I VOLTI BELMEZ

23 Agosto 1971.
Belmez de la Moraleda è un paesino a stento segnato sulle carte della Spagna.
Tutto cambiò quando Maria Gomez Camara, rientrando dalla spesa, notò l’apparizione di una macchia sul pavimento di cemento in casa sua. La macchia cominciò ad assumere parvenze umane e Maria, spaventata, assieme al marito Juan Pereira e al figlio Miguel, fece di tutto per rimuovere la strana macchia. Maria raccontò di aver addirittura picconato il pavimento e gettato una nuova colata di cemento, ma invano.
Il volto era simile al “Sacro Volto” della Cattedrale di Jaén, che si suppone sia uno dei tre lini con cui la Veronica asciugò il volto di Cristo.
La notizia si diffuse, altre facce comparvero col tempo, e alcune di queste con espressioni spaventate o angosciate.
Alcuni rimanevano estasiati dalle fattezze dei volti, altri cercavano prove scientifiche, ma tutti gli esami compiuti non trovarono nessuna traccia di pigmenti o coloranti artificiali.
Nel frattempo la casa dei volti attirava dalle 10.000 alle 20.000 persone, tutte paganti e tutte desiderose di vedere il miracolo. Tuttavia, nel giro di un anno, il fervore raccoltosi tra la gente si spense così com’era nato e il fenomeno paranormale cadde nell’oblio.
All’inizio del 2004 la vicenda è tornata alla ribalta. La morte di Maria Gòmez Càamara, la proprietaria della casa dei volti, ha riportato il fenomeno dei volti su tutti i mezzi di comunicazione, e questa nuova pubblicità ha fatto accorrere a Bélmez migliaia di curiosi, ansiosi di assistere allo spettacolo. Così come accadde nel 1971, non è mancato chi ha di nuovo approfittato dell’attrazione turistica.

Questa volta i protagonisti principali sono stati la Sociedad Española de Investigaciones Parapsicológicas (SEIP), che ha avallato la paranormalità del fenomeno e l’Amministrazione comunale di Bélmez, disposte a comprare la casa per insediarci un “centro di interpretazione dei volti”, un museo che dovrebbe servire da attrazione turistica permanente. Solo non hanno tenuto conto del fatto di non essere gli unici ad avere questa ambizione: gli eredi di Maria Gòmez vogliono la loro fetta di torta e così hanno chiesto per la casa un prezzo esorbitante.

Di fronte a questo ostacolo irrisolvibile, gli investigatori della SEIP non hanno tardato a trovare una soluzione: nell’ottobre 2004 hanno annunciato la scoperta di nuovi “volti” in una seconda casa, quella dov’era nata Maria Gomez, che ha il vantaggio di essere molto più economica di quella originale. L’affare era di nuovo in marcia.

Questa volta però, la denuncia da parte di un ex investigatore della SEIP ha svelato il mistero: i volti nella nuova casa venivano disegnati dagli stessi investigatori. Nonostante la SEIP dichiari la veridicità del fenomeno, la reputazione è ormai minata.

Resta il mistero del primo volto ritrovato nella casa di Maria e la risposta potrebbe essere il nitrato al cloruro d’argento. A contatto con la luce, il cloruro d’argento si ossida e si scurisce. Grazie al’ effetto della luce, anche a distanza di giorni la magia delle apparizioni improvvise si spiegherebbe così.

Miracolo, scienza o semplice pubblicità?

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