significa paradiso»

È risaputo che Zodiac sosteneva che le sue vittime sarebbero finite nel «Paradiso degli schiavi». Quello che non tutti sanno è che le due lettere dell’ottobre 1970 che alludevano alla sparizione di Donna Lass sul Lake Tahoe portavano un particolare francobollo con la dicitura: In the beginning God…. La frase biblica continua così: created the Heavens (creato in paradiso).

Bevilacqua, 82 anni, fu anche l’unico testimone oculare che disse di aver visto Pietro Pacciani aggirarsi dalle parti degli Scopeti, il luogo in cui nel 1985 erano stati uccisi Nadine Mauriot e Jean-Michel Kraveichvili, le ultime due vittime del mostro.

Attualmente pare che Bevilacqua abbia ritrattato e minacciato di prendere provvedimenti legali. Non chiaro quindi se sia lui il reale mostro di Firenze e l’imprendibile Zodiac.

Volete sapere la storia di Zodiac?

La trovate a questo link: https://www.killerdellastoria.it/2018/06/02/zodiac-il-killer-dello-zodiaco/

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