LA TRIBU AGHORI (+ Trailer film Eli Roth)

Gli Aghori costituiscono la più estrema delle sette di sādhu, termine che indica il più vasto gruppo degli asceti induisti. Il nucleo originario risiede a Varanasi, città sacra degli induisti, dove si trova la tomba del loro guru, l’asceta Baba Kinaram, che si dice abbia vissuto fino a 170 anni durante il XVIII secolo.

Gli Aghori accettano gli impuri della società, assumono droghe e alcol, fino a mettere in atto i rituali più estremi.

Nelle campagne gli asceti di Varanasi sono temuti per via dei loro presunti poteri magici, quali il vaticinio (predizione di eventi futuri), camminare sull’acqua e capacità di scagliare malefici. Al di là delle credenze mistiche, l’urofagia (consumo di urina) e la coprofagia (ingoiare escrementi propri o altrui) sono pratiche ampiamente diffuse all’interno della tribù. Sono inoltre soliti cospargere il proprio corpo con le ceneri dei morti, simbolo di morte e di rinascita nella religione induista, oltre che realizzare monili e utensili con ossa e teschi umani.

Il cosiddetto “shava samskara” è uno dei rituali più ricorrenti nella setta, che consiste nell’utilizzo di un cadavere come altare cerimoniale. Il cannibalismo che gli Aghori praticano sui cadaveri avrebbe uno scopo preciso: quello di consumare lo “Shakti” (ovvero l’energia vitale), assorbendo così tutti i “poteri” acquisiti dal morto nel corso la vita.

Nel 2015 Eli Roth ha prodotto un film “The Green Inferno” (devo ancora guardarlo) con registrazioni reali della foresta dove risiedono gli Aghori. Nulla di tutto questo era mai stato possibile.

Fonte: Midnightfactory.it

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