ANGELO IZZO – L’ANGELO DEL MALE – IL MASSACRO DEL CIRCEO

Le donne? Solo dei pezzi di carne“.

Assassino, stupratore, rapinatore e bugiardo seriale, Angelo Izzo, insieme a Gianni Guido e Andrea Ghira, sarà l’autore del tristemente famoso “massacro del Circeo”.

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Nasce a Roma il 28 agosto del 1955 in una famiglia della medio-alta borghesia. Angelo a scuola non eccelle e preferisce dedicarsi alle attività sportive, come le arti marziali e il rugby, piuttosto che le materie scientifiche. A 13 anni inizia ad interessarsi di politica e si iscrive alla Giovane Italia, dalla quale verrà espulso insieme all’amico Andrea Ghira con l’accusa di utilizzare il cortile per nascondere ciclomotori rubati.

Durante il periodo universitario le cose peggiorarono: Angelo viene accusato di aver violentato due donne, ricevendo una condanna molto blanda a due anni e mezzo con la condizionale.

E’ il 29 settembre del 1975 quando Izzo, Guido e Ghira si incontrano alle 16 con Donatella Colasanti e Rosaria Lopez, due ragazze di 17 e 19 anni rispettivamente, conosciute qualche giorno prima tramite un amico comune. Le due ragazze vengono invitate al Circeo, nella villa di Ghira nella nota località “Punta Rossa”. Una volta giunti a destinazione, Donatella e Rosaria vengono violentate, drogate, seviziate e massacrate per un totale di 35 ore. La Lopez viene poi portata nel bagno del primo piano della villa, dove verrà picchiata e annegata nella vasca da bagno, mentre la Colasanti viene strangolata con una cintura e picchiata selvaggiamente.

Le due vittime, credute morte entrambe dai tre aggressori, vengono poi nascoste nel bagagliaio dell’auto del padre di Guido e portate in un luogo dove essere gettate, ma prima i tre si prendono il lusso di fermarsi a cena.

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E’ qui che Donatella, sopravvissuta alle violenze, si lamenta attirando l’attenzione di un metronotte.

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Izzo e Guido verranno arrestati entro poche ore, mentre Ghira si darà alla latitanza. Il 29 luglio 1976, tutti e tre sono condannati in primo grado all’ergastolo.

Il delitto del più forte sul più debole, del maschio sulla femmina, del ricco sul povero, del giovane dei Parioli su quello delle borgate” diranno i Giudici.

Per Angelo comincia la prigionia con una pena inesorabile, insopportabile e umiliante che lo spinge a tentare due volte invano la fuga. Angelo allora comincia a parlare raccontando dettagli sulle stragi degli anni settanta: Piazza della Loggia, Piazza Fontana, la strage di Bologna e l’omicidio di Giorgiana Masi. Queste rivelazioni, non sempre affidabili, gli valgono comunque alcuni benefici carcerari e la conoscenza di Giovanni Mariorano, ex boss della Corona Unita con il quale stringe un patto.

E’ il 1998. Izzo in un’intervista appare “cambiato”, non solo nel fisico, ma anche nella mentalità; si pente per quello che ha fatto e di aver considerato le donne come delle “non persone”, “pezzi di carne”.

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Angelo convince tutti, sembra cambiato davvero e nel 2004 ottiene la semilibertà dal carcere di Campobasso per andare a lavorare nella cooperativa “Città futura”. Izzo decide di mantenere anche fede al patto fatto con l’ex boss, ovvero quello di prendersi cura di Maria Carmela, la moglie del boss, e Valentina, la figlia.

In realtà Izzo stava tramando un piano ben diverso: a fine Aprile del 2005 Izzo uccide le due povero donne e avvolge i corpi nella plastica, quello di Valentina completamente nudo. I corpi verranno ritrovati due giorni dopo e Izzo arrestato nuovamente per il “massacro di Ferrazzano”.

Quando ormai sembra tutto finito e il nome di Izzo dimenticato, ecco che Angelo dichiara il suo imminente matrimonio con Donatella Papi, giornalista convinta della sua innocenza. I due si sposano il 10 marzo del 2010 nel carcere di Velletri. Il matrimonio dura solo un anno e la stessa Donatella chiederà il divorzio.

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“L’unione tra me e Angelo – dice – sarà sciolta legalmente. Izzo non è colpevole dei reati che gli sono stati attribuiti, ma di altri fatti gravissimi per la nostra repubblica”.

Oggi Angelo passa il tempo in carcere scrivendo, una vocazione che ha sempre avuto e mantenuto.

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