L’OMICIDIO DELLA BELLA MARY CECILIA ROGERS

Edgard Alla Poe, tra il 1842 e 1843, scrisse il racconto “Il mistero di Marie Rogetche narra dell’omicidio di una grisette (nella Francia del XIX secolo era una ragazza nubile di ceto medio basso) di nome Marie. La giovane venne trovata morta una mattina lungo l’argine del fiume e, dopo settimane di infruttuose indagini da parte della polizia locale, venne in aiuto l’investigatore Auguste Dupin. Egli dimostrò la falsità delle prove raccolte, l’incongruenza delle testimonianze e smontò le ipotesi fatte fino ad allora, arrivando così alla scoperta dell’assassino.

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Ma perchè parliamo di Poe? Ebbene, il suo racconto prende ispirazione da un fatto di cronaca piuttosto cruento avvenuto a New York, nel quale la vittima fu la bella Mary Cecilia Rogers, di soli 20 anni.

Siamo nel 1841, New York, tra la Liberty Street e Broadway. Qui c’era il negozio di John Anderson, un locale di alta classe dove si vendevano articoli per fumatori.

Il negozio era particolarmente frequentato grazie anche alla presenza della bellissima Mary Cecilia Rogers, una giovane famosa per il bel viso e la graziosa figura. Ben presto venne soprannominata “Beautiful Cigar Girl”.

Nel locale giungevano personaggi del calibro di Washington Irving e lo stesso Poe.

Tutto sembrava tranquillo fino a quando, una domenica di mezza estate, Mary sparì nel nulla. Nessuno se ne preoccupò perchè già un’altra volta, nel 1838, Mary scomparve lasciando un biglietto in cui minacciava il suicidio. Tutti accorsero al negozio di Anderson dove, poco dopo, la ragazza ricomparve rassicurando tutti. Secondo molti, fu solo una trovata pubblicitaria di Anderson.

Questa volta però i giorni passavano e di Mary nessuna traccia. Il 28 Luglio, lungo le rive del fiume Hudson, il corpo di una donna venne visto galleggiare da due uomini che passeggiavano.

Si avvicinarono, girarono il corpo e videro che era la giovane Mary, brutalmente assassinata. Secondo il medico la ragazza era stata picchiata con violenza, stuprata e strangolata.

“I suoi lineamenti erano a malapena visibili perché le era stata fatta una violenza inaudita”.

Il primo sospettato fu il fidanzato, che venne poi scagionato. Il proprietario di una taverna accusò un medico di aver sottoposto Mary a un aborto finito poi in tragedia. Successivamente venne accusato il proprietario del negozio di sigari per il quale lavorava Mary. Probabilmente l’aveva messa incinta e poi consegnata a Madame Restell, la più famosa abortista di New York. Nel mese di ottobre il fidanzato di Mary si suicidò avvelenandosi. Lasciò un biglietto piuttosto criptico:

“Al mondo – eccomi qui sul posto. Possa Dio perdonare la mia vita sprecata.”

A differenza del racconto di Poe, qui l’omicidio rimase per sempre irrisolto.

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