ALEXANDER PICHUSHKIN – IL KILLER DELLA SCACCHIERA – IL GIOCATORE DI SCACCHI PAZZO

“Mi chiedete perché uccidevo? Come faccio a spiegarvi… Dovete capire che per me una vita senza omicidi è come una vita senza cibo. È una necessità, capite? Mi sentivo padre di quelle persone, aprivo loro la porta verso l’altro mondo, li iniziavo a una nuova vita”

Alexander nasce a Mosca il 9 aprile del 1974 e trascorre buona parte dell’adolescenza in istituti per salute mentale.

Nel 1992 conosce e diventa il migliore amico di Mikhail Odiichuk, un ragazzo che frequenta la stessa scuola.
I due diventano inseparabili e decidono di commettere il loro primo omicidio, ma Mikhail si tira indietro all’ultimo e il piano sfuma. Alexander però teme che il suo amico possa raccontare qualcosa a qualcuno e decide di ucciderlo.

Nessuno sospetta di lui e nel 1994 esce dall’istituto. Passano otto anni prima che Alexander senta il bisogno di uccidere di nuovo.

Tutti gli omicidi verranno commessi nel parco di Biza alle porte di Mosca, vicino a casa sua. Le vittime saranno persone anziane invitate a bere un goccio di vodka Zolotoj Veles (Veles o Volos è un importante Dio della terra, delle acque e degli inferi per la mitologia Slava e Alexander crede di essere la reincarnazione del sacerdote).

Dopo aver brindato, Alxeander colpisce le ignare vittime sulla testa con la bottiglia, o un martello, per poi gettare i corpi nelle fogne del parco. Spesso, dopo avergli fracassato il cranio, ci infilava dentro dei pezzi di vetro della bottiglia appena bevuta o dei ramoscelli.

“Ero come un padre per quelle persone. Ero io che aprivo loro la porta di un altro mondo”.

Poi, dopo il delitto, veniva preso dall’euforia. Si metteva a correre per il bosco,

“Avevo un’energia eccezionale, se avessi sbattuto contro un pino in quel momento lo avrei abbattuto”.

Dopo ogni omicidio, tornava a casa e metteva una crocetta sul tassello di una scacchiera che possedeva e posizionava il tappo della bottiglia utilizzata per uccidere. Il risultato? Una “Scacchiera Mortale” con 64 vittime per superare in numero il serial killer Chikatilo.

Ma qualcosa va storto…

E’ febbraio del 2006 quando un transessuale viene arrestato nel parco di Biza e gli viene trovato nella borsetta un martello. La notizia esce su tutti i giornali…il killer è stato finalmente catturato.

Alexander apprende la notizia e non accetta che il suo lavoro finisca nelle mani di un travestito. Elabora così un piano per farsi catturare.

Invita a cena un’amica, Marina Moskaliova, chiedendole di lasciare al figlio nome e numero di telefono di Alexander. Poi porta la donna al parco dove la uccide a martellate, lasciando il corpo in bella vista. Il figlio, non vedendola rientrare il giorno dopo, decide di chiamare la polizia informandoli della cena con un certo Alexander. La polizia raggiunge la casa dell’uomo, ma Alexander minaccia di suicidarsi. Dopo qualche ora viene catturato e portato in centrale.

“Perché ha ucciso la signora Moskaliova, la sua collega, ha forse respinto le sue avance? Lo ammetta le piacciono le tardone. Non è un reato. L’ha portata nel bosco, quella lo ha respinto e lei le ha spaccato la testa con un martello. Lei è solo uno squallido depravato. Lo ammetta!” chiese l’ispettore Glimov.

Pichushkin rispose: “Voi non avete capito niente. Volete la verità? E allora vi dirò io la verità. Cercate il maniaco di Bittsevsky? Ebbene sono io! Lo sa da quanto tempo faccio questa vita? Dal 1992. Sono 15 anni che vado avanti. Quell’anno uccisi il mio compagno di studi. Non provai nulla. E poi continuai. Sceglievo soprattutto vecchi, uomini e donne. Sono più deboli. Una ventina li conoscevo. Gli altri li sceglievo a caso, al parco. Offrivo loro un sorso di vodka, si iniziava a chiacchierare e quando meno se lo aspettavano bang!, li colpivo con il martello alla nuca. Dopo la prima dozzina mi venne in mente qual era il piano grandioso che avrei dovuto portare a termine: uccidere una persona per ognuna delle caselle della scacchiera, 64. Altro che Kasparov, sarei stato io il più grande scacchista del mondo!”.

Giudicato sano di mente, verrà condannato all’ergastolo per 48 omicidi, forse 62, in quanto la pena di morte in Russia era in corso di sospensione.

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