LA PRIGIONE AUTOGESTITA DI CIUDAD BARRIOS

“Alcune delle persone più gentili che incontrerete nella vostra vita sono ricoperte di tatuaggi. Ma non Juan. Juan ti ucciderà c***o”

Nel 2013 il fotografo inglese Adam Hinton ha viaggiato fino a El Salvador, il piccolo stato dell’America centrale considerato tra i posti più pericolosi al mondo, per documentare la storia delle gang criminali del paese. Hinton ha trascorso una settimana nel distretto di Las Victorias non lontano da San Salvador, dove ha visitato la prigione di Ciudad Barrios, un carcere “autogestito” esclusivamente dai membri della MS-13, o “Mara Salvatrucha”, una delle bande criminali più violente al mondo. La Mara Salvatrucha è stata fondata negli anni Ottanta a Los Angeles da un gruppo di immigrati salvadoregni e nel giro di pochi anni si è allargata attirando nuovi adepti e dedicandosi al traffico di droga, al contrabbando d’armi, alla gestione del mercato nero e alla prostituzione, diventando famosa per diversi motivi tra cui le violente regole di ammissione che prevedono pestaggi per gli uomini e stupri collettivi per le donne.

La prigione di Ciudad Barrios è sorvegliata soltanto all’esterno dall’esercito ma viene gestita dai suoi 2.600 detenuti (potrebbe ospitarne 800), che nel tempo si sono organizzati fino a mettere su una panetteria, una clinica medica, un centro di disintossicazione e vari workshop. Hinton ha realizzato ritratti dei membri della MS-13, coi volti e i corpi completamente ricoperti di tatuaggi che raccontano la storia della loro carriera criminale.

Fonte: ilpost.it

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