WILLIAM HEIRENS

Il killer del rossetto – The lipstick killer

(Colpevole o no?)

Per amor di Dio fermatemi prima che possa uccidere ancora. Non posso controllarmi

Heirens crebbe a Lincolwood, un sobborgo di Chicago ma nacque ad Evanston, Illinois. All’età di undici anni, raccontò alla madre di aver assistito ad un rapporto sessuale fra due giovani, la quale gli disse che ogni manifestazione di sessualità è una cosa sporca, indecente, e veicolo di malattie. Mentre baciava la sua fidanzata coetanea, scoppiò in lacrime e vomitò di fronte a lei. A tredici anni, fu arrestato perché trovato in possesso di un’arma da fuoco carica, nella sua abitazione furono ritrovate altre armi da fuoco nascoste in un frigorifero e nel solaio. Heirens ammise di aver commesso dei furti e fu mandato in un riformatorio per alcuni mesi, la Gibault School. In seguito riferì che per lui i suoi reati erano soltanto un diversivo alla noia e gli servivano per scaricare la tensione. Non molto dopo il suo breve soggiorno nel riformatorio, venne arrestato di nuovo, ancora per furto con scasso. Questa volta fu costretto dalla sentenza di condanna a frequentare la St. Beda Academy, diretta da monaci Benedettini. Durante questo forzato periodo scolastico, si rivelò un brillante studente, con un notevole rendimento. Fu rilasciato a 16 anni ed ottenne, grazie ai suoi ottimi risultati accademici, l’ammissione alla University of Chicago. Si iscrisse alla facoltà di Elettrotecnica della stessa sede universitaria, ma non abbandonò la sua abitudine al furto.

Il 5 giugno del 1945, la quarantatreenne Josephine Ross fu ritrovata morta nel suo appartamento al 4108 di North Kenmore Avenue. Era stata ripetutamente pugnalata in varie zone del corpo, e la sua testa fu trovata avvolta in un vestito appartenente alla vittima. Fu supposta l’ipotesi che la vittima avesse scoperto l’intruso che l’avrebbe uccisa e che avesse lottato con lui, alcuni capelli scuri infatti furono ritrovati stretti nel pugno di Josephine Ross. Nessun oggetto di valore era stato derubato dall’abitazione.

Il 20 dicembre 1945, una signora divorziata che corrispondeva al nome di Frances Brown, fu ritrovata morta in seguito a delle pugnalate infertele nel suo appartamento al 3941 di Pine Grove. Una donna delle pulizie trovò il cadavere, insospettita dal rumore assordante di una radio e dalla porta dell’appartamento della vittima rimasta socchiusa. Frances Brown era stata barbaramente pugnalata e le autorità supposero che un rapinatore potesse essere stato scoperto dalla vittima e interrotto, sebbene, come accadde per Josephine Ross, nessun oggetto di valore o altro fosse stato rubato dall’appartamento. Fu trovata soltanto un messaggio su una parete dell’appartamento di Frances Brown, scritto con un rossetto.

Per amor di Dio fermatemi prima che possa uccidere ancora. Non posso controllarmi“.

Il 7 gennaio del 1946 una bambina di sei anni, Susanne Degnan, scomparve al 5943 di North Kenmore Ave. Dopo aver ispezionato la casa senza successo, la sua famiglia ne denunciò la scomparsa alle autorità. La sparizione della bambina destò scalpore e la polizia promise di catturare il responsabile del rapimento. Gli agenti trovarono una scala appoggiata sulla finestra della camera di Susanne e un messaggio di riscatto, nel quale venivano richiesti 20 000 dollari in banconote di piccolo taglio e si intimava di non avvertire le autorità competenti. Sull’altro lato del foglio era stata aggiunta una frase che ordinava di distruggere il messaggio per l’incolumità della bambina. Il testo era stato scritto in uno stile simile ad una notazione musicale, portando gli investigatori a sostenere che l’autore del messaggio e del rapimento fosse un competente musicista. Le ricerche della bambina furono infruttuose fino a quando qualcuno telefonò in modo anonimo alla polizia, suggerendo agli inquirenti di controllare la rete fognaria intorno all’abitazione dei Degnan. La polizia trovò la testa della bambina nella caditoia di un vicolo ad un isolato di distanza dalla residenza Degnan, la gamba destra in una pozzetta di raccolta della fogna, il busto e la gamba sinistra in un altro canale di scolo; tutte le membra erano situate progressivamente a un isolato di distanza una dall’altra. Le braccia furono recuperate un mese dopo in un tratto della rete fognaria presso la ferrovia Red Line di Chicago, a più di tre isolati dalla casa della vittima. Tutte le caditoie furono chiuse da tombini circolari di ghisa. Le ricerche si spinsero anche negli edifici circostanti, e nelle vasche della lavanderia di un condominio coincidente con il luogo del ritrovamento della testa di Susanne Degnan; furono trovati indizi che ubicavano in quel luogo lo smembramento del cadavere. Il killer aveva ripulito l’ambiente e il pavimento, ma alcune tracce ematiche furono ritrovate negli scarichi delle quattro vasche. La stampa la chiamò “la stanza del delitto”, ma in realtà l’autopsia dichiarò che al momento del rapimento fosse viva e che fu uccisa in un luogo mai identificato per poi essere sezionata in un secondo momento nella lavanderia.

