ANGELO BUONO & KENNETH BIANCHI

Gli strangolatori delle colline

Angelo Buono è nato a Rochester, una cittadina nello stato di New York, il 5 ottobre del 1934. Angelo ha da subito una vita difficile: ha solo 6 anni quando sua madre, Jenny Sciolino Buono, si separa dal padre e decide così di rifarsi una vita dall’altra parte degli USA, trasferendosi con il piccolo nella zona di Los Angeles. Prima di risposarsi con George White, sua madre ha una vita sessuale morbosa: praticamente finisce a letto con chiunque possa darle una mano o farle degli sconti, e ad ogni suo incontro si porta dietro il piccolo Angelo, che è così costretto ad assistere agli incontri della madre. Non è strano quindi che Angelo sia cresciuto con la convinzione che sua madre fosse una “puttana” (la chiamava esattamente così) e che quindi tutte le donne lo fossero. Abbandona presto la scuola e a 16 anni arriva il primo arresto per furto di auto. Una volta rilasciato scopre di essere bravo nei lavori manuali e così diventa prima imbianchino, poi muratore ed infine tappezziere. Dal 1955 seguono numerosi matrimoni e divorzi per le violenze e le percosse che Angelo riservava alla moglie e ai figli.

L’ultimo nel 1971, quando Nanette chiede il divorzio dopo aver subito lunghe torture psicologiche, fisiche e la scoperta che Angelo era stato a letto anche con sua figlia Annette.

Passa qualche anno tra locali e prostitute fino a quando non arrivò suo cugino Kenneth Bianchi, dalla costa orientale degli USA.

Anche Kenneth Bianchi è nato a Rochester, quasi 20 anni dopo. Era il 22 maggio del 1951, e sua madre, una prostituta, se ne liberò subito, dandolo in adozione. Fin da piccolo si dimostra aggressivo e violento, e da adolescente ha una vera ossessione per la purezza e la verginità.

Kenneth sognava da tempo di vivere a Los Angeles e così si mette in contatto con Angelo. Dopo svariati lavori, alla fine i due decidono di mettere in piedi un giro di prostituzione.

La prima ragazza si chiama Yolanda Washington, una prostituta di colore, che però, in una serata di grande nervosismo, viene strangolata da Kenneth sul sedile posteriore dell’auto mentre Angelo guida. E’ l’inizio della spirale di violenza e morte in cui troveranno la morte almeno 11 ragazze. Da quell’esperienza quasi fortuita, i due cugini scoprono di aver provato piacere e allora decidono di ripeterla, magari scegliendo come vittima ancora una prostituta. In fondo era risaputo, la polizia faceva poche domande sulla scomparsa di donne di strada ed i giornali spesso neanche ne parlavano.
A farne le spese è Judy Miller, che i due cugini notano ferma sul bordo della strada una sera. Ad adescarla è soltanto Angelo, mentre Kenneth lo attende in un vicolo più avanti. Quando l’auto lo raggiunge, salta in auto e mostrando un falso distintivo della polizia alla malcapitata, le dice che è in arresto per reato di adescamento, e che il suo amico è in realtà un collega. Ovviamente non vanno alla centrale della Polizia ma a casa di Angelo Buono, come avevano deciso in precedenza perchè era più sicura. Per zittire le urla della prostituta quindicenne, le mettono un bavaglio di gommapiuma sulla bocca e le bendano gli occhi dopodiché tirarono a sorte per chi doveva cominciare. Toccò ad Angelo, che cominciò a violentarla dopo averla portata in stanza, mentre Kenneth osservava dallo spioncino eccitandosi. Dopo essere stata sodomizzata da quest’ultimo, Judy venne uccisa con un sacchetto tenutole sulla testa ed un cordino di nylon per strangolarla. il cadavere venne lasciato davanti alla casa di una ex di Angelo Buono. Lo divertiva l’idea che a trovarlo fosse proprio lei.

Come previsto, sui giornali uscì solo un trafiletto relativo a quell’omicidio dopodiché nessuno ne parlò più. Entusiasti della cosa i due cugini si diedero appuntamento al sabato successivo, per ripetere l’esperienza che li aveva così tanto esaltati. Questa volta però volevano alzare il tiro e, anzichè una prostituta, decisero di puntare su una ragazza normalissima scelta a caso. Fu la volta di Lissa Kastin. Era il 6 novembre del 1977 e quella sera Lissa stava rincasando dopo aver finito il turno di lavoro al ristorante, ma non si accorse di essere seguita da una macchina con due uomini a bordo. La stessa macchina si affiancò a lei, i due si presentarono come poliziotti. C’era stata una rapina poco prima, dissero, ed era stata segnalata una macchina molto simile alla sua. Lissa, doveva seguirli in centrale per gli accertamenti del caso. Tra le proteste della ragazza, i due partirono e la portarono nuovamente a casa di Buono. Il macabro rituale si ripetè: Lissa fu stuprata e soffocata con un sacchetto. Stavolta il corpo venne abbandonato di fianco al campo di golf del Chevy Chase Country Golf. Il poliziotto che arrivò sul posto per primo dopo la chiamata era il detective Frank Salerno, lo stesso che era intervenuto per il ritrovamento di Judy Miller. Il poliziotto notò subito le somiglianze tra i due casi e pensò immediatamente ad un collegamento tra i delitti.

