MARY MALLON – TYPHOID MARY

(Grazie a Sofia Martini per la segnalazione)

America,1906.

Mary Mallon nasce il 23 settembre 1869 a Cookstown Irlanda. Fin da giovane lavorò presso numerose famiglie benestanti come cuoca. Nel 1906 si trasferì a Manhattan, dove i membri delle famiglie per cui lavorava contrassero febbre e diarrea, e la lavandaia morì. Mallon andò poi a lavorare presso un avvocato, andandosene dopo che sette delle otto persone nella famiglia si ammalarono. Poi fu il turno della famiglia di Charles Warren, un noto banchiere, dove la figlia si ammalò di tifo. Vennero convocati degli esperti per analizzare l’acqua, le fognature e ogni possibile fonte di contagio, fino ad arrivare alla servitù. Tra questi, mancava all’appello la nuova cuoca assunta da poco tempo: Mary Mallon. Le indagini portarono a collegare la Mallon con ogni famiglia benestante che si era ammalata negli ultimi 10 anni. George Sopher, un ingegnere sanitario, fu l’unico a capire che Mary Mallon era una portatrice sana di febbre tifoide e che il contagio avveniva nella cucina quando preparava i pranzi e le cene per i ricchi contaminando gli utensili da cucina con saliva, sudore delle ascelle o liquidi corporei provenienti dai genitali. In questo modo, negli anni, uccise circa 50 persone.

Non fu facile trovarla perchè cambiava spesso nome e famiglia, ma quando Sopher ci riuscì le chiese dei campioni di urina e feci.

« Parlai per la prima volta con Mary nella cucina di casa. Immagino che fu un tipo di colloquio insolito, soprattutto se si tiene conto del posto. Fui quanto più diplomatico possibile ma dovetti dirle che sospettavo che lei diffondesse una malattia e che volevo i suoi campioni di urina, feci e sangue. » (George Sopher)

Mary non reagì bene alle accuse:

« Afferrò un forchettone da arrosto e avanzò nella mia direzione. Io percorsi in tutta fretta il corridoio lungo e stretto, varcai l’alto cancello di ferro e il cortile, e arrivai al marciapiede. Mi sentivo assai fortunato ad esserle sfuggito. Confessai a me stesso che avevo iniziato con il piede sbagliato. A quanto pare Mary non capiva che volevo aiutarla. » (George Sopher)

Fu allora che decise di chiedere aiuto alla polizia. Mary venne prelevata, non senza difficoltà, e condotta al Willard Parker Hospital.

Non l’avevano mai accusata, incriminata, processata o condannata, ma restò nell’ospedale dal 1907 al 1910 quando, su pressione della stampa, dell’avvocato e per questioni politiche, il nuovo commissario sanitario Lederle decise di liberarla.

Il rilascio prevedeva di fare rapporto con cadenza regolare presso il commissario sanitario e di non lavorare come cuoca, ma le promesse di Mary durarono poco. Dopo qualche mese ricominciò a lavorare come cuoca sotto falso nome per 5 anni.

Nel 1915 scoppiò un’improvvisa epidemia di tifo all’ospedale Sloane di New York che colpì circa 25 persone; la descrizione della cuoca dell’ospedale corrispondeva a quella di Mary.

Arrestata immediatamente venne ricondotta al William Parker Hospital dove nel Dicembre del 1932 venne colpita da ictus e nel 1938 morì.

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