Il dottor Kearns, sosteneva che l’assassino “era una persona che aveva una grande conoscenza dell’anatomia, o che aveva potenzialmente lavorato nel campo delle dissezioni”. Secondo l’esperto coroner, “neanche un dottore con una media esperienza in dissezioni avrebbe potuto essere così abile, doveva essere un individuo che lavorava le carni”. Il dottor Brodie aggiunse che il lavoro svolto dall’assassino “era preciso e pulito, senza alcun segno di errori nello scomporre le membra”.

Il 26 giugno 1946, il diciassettenne William Heirens fu arrestato per tentato furto e violazione di domicilio, dopo che un testimone lo vide introdursi in un appartamento. La sua fuga fu interrotta dal portinaio dello stabile, il quale lo inseguì e gli bloccò la strada. Ad ogni modo, presumibilmente, Heirens tolse la sicura alla sua arma e puntandola verso il portinaio avrebbe detto “Lasciami andare, oppure avrai un proiettile nelle budella!”, quindi l’uomo non lo inseguì ulteriormente. Heirens si nascose in un edificio nelle vicinanze ma un residente lo individuò e chiamò le autorità, facendolo arrestare. Durante l’inseguimento dei poliziotti, alcuni sostengono che puntò nuovamente l’arma contro uno dei due agenti e sparò un colpo, ma dall’arma non uscì alcun proiettile. Lo scontro con gli agenti terminò quando un poliziotto fuori servizio lo colpì alla testa con un vaso, facendogli perdere conoscenza. Heirens ricordò di aver perso improvvisamente conoscenza quando venne interrogato al riguardo. La polizia lo portò all’Ospedale Bridewell, il quale confinava con la Cook County Jail. L’interrogatorio si fece più pressante quando gli inquirenti cominciarono a porgli quesiti pesanti, su come uccise la bambina, e di confessare che lo fece. In qualche modo “sapevano” che il colpevole fosse Willaim Heirens. Ad un certo punto, qualcuno gli sferrò un calcio nei testicoli che gli causò quasi la nausea, e li bruciarono con l’etere. Heirens affermò che fu posto sotto interrogatorio per circa sei giorni consecutivi, malmenato dalle autorità e impossibilitato a bere o mangiare. Non gli fu permesso di vedere neanche i propri genitori per quattro giorni, e gli fu impedito di chiedere l’ausilio di un legale per i sei giorni in cui fu trattenuto dalla polizia. Due psichiatri, i dottori Heins e Grinker, somministrarono ad Heirens dosi massicce di Tiopental Sodico senza alcuna prescrizione e soprattutto senza il consenso dei genitori, dopodiché fu di nuovo interrogato per tre ore consecutive. Influenzato dagli effetti della droga, la polizia dichiarò che l’interrogato aveva confessato di avere una sindrome bipolare e che il suo alter ego aveva un’identità propria, “George Murman”, il cui nome prende origine dal primo nome del padre di Heirens e dal suo stesso secondo nome. Heirens affermò di ricordare ben poco dell’interrogatorio a cui fu sottoposto mentre era in preda agli effetti dello psicofarmaco, e tutta la sua testimonianza è oggi oggetto di disputa in quanto le trascrizioni originali delle confessioni sono andate perdute. Nel 1952, il dottor Grinker affermò che in verità William Heirens non fosse implicato in alcun omicidio. Nel suo quinto giorno sotto custodia cautelare, fu praticata ad Heirens una iniezione lombare senza anestesia e poco dopo fu trasportato alla centrale di polizia per essere sottoposto al test poligrafico. Provarono ad iniziare il test senza successo per qualche minuto prima che venisse rinviato, in quanto si era constatato che l’inquisito era troppo sofferente e debole per poterlo affrontare. Quando fu in grado di prendere parte al test, i risultati, a detta delle autorità, furono “inconcludenti”. Nel luglio 1946, fu trasferito alla Cook County Jail dove fu trasferito nel reparto ospedaliero per un ricovero.

Mentre le analisi sulla calligrafia del messaggio scritto con il rossetto e la scrittura di Heirens non sembravano combaciare, la polizia identificò le impronte insanguinate lasciate sullo stipite della porta con quelle di Heirens, e più avanti fu reso noto che un’impronta lasciata sul biglietto di riscatto coincideva con quella del mignolo sinistro di Heirens in almeno nove punti. All’epoca, i sostenitori del sospettato fecero notare alle autorità che fossero necessari almeno dodici punti corrispondenti per poter avere un’identificazione schiacciante.

Tuttavia, gli avvocati difensori di Heirens “sentivano”, in qualche modo, che l’imputato fosse colpevole e il loro compito primario era di salvarlo dalla sedia elettrica. D’altro canto l’accusa invece non era certa che avrebbe ottenuto una sentenza di condanna.

Heirens venne condannato a 65 anni di reclusione presso il Dixon Correctional Centre a Dixon, dove venne trovato senza vita nella sua cella il 5 marzo2012, all’età di 83 anni.

Soffriva già da tempo di problemi renali.

Fonte: Wikipedia

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