LA TRISTE STORIA DI JESSICA LUNSFORD

La “Legge di Jessica” o “Jessica Lunsford Act” è una legge ottenuta dal padre di Jessica che consiste nell’inasprimento delle vecchie pene: chiunque, nello Stato della Florida, molesti un bambino sotto i 12 anni si prende una condanna a 25 anni di carcere più il braccialetto elettronico a vita e, se la molestia diventa abuso, si passa all’ergastolo.

E’ il 2005 e Jessica ha solo 9 anni quando sparisce dalla sua cameretta. Le ricerche si attivano immediatamente e vengono cercati i criminali sessuali precedentemente condannati risiedenti in zona. Tra questi spunta il nome di John Couey. Gli investigatori si recano a casa sua, ma sena un mandato di perquisizione non possono fare altro se non parlare con John. I sospetti, tuttavia, rimangono e per questo motivo il giudice concede il mandato. John d’altronde ha un lungo elenco di denunce per furto con scasso, reati sessuali sui minori e problemi con la droga. All’arrivo della polizia la casa è vuota e di John si sono perse le tracce. Il 12 marzo verrà arrestato in Georgia per possesso di cannabis e interrogato riguardo la sparizione della piccola Jessica. John dirà di non sapere altro se non quello di cui si parla ai telegiornali e, per questo motivo, viene liberato ma tenuto sotto sorveglianza. Dopo due giorni la polizia lo vede entrare in una roulotte posizionata vicino a dove abitava Jessica. All’interno troveranno un materasso e dei cuscini macchiati di sangue; le analisi dimostreranno essere il sangue di Jessica.

Il 17 marzo Couey viene arrestato per l’omicidio di Jessica Lunsford e, il giorno dopo, rilascerà una confessione registrata e videoregistrata di come ha rapito, violentato e ucciso Jessica.

Nella confessione racconta di aver visto Jessica suonare in giardino e pensò avesse “circa 6 anni”. La stessa notte voleva svaligiare la casa dei Lunsford ma quando vide la bimba “agì di impulso e la prese”. “Non urlare e non far niente”. La violentò nel suo letto ripetutamente e poi si fece seguire fuori casa. 3 giorni dopo il rapimento Couey disse a Jessica di entrare in un sacco nero della spazzatura promettendole di riportarla a casa. Lui invece la seppellì viva in una buca di circa 75 centimetri coperta di foglie. La morte, nonostante il tentativo della piccola di bucare il sacco per far entrare l’aria, sopraggiunse nel giro di 2-3 minuti.

Il 7 marzo Couey verrà dichiarato colpevole di omicidio di primo grado, rapimento e violenza sessuale e condannato a morte. Couey si dichiarerà sempre innocente fino alla sua morte avvenuta nel 2009 per cause naturali.

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