DONALD “PEE WEE” GASKINS – Il Sadico

“Io ho camminato lo stesso sentiero di Dio. Prendendo altre vite umane e terrorizzando le mie vittime, sono diventato uguale a Dio. Uccidendo sono diventato il padrone di me stesso. Attraverso l’esercizio del mio potere sono arrivato alla mia redenzione.”
Il nome di Donald Gaskins non ha ricevuto la risonanza mediatica di molti altri “mostri”, ma fu uno dei peggiori serial killer della storia accreditandogli almeno 110 uccisioni eseguite con pratiche terribili.
“Pee Wee” è il soprannome che si porta fin dall’infanzia, qualcosa traducibile con “nanetto”, “sfigatello”, in riferimento alla sua bassa statura, corredata da una vocetta stridula, insomma un ometto dall’aspetto indifeso.
Verrà cresciuto dai diversi amanti della madre, che infieriranno sul piccolo Donald picchiandolo ripetutamente per i più futili motivi.
Ad un certo punto, quando lui aveva 10 anni, la madre decise di sposarne uno e fu proprio “il più figlio di puttana di tutti. Aveva l’abitudine di picchiarmi tutto il santo giorno e trascinava il mio corpo per tutta la stanza pulendoci i pavimenti. A quell’epoca, tutti si divertivano a picchiarmi: i miei zii, gli altri patrigni e ogni ragazzo e ragazza con cui giocavo o che incontravo a scuola. Mi picchiavano semplicemente perché ero dannatamente piccolo.”
Anche il suo rapporto con l’altro sesso non è sano.
“Fin da ragazzo non sopportavo le femmine, verso le quali iniziai a sviluppare un odio sempre più forte. Per come la vedo io, le femmine hanno qualcosa che i maschi vogliono, permettono loro giusto di dare una sbirciatina, ma non si fanno scopare finché il ragazzo di turno non fa tutto quello che vogliono. Mi ha sempre fatto diventare matto come quelle puttane possano fare tutto quello che vogliono, mostrare i loro culi, prendersi gioco di me, anche picchiarmi, mentre io non ho mai potuto fare niente, perché sapevo che altrimenti sarei stato picchiato.”
Trascorre la sua adolescenza formando una banda con due amici: Danny e Marsh, con i quali commette piccoli furti. I furti non placano la loro “noia” e così decidono di stuprare e sodomizzare per un intero pomeriggio la sorellina tredicenne di Marsh:
“L’abbiamo presa e portata in un posto isolato, l’abbiamo stesa a terra, le abbiamo tolto i vestiti e ci siamo messi ad annusarla e a palparle la fichetta e a succhiarle le piccole tette e a farci succhiare i nostri cazzi, poi l’abbiamo sbattuta in entrambi i buchi. Tutti e tre abbiamo goduto non so quante volte. Era come se non riuscissimo a fermarci. Ma anche se non l’abbiamo picchiata e non le abbiamo fatto male in alcun modo, lei si è messa a piangere e a pregarci di smettere, ma noi non potevamo. Era troppo bello.”
La bambina venne minacciata dal trio affinché non parlasse dell’accaduto, ma la madre si accorse e la fece parlare. La punizione per i 3 sarà spietata, in particolare i “genitori” di Gaskins lo picchieranno a sangue ma lui, devastato dal dolore, avrà un’erezione.
Poco dopo Gaskins viene sorpreso da una ragazza durante un furto, la prende ad accettate fin quasi ad ucciderla. La ragazza lo denuncia, viene beccato e finisce in riformatorio. Qui viene sodomizzato da 20 detenuti e brutalizzato dalle guardie. Passa poco tempo fuori dalla prigione che una ragazza lo prende in giro per la sua statura minuta e lui la aggredisce con un martello fratturandole il cranio.
5 anni di carcere.
In carcere si ripetono i soprusi, violenze, sodomizzazioni dei detenuti. Qui intuisce che la soluzioni dei suoi problemi in carcere è diventare lui stesso uno dei boss, uccidendo un pezzo grosso tra i detenuti.
“Fino a quel momento non avevo mai pensato cosa significasse uccidere un uomo o come ci si sarebbe sentiti dopo. […]
Non ho esitato neanche un istante: gli ho tagliato la gola da un orecchio all’altro con il coltello, affondando in profondità per essere sicuro che morisse. […]”
Esce nel 1969 e si realizzò il ”miracolo splendente”, l’intuizione. Come si fa a sfogare gli istinti sadici e sessuali senza finire in galera ogni volta? Uccidendo la vittima e facendo sparire il cadavere. Era così semplice.
