BELLA GUNNESS – LA VEDOVA NERA

Belle nacque nella lontana e fredda Norvegia nel 1859. All’età di 17 anni rimase incinta e venne picchiata selvaggiamente e calciata allo stomaco dal padre del bimbo che portava in grembo e abortì. Il padre morirà 1 mese dopo, ma non ci sono prove che sia la prima vittima di Belle.

Nel 1884 emigra negli Stati Uniti in cerca di fortuna e conobbe Mads Sorenson con il quale si sposò e aprì un negozio. Il sogno americano non poteva essere più deludente: gli affari non giravano come Belle si aspettava e dopo poco incendia il negozio e si intasca il premio dell’assicurazione.

Belle decise dunque di aprire un’assicurazione sulla vita sia della primogenita Caroline che del figlio Axel. Entrambi ovviamente verranno avvelenati subito dopo e le morti verranno classificate come “grave forma di colite”. Successivamente velocizzerà il trapasso del marito già malato da tempo e si intascherà tutti i soldi che andranno a sommarsi a quelli del negozio.

Con i soldi e le ultime due figlie rimaste decise di trasferirsi in una fattoria. Qui conoscerà Peter Gunness e suo figlio. Come potete immaginare, dopo il matrimonio, entrambi moriranno: il marito colpito “accidentalmente” da un oggetto contundente molto pesante e il figlio a causa di un virus.

A questo punto Belle decise di pubblicare un annuncio dove invitava eventuali uomini a conoscerla ed eventualmente sposarla. Questi dovevano portare somme di denaro per dimostrare la loro serietà.
Si presentarono in molti e in molti scomparvero nel nulla.
Si presentò un certo Olaf Lindbloe, originario anche lui della Norvegia, che sparì la sera stessa. Venne avvelenato e fatto a pezzi. Le mani e i piedi vennero date in pasto ai porci, mentre i resti del corpo furono occultati nel pozzo.
Tutti i pretendenti sparirono nello stesso identico modo mentre Belle si arricchiva sempre più.
Non scamparono alla morte nemmeno le figlie restanti di Belle, che vennero uccise, tagliate a pezzi con un’ascia e seppellite o date in pasto ai maiali.

Belle oltre ad essere una serial killer spietata era anche un’ottima bugiarda. Raccontava storie di come gli uomini la trattavano male, le rubavano gli averi e se ne andavano o scappavano, pertanto i familiari delle vittime cercavano altrove il loro parente.

Ma nel 1908 la svolta: un terribile incendio distrugge la fattoria e gli investigatori, accorsi sul luogo della tragedia, scoprirono gli orridi segreti custoditi nel sottosuolo.
Vennero estratti numerosi sacchi con dentro mucchi di ossa e altri resti umani, cosparsi di soda caustica.
Nello scantinato della casa vennero rinvenuti quattro cadaveri, tre dei quali furono identificati come quelli dei figli di Belle, più un quarto cadavere privo della testa, che in un primo momento fu identificato come quello della Gunnes.
Durante le ricerche del cranio disperso, gli inquirenti rinvennero la protesi dentaria di Belle.

La teoria degli investigatori fu che qualcuno avesse ucciso Belle e tutte quelle persone per poi appiccare le fiamme alla casa e liberarsi dei corpi.

Verrà arrestato e condannato Ray Lamphere, il tuttofare della signora Gunness e l’unico ad essere scampato alla morte.
Morirà in prigione di tubercolosi, ma si dichiarerà sempre innocente asserendo:

“Non è morta (parlando di Belle Gunnes), io so che aveva una grande cicatrice nella gamba sinistra, il corpo della donna decapitata trovata nello scantinato, non ha nessuna cicatrice, non mi hanno voluto credere, è riuscita a prendersi gioco di tutti noi.”

Lamphere aveva ragione.

      

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