9 novembre 1977. Sono passati solo 4 giorni dall’ultimo omicidio e la coppia Buono-Bianchi è di nuovo pronta a colpire ed a farne le spesa stavolta è Jane King. Cambia lo stratagemma per abbordarla, ma non l’esito fatale di quell’incontro. Jane è alla fermata dell’autobus quando Kenneth si avvicina e si siede di fianco a lei. Lui attacca bottone, comincia a parlare con lei. Poi arriva in macchina Angelo Buono. I due fingono l’incontro casuale, Angelo gli offre un passaggio e Jane si lascia convincere a salire in auto per essere accompagnata a casa. La mossa si rivela fatale perché verrà subito ammanettata e portata sempre nello stesso appartamento, dove viene imbavagliata. É ancora Angelo ad iniziare, ed anche stavolta Kenneth si ecciterà guardando dallo spioncino finchè, quando sarà il suo turno, sodomizzerà e strangolerà la povera Jane.

Ora però, neanche le ragazze più comuni bastano a soddisfare le malate fantasie dei due killer. Vogliono ancora di più. Altre emozioni, sempre più forti. Decidono quindi che la prossima vittima dovrà essere una vergine. E ne trovano due. La dodicenne Dolores Cepeda e la quattordicenne Sonja Johnson. E’ facile per i due assassini convincerle di essere poliziotti e a farle salire in macchina. Soprattutto quando due ragazzine hanno appena commesso una marachella, rubando delle collane finte in un supermercato. Il destino delle due piccole vittime è identico a quello di tutte le altre. Anche loro moriranno stuprate e strangolate.
Ormai i giornali cominciavano a parlare abbondantemente degli omicidi e delle ragazze trovate sempre nude e sempre ai piedi delle colline. La paura tra la popolazione cresceva, perchè ora a morire non erano più solo le prostitute, da sempre soggetti a rischio, ma anche ragazze che avevano una vita normalissima. Il detective Salerno, insieme ad altri colleghi, dopo aver analizzato i corpi ritrovati, era ormai convinto di essere di fronte sempre agli stessi assassini, ma non ne fece menzione ai media per non allertarli.

Nel frattempo gli omicidi proseguivano e toccò a Kristine Wagner, figlia di un famoso fotografo del “National Geografic”. Kristine viveva nel palazzo dove fino a qualche anno prima viveva lo stesso Kenneth Bianchi. Unica sua colpa: non aver mai accettato di uscire con lui. Kenneth si presentò con il distintivo alla sua porta, le disse che la sua macchina in strada era stata tamponata. Una volta fuori venne spinta di forza in auto e portata via. Sul suo corpo verranno trovati i segni dello strangolamento e della violenza sessuale. La soffocarono con un sacchetto e un tubo del gas inserito all’interno.
Ma prima o poi un errore si commette sempre, lo sanno bene i poliziotti che continuano a mantenere il massimo riserbo sulle indagini. E l’errore Bianchi e Buono lo commettono quando rapiscono Lauren Rae Wagner. Anche lei fu seguita in auto fino a casa, poi venne subito affiancata e con il solito stratagemma della finta rapina e costretta a salire in auto. Il suo corpo venne ritrovato con evidenti segni di stupro, strangolamento ed altre strane ferite sul palmo delle mani. Si saprà soltanto dopo, dalle loro stesse confessioni, che quelle ferite erano state provocate da scariche elettriche indotte attraverso dei fili attaccati di proposito alle mani della vittima. Le scariche però non furono sufficienti a provocare la morte che sopraggiunse con un sacchetto. Quella sera però una vicina vide la scena dell’adescamento e lo riferì alla polizia.

La polizia chiese alla stampa di non divulgare quelle notizie ma, come sempre accade, il giorno dopo le informazioni erano in prima pagina. La notizia allarmò i due cugini che decisero di cambiare di nuovo strategia e tornare a uccidere le prostitute, in modo da non rischiare più di tanto.

L’omicidio di Kristine, portò la polizia a indagare su Kenneth che, tra l’altro, aveva una denuncia per possesso di distintivo fasullo.

Interrogato e messo alle strette, mercoledì 10 gennaio del 1979, venne arrestato.

Angelo nel frattempo, allontanatosi da Kenneth, continuò i suoi omicidi in solitaria e le ultime vittime furono Karen e Diane. Offrì loro un lavoro in una casa e quando le ragazze arrivarono sul posto vennero sequestrate, imbavagliate e uccise. Poi Angelo si masturbò sui corpi senza violentarli. Ma Diane aveva avvisato il fidanzato della possibilità di un lavoretto fuori casa e il nome del datore di lavoro e così, finalmente, Angelo venne arrestato.

Il processo durò esattamente due anni, dal novembre del 1981 al novembre del 1983, con diversi capovolgimenti di scena a causa di Kenneth che continuava a cambiare le sue deposizioni, prima dichiarandosi innocente, poi colpevole, poi tirando in ballo il cugino e successivamente scagionandolo.

Entrambi gli strangolatori delle colline vennero condannati all’ergastolo.

Bianchi sta attualmente scontando la sua pena al Washington State Penitentiary di Walla Walla, nello stato di Washington. Gli è stata negata la libertà condizionata il 18 agosto 2010. Potrà richiederla nuovamente nel 2025. Angelo Buono invece fu trovato morto il 21 settembre 2002 nella prigione statale di Calipatria per infarto miocardico acuto.

Films: The Case of the Hillside Stranglers – The Hillside Strangler – Rampage: The Hillside Strangler Murders

Fonte: serialkillers.it

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