Issei Sagawa – Il cannibale Parigino – Il cannibale Giapponese

“Il cannibalismo è un atto supremo d’amore. Io ho ucciso Renèe per mangiarla, non per violentarla… Facendo l’amore, infatti, entri nel corpo dell’altra persona per pochi minuti. Mangiandola, la fai tua per sempre”.

Sarà stato questo pensiero ad aver spinto Issei Sagawa, il protagonista della storia di oggi, a un orribile gesto nei confronti della povera Renèe Hartevelt.

Parigi, 1981. Tra i due colleghi nacque una sorta di amicizia e Renèe cominciò a frequentare l’appartamento di Sagawa. Lei offre “ripetizioni” di francese e di “declamazioni” dei classici, lui le cucina delicati piatti giapponesi.

Una sera, durante la cena, Sagawa si “dichiara” a Renèe, che reagisce mettendosi a ridere e dicendo che comunque è già impegnata. La mente si annebbia e la lucidità svanisce; Sagawa le spara alla nuca con un fucile. Successivamente la fa a pezzi, affettando con cura alcune parti del corpo e congelandole nel freezer. Dopo qualche giorno ne ha già consumato circa sette chili.

Catturato, durante i primi interrogatori chiede ripetutamente di poter continuare a mangiare il contenuto dei suoi preziosi “pacchetti”, rifiutando ogni altro cibo e precipitando in una lunga crisi depressiva quando gli comunicano che i suoi “pacchetti”, dopo averne analizzato il contenuto, sono stati gettati via.

La vicenda destò ovviamente grande scalpore sia in Francia che in Giappone, ma in modo diverso. In Francia, venne descritto come il “cannibale Giapponese” e la storia venne chiusa rapidamente. In Giappone venne definito il “cannibale Parigino”, ma al suo ritorno in patria, grazie alle conoscenze politiche del facoltoso padre, diventa una star.

Concludiamo questa storia così come l’abbiamo cominciata, con un pensiero di Sagawa:

“Confesso di avere ancora degli istinti antropofagi, ma ho imparato a sopprimerli da quando ho capito che nella nostra società mangiare una persona è vietato. Anche perchè prima devi ucciderla. E non si deve uccidere una persona che ami”.

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