SADISMO

Il sadismo è una parafilia che consiste nel trarre piacere sessuale dall’infliggere dolore fisico o psicologico tramite atteggiamenti volti a umiliare la vittima.

Il termine deriva dal noto marchese De Sade, aristocratico francese autore di diversi libri erotici i quali vertono sulla figura del sadico quale essere freddo e razionale capace di ogni sorta di azione immorale e riprovevole ai fini dell’accrescimento del proprio piacere sessuale.

La maggior parte dei sadici è di sesso maschile. Il sadico si dimostra un’abile manipolatore, in grado di affascinare la sua preda e non lasciarle scampo: è una perfetta macchina di morte. Gli atti sadici, che vanno dal catturare a imprigionare, bendare, frustrare, mutilare e provocare ferite e lesioni che inevitabilmente a lungo andare inducono la morte, non hanno nulla a che vedere con il sesso: l’intento primario delle torture fisiche e psicologiche, infatti, è infliggere sofferenza e prolungarla all’estremo. Con la morte della vittima l’insano gioco terminerebbe e lui non godrebbe più, per questo motivo è tipico che il sadico rianimi la vittima per poi infierire di nuovo su di lei.

Lo strangolamento è la modalità di tortura preferita dal sadico, in questo modo innanzitutto ha un contatto fisico con la vittima, può guardarla negli occhi ed essere pervaso dal terrore che la medesima ovviamente palesa.

Quando lo pratica, lo stupro post-mortem ha una valenza dispregiativa ulteriore nei confronti della vittima e affermazione di potenza assoluta sessuale per il sadico.

L’uso delle armi da punta/taglio va a sostituire o rafforzare la funzione del pene, a sostituirla nel caso di impotenza del soggetto. Non a caso le parti anatomiche colpite da un sadico sono i seni femminili, la regione pubica, tutti simboli della femminilità.

I comportamenti preferiti dai sadici sessuali sono: lo stupro anale e la costrizione alla fellatio. Più la vittima gli opporrà resistenza più lui si sentirà onnipotente, più potrà depersonalizzarla accrescendo il suo piacere.

Kaplan, psicoanalista americano, afferma che i sadici sarebbero omosessuali che, rifiutando la loro natura sessuale, cercherebbero gratificazione in un rapporto eterosessuale, quando questa non arriva (anche perché la maggior parte dei sadici è impotente) la frustrazione e la rabbia li indurrebbero all’omicidio uccidendo quella parte di loro che non tollerano, la parte femminile.

Il sadico più efferato è lo squartatore. Agisce quando la vittima è viva, catapultandola in un abisso di dolore fisico e annientamento psichico totale dovuto alla consapevolezza che la fine sta per sopraggiungere.

Fonte. Latelanera

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