“Mentre stavo viaggiando attraverso la contea di Sumter, avvenne un vero e proprio miracolo che cambiò per sempre la mia esistenza. […] Era settembre (1969). […] Era pomeriggio inoltrato quando finalmente ne vidi una che stava facendo l’autostop sulla strada. Era bionda, abbronzata e decisamente attraente. La giudicai sui 18-19 anni. […]
Mi fermai e la caricai a bordo.
Le chiesi dove stava andando. […]
Lei iniziò a parlare come una macchinetta […].
Quando fermai l’auto e mi voltai a guardarla, quello fu il momento in cui si realizzò il miracolo splendente. […] Nella testa si è fatta strada la risposta a tutti i miei problemi.
E la risposta era davvero semplice: quello che dovevo fare era ucciderla.
Mi ricordo che ho riso a me stesso e mi sono chiesto perché diavolo non ci avessi pensato prima.
Se lei moriva, non avrebbe potuto raccontare a nessuno, e tantomeno alla Legge, quello che le avevo fatto – così, una volta che avevo deciso che, in ogni caso, lei doveva morire, mi sentivo libero di farle tutto quello che volevo.
Tutto quello che volevo.”
Nei 6 anni successivi avverrà una vera e propria escalation di omicidi.
Gaskins distingue i suoi omicidi in due categorie: gli Omicidi Gravi e gli Omicidi degli Autostoppisti. La prima classe comprende quelle vittime che lui conosceva, la seconda le vittime totalmente casuali.
Come farà a farla sempre franca?
Beh per l’apparenza innocua, l’alibi sempre pronto e credibile e la capacità di superare sempre il test del poligrafo (la macchina della verità). I suoi conoscenti lo definiscono come ”un ometto inoffensivo e simpatico” e le 6 mogli come ”un buon marito e un buon padre di famiglia”.
Oggi ci chiediamo come un uomo capace di uccidere un energumeno a sangue freddo in carcere e con quella mole di precedenti possa essere considerato dalla polizia “inoffensivo”.
Gaskins non è il tipico serial killer con un metodo e un target ben preciso. La vittimologia praticamente non esiste, preferisce ragazzine, ma ucciderà anche molte donne e ragazzi, senza nessuna componente fisica costante. Il modus operandi di costante ha solo il rapimento sulla strada (per gli omicidi degli autostoppisti), lunghe torture e stupri (spesso per più di un giorno), uccisione per affogamento (non sempre). Ma le torture sono le più svariate e la sperimentazione è totale, non ha una vera e propria “firma”.
“Alcune di esse le ho tagliate. Altre le ho bruciate. A una ho infilato un cavo in un buco e gliel’ho fatto uscire dall’altro, poi l’ho appesa al soffitto. Un’altra l’ho riempita di acqua fino a farla scoppiare, ma è morta troppo velocemente, e la cosa mi ha sorpreso, quindi non l’ho fatto più. Ho sempre preferito tenerle in vita il più a lungo possibile. Ho sempre dedicato molto tempo ad ogni vittima, e quando ho finito di divertirmi, di solito le ho uccise allo stesso modo della prima – riempiendole di pesi e annegandole per far sparire i corpi.”
Le prime due vittime maschili furono due ragazzi “capelloni” scambiati da lontano per ragazze. Decise lo stesso di “offrire loro un passaggio”. Li portò in un suo covo, li torturò e sodomizzò fino a tagliare loro i genitali, cucinarli e mangiarseli mentre loro guardavano, prima di ucciderli.
Doreen Dempsey di 23 anni, incinta, e sua figlia Robin Michelle (di 2 anni!) erano sue conoscenti e si offrì di dar loro un passaggio per lasciare la città. Portate in un bosco, stuprò prima la madre e poi la bambina, uccidendo entrambe. Definirà questo duplice omicidio come il miglior sesso della sua vita.
Il bisogno di omicidi cresce a dismisura, finché non riesce più a disfarsi dei corpi da solo e commette il primo dei due fatali errori: si fa aiutare da un amico semi-ritardato di mente, Walter Neely, nel seppellire i cadaveri.
Il secondo errore è l’uccisione della tredicenne Kim Ghelkins, ragazzina che abita nel suo quartiere e che lavora spesso a casa sua come babysitter. Quando la ragazzina sparisce i genitori sospettano di Gaskins e lo denunciano alla polizia esercitando forti pressioni.
Le prove non schiaccianti che vengono trovate in casa di Gaskins, unitamente alle confessioni di Neely (che in seguito porterà gli investigatori nel “cimitero” di Gaskins facendo riesumare 8 corpi) sono appena sufficienti per incriminarlo per un solo omicidio. La condanna alla sedia elettrica viene commutata in ergastolo perché in Nord Carolina viene abrogata la pena di morte.
Nel 1982 uccide un altro detenuto (con dell’esplosivo!), nuova condanna alla pena capitale (reintrodotta nel 1977) e questa volta la sedia elettrica lo friggerà il 6 settembre 1991.

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