DORETTA E GUIDO – LE BELVE DI VERCELLI

(Segnalata e scritta da Chiara Maesano)

Vercelli, notte tra il 13 ed il 14 novembre 1975.

Doretta Graneris, diciottenne, e il suo fidanzato Guido Badini si recarono a casa dei genitori di lei per organizzare gli ultimi dettagli del matrimonio che si sarebbe svolto la settimana successiva. L’intenzione reale però era quella di ucciderli tutti. Con loro c’era anche Antonio D’Elia, un delinquente con precedenti per stupro.

Il piano iniziale prevedeva che D’Elia commettesse il delitto, ma in seguito fece da autista e da palo.

Doretta e Guido suonarono alla porta, entrarono in casa e si sedettero davanti alla tv parlando con i genitori delle nozze. I genitori avevano già comprato loro dei mobili e il padre si offrì di regalare anche dei lingotti d’oro.

All’improvviso i due giovani estrassero una pistola e iniziarono a sparare: prima il padre Sergio Graneris, poi la madre Itala che tentò di proteggersi con le mani, poi nonno Romolo colpito alla testa, nonna Margherita tentò invano di proteggersi sotto il tavolo e infine il piccolo fratellino tredicenne Paolo Graneris riverso a terra, con le gambe divaricate, inerte come un bambolotto.

Dopo la mattanza i tre si diressero a casa di un amico, che non notò nulla di strano, per passare da lui la serata.

Ma facciamo un passo indietro e raccontiamo chi era Doretta e perché desiderava uccidere la sua famiglia?

Doretta era una ragazza solitaria, un po’ insicura e malinconica; non sopportava il suo aspetto, non si piaceva, e odiava far parte di una famiglia di “miseri piccoli borghesi”. Nonostante giudicasse i suoi troppo severi, loro le volevano veramente molto bene.

Forse tutti questi potevano essere i tipici problemi adolescenziali che sarebbero passati col tempo, ma Doretta era fidanzata con Guido da tre anni, un ragazzo più grande di lei e da poco rimasto orfano. I due innamorati decisero di andare a convivere a Novara anche se i genitori di Doretta non vedevano di buon occhio questa relazione. Guido infatti non era un bravo ragazzo, collezionava armi da fuoco in casa e frequentava ambienti fascisti. Su Doretta e Guido inoltre giravano voci che li vedevano protagonisti di orge e scambi di coppia. Nonostante tutto, alla fine i genitori di Doretta decisero di aiutare la coppia con il matrimonio e, soprattutto, con le spese.

Ma Doretta e Guido avevano altri progetti: impossessarsi dell’eredità da 100 milioni dei genitori di lei per vivere una vita agiata e libera da ogni preoccupazione. Perchè ciò fosse realizzabile era necessario ucciderli. Tutti.

I corpi delle vittime vennero scoperti la mattina successiva dalla nonna materna, avvisata dell’insolita assenza del figlio al lavoro. Una volta entrata in casa, si trovò davanti a un massacro. La tv era ancora accesa.

I due fidanzati vennero subito rintracciati e interrogati. Stupì molto la reazione innaturalmente composta di lei. Inizialmente Doretta si prese tutte le colpe, ma non convinse i poliziotti, in quanto l’arma non era sua e non sapeva usarla. Guido confessò di aver sparato, ma scaricò su di lei tutte le responsabilità, accusandola di averlo plagiato anche in vista della consistente eredità della sua famiglia. La coppia venne condannata all’ergastolo, il complice D’Elia a 22 anni.

Nel 1992, dopo soli 20 anni scontati di pena, Doretta ottenne la libertà condizionale. Di lei si sa poco e nulla, le ultime notizie dicono che lavori a Torino per una società che si occupa di ex detenuti e tossicodipendenti.

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