SERGEJ RJACHOVSKIJ – L’IPPOPOTAMO – LO SQUARTATORE DI BALASICHA

Sergej nasce a Mosca il 29 Dicembre del 1963 e della sua infanzia sappiamo solo che non ebbe mai un’occupazione fissa, non beveva, non mostrava segni di squilibro e soffriva di gerontofilia (l’attrazione per le persone anziane).

La sua prima vittima fu un omosessuale che pagò per un rapporto: lo uccise con 4 colpi di cacciavite e nascose il corpo in un bosco. Il 4 luglio dello stesso anno aggredì con quattordici colpi di cacciavite sulla schiena, sulle spalle e sul petto Claudia V. Khokhlova (70 anni), che morì il giorno dopo in ospedale. Non era stata violentata.

Il 2 gennaio 1989, dopo circa sette mesi, uccise un ragazzo di 16 anni, Vladimir Zaitsev: lo strangolò, sodomizzò e gli lacerò l’ano con il suo bastone da sci; sul bastone rimasero le impronte.

Nel gennaio 1993 Sergej assassinò in un bosco un uomo di 73 o 78 anni: lo disarmò (aveva con sé un’ascia), lo strangolò, compì atti di necrofilia, con un coltello da caccia gli tagliò la testa e la mano e il giorno dopo tornò sul posto per segargli una gamba. Successivamente, nel marzo dello stesso anno, strangolò una sessantacinquenne e le fece esplodere l’addome con un fuoco pirotecnico. Il 4 aprile uccise la sessantaduenne Anna Fyodorovna Narsisyan: lei provò a difendersi usando un lacrimogeno e un punteruolo, ma lui la disarmò e la uccise con quest’ultimo.

Infine impiccò, sviscerò e decapitò con un coltello la sua penultima vittima, un ragazzo di 16 anni.
In due omicidi lasciò dello sperma sulla scena del delitto.

L’arresto avvenne nel corso di un controllo di routine su una scena del crimine. Gli investigatori in una baracca trovarono un cappio fissato al soffitto e considerandolo come prova di un omicidio premeditato, decisero di fare un agguato al proprietario. Puntualmente, il 13 aprile 1993 Sergej arrivò alla baracca e fu successivamente arrestato. Nonostante egli avesse un carattere particolarmente violento, non mostrò resistenza; in seguito ammise che ebbe paura perché vide che gli agenti erano in possesso di armi da fuoco.

Confessò ogni omicidio fornendo agli investigatori i luoghi dei delitti e il modus operandi. La maggior parte degli omicidi non era stata premeditata; sarebbero stati effetto di un suo impulso improvviso che lo ha costretto a “ripulire il mondo da omosessuali e prostitute”.

Venne soprannominato dalla stampa “The hippopotamus” per via della sua stazza: 198 centimetri di altezza per 127 Kg.

Dichiarato sano di mente, anche se gli psichiatri gli diagnosticarono un malfunzionamento del sistema nervoso centrale, venne condannato a morte tramite fucilazione, ma nel 1996 la pena venne commutata in ergastolo. E’ morto nel 2005 per un attacco di tubercolosi.

(Fonte. Wikipedia)

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